Una nuova specie di pasta: i Bressanoni

Informati di un esperimento dagli esiti scioccanti, abbiamo chiesto allo scienziato Dario Bressanini e all’editor di Dissapore, Kapakkio (suo assistente in questa occasione) di ripeterlo per noi. Il lavoro ha fornito prove convincenti della nascita di una nuova specie. Ci è sembrato giusto chiamarla: Bressanoni.

Abstract. Le Penne Rigate si inseriscono spontaneamente dentro i Rigatoni per creare una specie mai osservata prima: la probabilità stimata che questo evento si generi spontaneamente è troppo bassa per essere spiegata con la termodinamica per cui, apparentemente, rappresenta un caso di disegno intelligente.

Introduzione. I fautori del disegno intelligente sostengono che i modelli osservati in natura forniscono anche se con una probabilità abbastanza bassa, la prova diretta della progettazione intelligente, vale a dire dell’esistenza di Dio. Qui di seguito, io, Dario Bressanini, insieme al mio assistente Kapakkio, riportiamo la prova della formazione spontanea di una nuova vita nella forma di una pasta.

Materiali e metodi.
In un contenitore antiaderente di metallo dal diametro di 24,0 cm e dalla capacità di 4,7 l, sono stati versati e portati a una temperatura di 100° (transizione dalla stato liquido a quello gassoso) circa 2 litri e mezzo di acqua (H2O) pre-filtrata, purificata, a osmosi inversa. Si sono lasciati cadere nell’acqua (H2O) bollente circa 40 pezzi ciascuno di Penne Rigate San Giorgio, e Rigatoni Barilla. A intervalli di circa 5 minuti l’inedito miscuglio è stato mescolato con un mestolo di legno piatto. Dopo 18 minuti le paste sono state scolate con uno scolapasta di plastica rigida a fori quadrati di dimensioni variabili tra i 3 e i 4 mm.

Risultati.
La Figura 2 mostra un campione casuale raccolto nell’ambiente a 1000° dell’acqua (H2O) di cottura, sono visibili alcune Penne Rigate inserite dentro i Rigatoni. Non abbiamo fatto nessuna selezione particolare per ottenere questo campione formato da 5 Rigatoni e 6 Penne Rigate. Dentro tre Rigatoni (60%) si sono inserite le Penne Rigate. Da notare che nel lato destro dell’immagine è visibile parte dell’ambiente: una schiuma bianca composta da bolle di gas orientabili. Esistevano evidenze fotografiche che in un ambiente simile le paste si disponevano verticalmente ma sono state distrutte dalla nostra agitazione per il risultato dell’esperimento.

La figura n.3 mostra tutta la pasta raccolta, tra la popolazione sono visibili 4 Bressanoni. E’ possibile che alla fine dell’esperimento la cottura della pasta non fosse più autenticamente al dente, anche per come è stata raccolta, una specie di pesca a strascico che probabilmente ha disturbato la nuova specie. Questo spiegherebbe il numero di Bressanoni osservati, che si è ridotto rispetto al campionamento rapido mostrato nella figura n.2.

Come mostrato nella figura n.4, le Penne Rigate cotte (lunghezza 5.0 cm, diametro esterno 1.0 cm) riescono a entrare dentro i Rigatoni (5,3 cm di lunghezza, diametro interno 1,3 cm) anche se a malapena, visto lo scarto di circa 0,15 cm. Eppure, in condizioni di forte turbolenza termica, lo scorrimento di un tubo di pasta dentro l’altro dovrebbe essere molto sfavorito. Per completezza di informazione dobbiamo rivelare che non sono state osservate differenze di composizione tra i campioni della figura n.2 e gli altri presenti nell’ambiente.

Al fine di esaminare gli organi interni è stato sezionato un Bressanone. Abbiamo notato che le due sottospecie combaciavano perfettamente. Il tessuto delle Penne Rigate è notevolmente più leggero mentre si vede bene la regolartità interna dei Rigatoni.

Volendo confermare la scoperta, l’esperimento è stato ripetuto più tardi. Per meglio osservare le condizioni interne dell’ambiente, il contenitore è stato rimosso delicatamente dalla fonte di calore senza rovesciarlo e senza mescolare. Anche se la rimozione conduce a un raffreddamento dell’ambiente, è possibile che la posizione della pasta sia la stessa. La figura 6 documenta due fenomeni correlati. Il primo: spesso i Rigatoni sono orientati in senso verticale, mentre la maggior parte delle Penne Rigate sono orientate in senso orizzontale o a 45° rispetto alla posizione verticale. Il secondo: dal tubo dei Rigatoni emergono delle bolle.

Il contenitore è stato di nuovo messo sul fuoco in modo che l’ambiente potesse tornare alla sua condizione normale. Si possono notare molti Bressanoni.

Discussione. Questo lavoro ci permette di notare la nascita di una nuova specie chiamata Bressanoni composta dalle Penne Rigate che spontaneamente si inseriscono dentro i Rigatoni.

L’ipotesi del “Flusso verticale” suggerisce che la posizione dei Rigatoni diventa verticale durante il flusso convettivo dell’H2O nella fase liquida (non ancora gassosa), permettendo così al calore di dissiparsi meglio. Questo suggerimento è sostenuto dall’osservazione delle bolle sbuffanti che escono dai Rigatoni (Figura 6).

E ‘possibile che le Penne Rigate orientate orizzontalmente e vicine al fondo dell’ambiente vengano spinte su fin dentro il ventre dei Rigatoni. Le Penne Rigate non passano attraverso i rigatoni perché sono molto vicini alla superficie dell’acqua (H2O) e la spinta non è abbastanza forte per sollevare le Penne Rigate frenate dalla schiuma dell’ambiente. Le Penne Rigate vengono quindi catturate dentro i Rigatoni.

