Sbàsa la crèsta RyanAir! Se ridici spaghetti alla bolognese ti strozzo

“Bologna è la casa degli spaghetti alla bolognese, come si fa a non amarla?”

Queste le eretiche parole scritte du Twitter da Ryanair, che per promuovere il suo scalo nel capoluogo emiliano tira in ballo con fare piacione i famosissimi  “spaghetti alla bolognese”.

Peccato che l’aria rarefatta delle grandi altezze debba avere confuso le idee alla nota compagnia aerea, che ha confuso ragù e tagliatelle alla bolognese con i più comuni e popolari spaghetti, che di bolognese ben poco hanno.

Ma se nell’alto dei cieli si farnetica sui fantomatici spaghetti, ci pensa subito l’aeroporto bolognese Marconi a riportare con i piedi per terra la compagnia aerea, con un tweet che con irrefrenabile istinto patriota recita: “Grazie, Ryanair, ma Bologna è la casa dei tortellini, tagliatelle, mortadella ecc. ma non abbiamo spaghetti!”.

Capito? Niente spaghetti, e poche storie!

D’altronde, ne è convinta pure la BBC ed il suo giornalista Michel Portillo che, in una delle puntate del documentario “Great Continental Railway Journeys” si è addentrato per il quadrilatero bolognese domandando ai perplessi passanti dove avrebbe potuto gustare i famosi spaghetti alla bolognese.

Non ricevendo alcuna risposta sensata, è poi capitato in un pastificio dove, a suon di tagliatelle e ragù lo hanno definitivamente convinto che no, gli “spaghetti” alla bolognese non esistono, che sono solo un grossolano strafalcione dovuto all’ignoranza di chi bolognese non è.

Equivoco definitivamente chiarito, quindi?

Macchè! Per nulla. Anzi, è arrivata fresca fresca la nuova puntata della telenovela in salsa – anzi, in ragù – bolognese.

Infatti, pare che un avvocato di Bologna, tal Gianluigi Mazzoni, uno cioè che per definizione o per contratto i piedi dovrebbe averli ben piantati a terra e la testa lontana dalle nuvole e dai cieli solcati da Ryanair, abbia trovato, insieme allo chef Stefano Boselli di  San Giorgio di Piano, la ricetta dei “veri” spaghetti alla bolognese.

Un piccolo tesoro scoperto non rispolverando antichi ricettari polverosi o raggiunto dopo estenuanti ricerche nelle biblioteche comunali ma basandosi invece sui …”ricordi”. Ricordi di mamme, nonne, zie, trisavole e tutta quella bella congrega lì, appartenenti va da sé a famiglie di sicura e comprovata stirpe bolognese, alla voce “cucina del recupero”.

“Un piatto povero” –si sente pure in dover di spiegare Mazzoni– “che veniva consumato nei giorni feriali usando un po’ di ragù, magari rimasto dal piatto principe della domenica, tagliatelle, lasagne e tortelloni.

Il condimento si faceva partendo con sedano, carota, cipolla, pancetta e salsiccia.

Poi iniziava la preparazione sui fornelli e si aggiungeva il ragù e una verdura, solitamente piselli. La ricetta prevedeva un po’ di concentrato di pomodoro.

Il tutto da amalgamare a fuoco basso e, infine, condire agli spaghetti.

Gli spaghetti alla bolognese esistono e noi volevamo svelare questo mistero nato all’estero”.

Cioè, fatemi capire.

Praticamente, avete preso “un po’ di ragù”, ovviamente bolognese, avanzato dal pranzo della domenica, lo avete poi rinfrescato con un po’ di soffritto, due piselli e un po’ di concentrato di pomodoro, avete preso due spaghetti –perché le tagliatelle (bolognesi) ve le siete sbafate tutte la domenica precedente–  avete rimescolato tutto e questa sarebbe trionfalmente annunciata all’universo mondo come  “la ricetta dei veri spaghetti alla bolognese”?

E si avrebbe pure l’ardire di voler “svelare questo mistero nato all’estero”?

La grande scoperta sarebbe quindi una versione riveduta e corretta della “cucina degli avanzi e del riciclo”, applicabile al ragù bolognese così come al gulasch ungherese o al  cacciucco alla livornese?

[Crediti | Link: Repubblica Bologna]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

8 luglio 2016

commenti (26)

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  1. StefanoInside ha detto:

    E allora quando avanzo cous cous allo zafferano e lo consumo con l’altrettanto avanzato sugo ceci e pomodori ho inventato il: “Cous cous allo zafferano e ragout di ceci.”
    Di solito ho sempre dei peperoncini habanero in freezer ma mi fermo qui.

