di Carlotta Girola 16 Dicembre 2015
Chiara Maci

Se da mesi vi stavate chiedendo che fine avesse fatto Chiara Maci, sappiate che no, non si è data all’ippica, ma ha lavorato alacremente per un nuovo format tv in stile “emoticon cuoricino”.

Vita da foodblogger è il suo nuovo programma per Fox Life, 10 minuti di nulla cosmico-gastronomico in cui si riescono a presentare ben due ricette (la prima con livello difficoltà da età neonatale, quando non si oppone ancora il pollice per tenere il cucchiaio).

Se invece siete dei follower della Maci questa non è una sorpresa: avrete anzi notato un certo qual massacrante bombardamento social della suddetta con pubblicazione di miliardi di post del dietro le quinte per far salivare il pubblico adorante.

Con Instagram non brillo per selezione: seguo peripezie di cagnolini jack russell, Anna Tatangelo, Miley Cyrus, e pure Chiara Maci. Dopo la scarica di “ci siamo quasi”, “sta arrivando” e via così, sapevo bene che cosa tramava alle spalle Chiaruccia nostra.

Quindi, matematico, non mi sono certo persa la prima puntata di questa perla di neo-irrealismo.

Il fatto è che quel serpeggiante e onnipresente humus di “famiglia del Mulino Bianco” pervade tutto: non è un semplice retrogusto latente, ma anzi è diventato un vero e proprio genere e Vita da Foodblogger ne potrebbe diventare il manifesto programmatico.

Cuorini, sorrisoni, ammiccamenti, buonismo, ditine birichine che rubacchiano dalle ciotole (ah monellina!), massime filosofiche profondissime degne di Medio-man.

Tutta questa zuccherosa puffosità cicciosa (cit., sì è una cit.) nutre l’anticristo che è in me. Mi solleva dei poco virtuosi pensieri da Bambola Assassina.

Io non capisco, lo dico con tutto il cuore, perché si debba glassare, smielare, aspartamizzare fino al crollo glicemico un format tv. Perché Chiara, perché? Non dico di farsi promoter delle sfighe quotidiane, ma almeno non far svolazzare i cuoricini cuoriciosi nel 32 pollici.

La cosa peggiore in assoluto è la musica, che sarebbe indegna persino per una puntata di Peppa Pig, ammettetelo.

Poi c’è la intro, una specie di riassunto delle puntate precedenti condito da scene di vita quotidiana maciane: una specie di omaggio ai tempi del Cioè, del Topexan e degli stickers da appiccicare sul diario.

Poi possiamo aprire la questione della fotografia. Non che io sia una fine esperta delle luci di scena, ma è indubbio che Barbara D’Urso (laureata cum laude in “smarmellate” accecanti alla Boris) si rifiuterebbe di apparire sotto quelle impietose e assassine lampadine.

Vogliamo parlare degli stacchetti in cui, primo piano d’obbligo, si sorride alla vita e alla telecamera? E i consigli sull’impiattamento acchiappa like? Forse mi sfuggono le logiche del pubblico di Fox Life. Forse mi sfugge la pazienza.

Capitolo ricette: non che avessimo bisogno di un altro aspirante MasterChef, ma la zuppetta di lenticchie? Zuppetta?

Ridatemi Luttazzi in tv, ve ne prego.

[Crediti | Link: Dissapore, immagine: L’angolo di Key]