Tuttavia, la possibilità che l’inserimento avvenga come spiegato da questa ipotesi (ipotesi del “Flusso verticale”) è estremamente bassa, quindi siamo costretti a concludere che l’inserimento è dovuto a una qualche forma di intelligenza esterna, un inserimento soprannaturale fatto dalla mano di Dio.

Conclusioni. Nonostante non sia considerato etico distruggere forme di vita appena nate, pena la possibile estinzione, noi esperimentatori avevano fame, così ci siamo mangiati la nuova specie.

Note a margine dell’esperimento. L’acqua (H2O) è anche conosciuta come Monossido di diidrogeno, una sostanza estremamente pericolosa. Nel 2005, è stata responsabile della distruzione di una città, New Orleans.

E’ anche possibile che un’appendice del divino Noodly appartenente ai Flying Spaghetti Monster sia stata responsabile dell’effetto. Con questo non vogliamo per forza sostenere la causa del “Flying Spaghetti Monsterism”.

Riferimenti.
1. Flying Spaghetti Monsterism di Bobby Henderson
2. Flying Spaghetti Monsterism [Wikipedia]
3. Dihydrogen Monoxide Research Division [Dhmo.org]
4. The AND-Multiplication Error.
5. Questo articolo è apparso originariamente su Fred.net.
6. Evidentemente questo post è uno scherzo.

Grazie al lettore Alessandro Orlando per la segnalazione.

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

27 Luglio 2010

commenti (43)

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    1. Avatar tpt ha detto:

      Vero, eh? Visto che ne hai davvero tanto ed a quanto pare non hai nulla da fare, perchè non vai a farlo da un’altra parte? 😉

    2. Avatar Arturo ha detto:

      Nervoso?

      Ti arroghi il diritto di dirmi cosa fare? E perchè mai?

    3. Arturo, che tu ci creda o no mi hai tolto la parola di bocca. E’ esattamente la stessa cosa che ho immediatamente pensato io…

    4. Avatar tpt ha detto:

      Sig. Farina, forse posso essere stata eccessiva ma mi creda. In questi giorni tutti gli interventi del Sig. Arturo indicano il suo disprezzo per questo sito, null’altro. Ecco che oggettivamente mi ha un poco seccato. Ma è vero: liberissimo di essere com’è e di stare dove vuole, per quanto mi riguarda.

      Tania Bastoni

    5. Avatar Arturo ha detto:

      “Tutti gli interventi del Sig. Arturo”…in realtà sono 2!

      Questo e quell’altro in cui facevo notare, mia personalissima e forse infondata, ma legittima opinione, secondo la quale Dissapore sta perdendo un pò di interesse.

      Se poi tu Tpt non hai altri problemi e ti inalberi per queste facezie o quisquilie, me ne dolgo assai, ma è un problema tuo.

      Detto questo chiudo perchè non sono IT con il thread.

    6. Cara tpt, ma io mica dico niente. Solo, ho sana invidia per chi riesce a fare sperimentazioni simili e ha il tempo per metterle in pratica.
      Un abbraccio.

  1. Avatar Alvise ha detto:

    Risultati.
    La Figura 2 mostra un campione casuale raccolto nell’ambiente a 1000°

    100° I suppose 🙂

  2. Interessante notare come sulle superfici di contatto non si notino effetti tipo Reazione di Maillard o similari dovuto alla redox degli zuccheri. Dato per ovvio che sia l’acqua il problema, probabilmente l’esperimento sarebbe da ripetere in forno, con lo stesso numero di agitazioni, per osservare se il processo combinativo ha ancora luogo e con che numerosità.

  3. Avatar Kapakkio ha detto:

    Da umile assistente vorrei precisare che nell’esperimento è di fondamentale importanza l’aggiunta del cloruro di sodio(noto ai più come sale) al monossido di diidrogeno bollente. Inoltre bisogna notare che la luna era piena e che il tipo di sale influisce fortemente sul risultato ell’esperimento: Il sale nero della Hawaii porta alla formazione di un numero minore(-10%) di bressanoni mentre il sale rosa dell’Hymalaya porta ad una maggiore formazione dei bressanoni(+20%). Tomacelli quel giorno aveva mangiato soia OGM modificata con geni dell’acciuga mentre Bernardi, non so perchè, aveva preferito quella con i geni della cozza pelosa. 😀 😀

  4. Avatar Pietro ha detto:

    ma co tutta sta pasta poi che c’avete fatto????

    Idea geniale comunque

  5. Avatar eggi ha detto:

    ma quando la penna entra nel rigatone.. dopo 9 minuti nasce la pastina?

    1. Avatar tpt ha detto:

      Sperando sia femmina! 😉

      Ora che ho compreso chi sia l’esperto svizzero (di pesce ma non solo) potresti per noi tentare il medesimo esperimento con maccheroni a marchio Denner e rigatoni a marchio Migros!

      A tuo avviso un simile azzardo quale risultato sortirebbe?

    2. Avatar tpt ha detto:

      ‘Na schifezzzzzzza, ‘na munnnnezza, ‘na colla, un pastooooonee …

      Bravo! Giusto! 😉

    3. Avatar eggi ha detto:

      Tomacé t’hanno levato a stela?

    4. Avatar Antonio Tomacelli ha detto:

      Elvio, è appena il caso di ricordarti che il blog è in parte mio e che Tommaso è più pratico di faccende internet di te?
      Tiè, beccati la stellina!

    5. Avatar tpt ha detto:

      Lasciami stare l’Elvio, eh? 🙂