    1. Gianlù63 ha detto:

      se avanzo…. non seguitemi

  2. Kamila Tarnowska ha detto:

    Applicabile pure al riso al salto milanese o alle polpette di lesso o a….qualunque cosa.
    L’unica cosa non riciclabile in cucina è l’ignoranza, per il resto tutto è ammesso e concesso (dalla disponibilità della dispensa e del mercato, aggiungerei).

    Solo mi infastidiscono oltremodo, come tafani nelle mutande, questi soliti americani che (tranne poche eccezioni) pretendono di saperla più lunga degli stessi italiani su cosa sia la cucina italiana. Hanno come punto di riferimento la cucina ITALOAMERICANA, d’accordo, ma è un altro pianeta! Ditelo tranquillamente, nessuno si offende…esistere esistono spaghetti with meatballs e il chicken parmesan o gli shrimp scampi o la marinara sauce ma sono prodotti di una cucina “diversa” da quella italiana verace, frutto di un melting pot di culture gastronomiche diverse che ha generato uno “stile” tutto suo. Come per esempio le cucine dei caraibi, del Brasile o di altri Paesi che hanno vissuto intensi periodi di colonizzazione e scambi con altre tradizioni culinarie che poi, dopo decenni hanno dato vita a tradizioni nuove, ma che poco hanno in comune con le loro radici. Pensate solo a cosa è la cucina creola…nulla a che vedere con le proprie origini ma frutto di un mix che ha preso vita propria ed un suo carattere, cosa che ne fa una tradizione diversa da quelle di origine.

    L’importante è saper contestualizzare e saper scegliere di conseguenza…in una buona trattoria bolognese ordinerò solo ed esclusivamente le tagliatelle della rezdora col ragù della casa; a little Italy mi fingerò Lilly e condividerò il mio piatto di spaghetti with meatballs con il mio tramp 🙂

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Bel commento, Kamila, grazie:-)

    2. Orval87 ha detto:

      Hai detto “americani” e “cucina italiana”? Ecco, io mi fermerei qui 😀

    3. Gloria ha detto:

      Ehm…la Ryanair è irlandese, non americana:-)

    4. Anastasia ha detto:

      Kamila! Da italiana residente negli Stati Uniti, hai tutta la mia approvazione. Condivido in pieno. Non ne posso piu’ di amici americani che: ” guarda che gli gnudi non si fanno come ti ha insegnato la tua nonna, c’e’ la ricetta sul New York Times ed e’ diversa…” 🙁

  3. Sally_Modena ha detto:

    Anche a casa mia si è sempre fatto, al ragù avanzato si aggiunge il sugo con i piselli 🙂

  4. Mauro ha detto:

    Cliente ryanair, avrò viaggiato con loro 30 volte, ma quelle cose non si possono leggere.
    Concentrino le loro energie sui voli low cost (sia ringraziato iddio, se un giorno ci sarà l’Europa sarà soprattutto grazie a loro) e di tasse eluse, ne hanno già abbastanza.
    Ed io pensavo fosse quello italiano, il popolo che amava parlare a vanvera.

  5. StefanoInside ha detto:

    E al di là di tutto, quello di combattere la nefasta e diffusa associazione tra spaghetti e ragù è sempre stato un mio chiodo fisso.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Comunque schifo non fa, dai..;-) Ciao Stefano, grazie.

  6. Gianlù63 ha detto:

    se a casa avanza la pasta condita con il ragù di carne, a volte ci infilo dentro un pò di Philadelpia o simili e la riscaldo in padella.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Una cosa leggera ..buonissima però!.-)

  7. Grazia ha detto:

    Sono bolognese e guarda un po’ lavoro in aeroporto. Spaghetti al ragù non ne ho mai mangiati ma penso che si debba essere meno snob! Se agli stranieri Bologna evoca prima di tutto gli spaghetti allora facciamoglieli buonissimi e magari approfittiamone per raccontargli quali meravigliose eccellenze abbiamo! A mio parere l’aeroporto ha fatto un commento miope e risentito che sembra proprio un autogol. Vado a farmi un piatto di tagliatelle, vah…

    1. Simo ha detto:

      Credo che agli americani , piacciano gli spaghetto perché non hanno mai assaggiato bene le tagliatelle al ragù…. ;))

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Diciamo allora che son buoni tutti e due, tradizione o no!.-)) Ciao, buona serata.

    3. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Grazia, forse volevan solo essere spiritosi, chissà. Ciao,grazie del commento.:-)

  8. Maleficent ha detto:

    Non posso mostrare il pedigree ma ho fior fiore di rezdore in famiglia e, onestamente, per recuperare gli avanzi di ragù ho sempre visto cucinare garganelli o penne o altri generi di pasta corta.
    Lo spaghetto col ragù per me è e rimane una bestemmia.

  9. Deviscooking ha detto:

    Ma l’articolo l’ha scritto una veneta? heheheh mi fa ridere certe espressioni 🙂

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