di Stefano Caffarri 15 Gennaio 2010

Trattoria Capelli | Le tagliatelle al fagiano

Perchè piangi, papà? mi chiede la principessa piccola, guardando i lagrimoni grossi come ciliegie che mi solcano le gote come alla fine dei film di Disney. Sono fermo impalato davanti alla Carta delle vivande appesa sulla porta della Trattoria Capelli, ho appena letto i prezzi dei piatti: sette euri e cinquanta i primi, nove o dieci le pietanze. Mi è entrato un busco in un occhio, le dico per non confessare la commozione di fronte a un listino di così antica onestà. Ormai anche Ciccio Baciccio ha il becco di ferro di chiederti 18 euri per un filetto, contorno escluso, quindi entriamo. La si potrebbe prendere come icona della Trattoria che verrà: non ha nulla della trattoria sciatta e trasandata in cui spesso inciampi per strada, ed ha tutto del locale curato fino alla paranoia.

Ci trovi i calici ampi e non bicchieri infrangibili, le stoviglie di disegno e non le porcellane alberghiere ad Alto Spessore. Una lista di vini paurosa: pare l’edizione originale dei Promessi Sposi. Eppure la cucina è nitida espressione del territorio a partire dai tellurici salumi, che ti vien voglia di chiedere da quale pianeta vengono: Dalla nostra cantinetta, saprai tra poco. Di sorpresa in sorpresa i tortelli d’erbetta che però non regalano la solita pallida lattiginosa ricotta, ma una roba vibrante e grossa. I gnocchi* di patate serviti con un opulento soffritto. La sconsiderata porzione di tagliatelle con il fagiano, se vuoi fin troppo ricche di sugo formaggioso e spesso.

E siccome siamo in una trattoria emiliana non sfuggirai alla regola: pietanze appannate dalle lunghe e anticipate cotture come galletti, lepri e caprioli alla cacciatora, in verità un’alluvione di soffritti e di burri che non leniscono la legnosità dei bocconcini serviti in umido.

Certo è cucina non eterea: se vorrai finire con un dolce avrai il denso zabajone con le visciole sotto spirito, il tiramisù. Ma se il ‘dieci sarà l’anno del ritorno alla tavole delle tradizioni, che almeno siano Osti come questi, che nei piatti mettono ben più delle ore dell’orologio e delle logiche del registratore di cassa. Perchè anche una trattoria può essere un tassello di una gastronomia di ricerca, di passione, di cervello e di cuore.

*voi in Italia potete continuare a dire “gli” gnocchi.

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Capelli
Rivalta di Lesignano dè Bagni PR
0521350126

www.trattoriacapelli.it
Per i quattro (generosi) piatti alla carta 35 europei.
Niente Degustazione, ma vasta, sorprendente cantina
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