di Massimo Bernardi 10 Agosto 2011

Piccole porzioni di terra incolta tra macchine scassate, mucchi d’immondizia accatastati per strada e case scrostate dove convive un’umanità arruffata. A volte i quartieri delle città sono ghetti, strade senza uscita. Affascinata dall’idea dell’autosufficienza alimentare, Novella, la nuova abitante, ottiene da un appezzamento abbandonato, infestato dalle erbacce, prima un orto, poi una vera e propria fattoria. Non solo insalata e pomodori quindi, ma anche tacchini, oche, galline, anitre, maiali.

Farm City, l’educazione di una contadina urbana” (rilegato, 304 pagine, Slow Food Editore, € 14,50) è la divertente cronaca – piena di aneddoti, incontri, suggerimenti pratici, spunti gastronomici – di come Novella riesce, con più di un contrattempo, a realizzare il sogno della sua vita. Ma se volete, è anche una collezione di pensieri sulle cose che sacrifichiamo, giorno dopo giorno, sull’altare della vita veloce.

DISSAPORE REGALA “FARM CITY”.
Senza essere dei veri contadini urbani come lei, oggi siamo tutti Novella. E come Novella il nostro sogno è crescere un orto dal nulla. Diteci cosa coltivereste e perché, niente frugalità, spiegate a dovere. Regaliamo 3 copie di “Farm City, l’educazione di una contadina urbana” a chi lascia le più immedesimabili dichiarazioni d’ammore per l’ortomania entro le 24 di domani 11 agosto.

[Crediti | Link: Ibs]