di Massimo Bernardi 30 Giugno 2011

Cercasi. Salento. Disperatamente. Da qualche anno sembra questo il diktat degli italiani in fatto di vacanze, sì, ma una volta lì dove si va? Dopo la Sardegna, ecco un altro elenco vertiginosamente kilometrico. Cosa che di per sé, non vi autorizza a lasciare a noi tutto lo spazio, forza, dài, raccomandate.

CARMIANO | Nonna Lisetta, via Veglie, 110.
Frise + frise + frise = Nonna Lisetta. Frise da estinguere con pochi colpetti di lingua (pane secco fabbricato nei forni “a ramaglie d’ulivo”, praticamente impermeabile all’acqua: servono almeno 3 minuti di immersione per renderla commestibile). Eppoi i classici taralli.

GALATINA | Pasticceria Andrea Ascalone, via Vittorio Emanuele, 17.
Fatevi un rispettoso segno della croce prima di entrare nel santuario del pasticciotto salentino, il dolce più terminale della zona.

GALLIPOLI | Martinucci, corso Roma, 93.
Farete tutt’uno con questa gelateria/pasticceria, vi convinceranno i 70-e-passa gusti di gelato oltre ai pericolosissimi (perché virali) pasticciotti: deliri di pasta frolla e crema usati dai salentini al posto del cornetto.

GALLIPOLI | Panificio Pandoro, via Verga, 31.
Per incontri ravvicinati con la Puccia, pane impastato con le olive nere (occhio al nòcciolo) estremamente risolutiva nella variante uliata con cipolla e pomodoro. Sarà bello un giorno sentirvi dire: “l’ho conosciuta grazie a Dissapore”.

GALLIPOLI | La Puritate, Via Sant’ Elia, 18.
Pesce a prezzi onesti di fronte al mare. Raccomandati crudi, tartare e gamberoni. Prezzo medio: 40 euro. Occhio al doppio turno.

LECCE | Antica salumeria Renna, piazzetta Congedo, 15.
La più inarrivabile macelleria di Lecce con carne proveniente in prevalenza dalla Toscana.

LECCE | La Bottega del Nonno, via Vito Fazi, 2.
Da decenni, a Lecce, questa drogheria è l’attrazione della festa. Nel catalogo tutta la tradizione salentina, dalle frise ai taralli, dai fichi secchi all’olio extra vergine. Da poco in via Taranto c’è un secondo negozio specializzato in vini della zona.

LECCE | Le quattro spezierie, via Augusto Imperatore, 19.
Nel ristorante del Risorgimento Resort si provano tassativamente il pane cotto di ceci e calamaretti con pomodori secchi e scagliette di pecorino, e la tartelletta di frolla al cioccolato con gelo e crema di arancia su passata di mele cotogne. In mezzo tutta la cucina di Donato Episcopo che vale il prezzo. A proposito: 60 euro.

LECCE | Bar della Cotognata Leccese, via Marconi, 51.
Mostaccioli (dolci natalizi a base di mandorla), confettoni al cioccolato (proprio nel senso di grossi confetti) e molta pasticceria tipica. Ma ovviamente, qui regna sovrana la cotognata, una confettura di mele cotogne cotta a lungo sulla legna dentro una casseruola di rame. Souvenir gastronomico numero uno.

LECCE | Rosticceria Magna Magna, via Trinchese 18/A.
Il rustico è lo street-food del posto, un mistico miscuglio di mozzarella/pomodoro/besciamella racchiuso in una leggera pasta sfoglia. E per un rustico bollente non avrai altra rusticceria salentina che questa.

LECCE | Emporio Doppiozero, via Guglielmo Paladini, 2.
La gastronomia come va di moda ora, formaggi, salumi, dolci, vini, un tocco d’arte, spruzzate di design. In centro storico.

LECCE | Pasticceria Franchini, via San Lazzaro, 36.
Una piccola istituzione fra le pasticcerie del centro, e va bene. Ma da Franchini si va soprattutto per il fruttone, dolce ripieno con pasta di mandorle, pere e marmellata.

LECCE | Libreria Liberrima, Corte dei Cicala, 1.
Voi e la vostra carta di credito recatevi fiduciosi nella libreria più bella di Puglia, attrezzata dal 2003 con “All’ombra del barocco”, il caffè-ristorante, e dal 2008 con “Liberrima nel cortile”, l’enoteca. La promozione culturale e turistica come andrebbe fatta.

LECCE | Enobar Rollo, via Battisti, 23.
L’enoteca più fornita della città.

MAGLIE | Pastificio Benedetto Cavalieri, via Garibaldi, 68.
Nessuno sa spiegarsi perché, passando per via Garibaldi nel paese di Maglie, ogni gastrofighetto degno di questo nome abbia un sussulto. E’ li che si fabbricano gli spaghettoni, il formato di pasta al vertice della scala da 1 a carismatico.

MAGLIE | Cioccolato Maglio, via Zara, 2.
La famosa chocolate factory pugliese è qui.

MARTANO | Pasticceria Stella, via Pomerio, 1.
Condotti nella ridente piazzetta del paese dalla loro mania perlustrativa, i golosi apprezzaranno i mostaccioli speziati, versione spicy dei famosi dolcetti a base di pasta reale.

PARABITA | Arte Bianca, via Don Luigi Sturzo.
Conosco gente che al mare salentino preferisce la contemplazione del laboratorio a vista di Arte Bianca, il cui pasticcere, Antonio Campeggio, è considerato alla stregua di una divinità. Oltre ai pasticciotti, cioccolato, tegoline, e  torte alla frutta.

PORTO CESAREO | Pescheria Falli Vittorio, via Pellico, 1o.
Cefali, zuppa di piccola pezzatura, sgombri, sarde e poi pesci dai nomi improponibili come gli spicaluri, gli argentini, li cannuli e i pupiddri. Ancora scorfani di buona pezzatura (inclusi i neri di scoglio) gli spettacolari gamberi rossi, ma soprattutto, e ribadisco soprattutto: le imparagonabili cozze tarantine, le migliori dello Jonio.

PORTO SELVAGGIO | Stabilimento Balneare Litos, Litoranea Porto Selvaggio Sant’Isidoro.
Un palco sospeso sul mare. Sull’irreale mare di Porto Selvaggio, è cocktail bar, galleria d’arte (!?), teatro, a volte cinema. Ottimo il caffè al ghiaccio con il latte di mandorle al posto dello zucchero. Le cene a lume di candela hanno sul groppone più figliolanza di Barry White.

SAN CESARIO DI LECCE , Pasticceria Natale, p.zza Garibaldi, 17. Anche a Lecce via Trinchese 7.
La Disneyland dei golosi, pasticceria/gastronomia a San Cesario, gelateria/cioccolateria a Lecce. Fondenti dall’indice di gradimento spaziale al pari di gelati e sorbetti, solida e tradizionale la pasticceria. Souvenir gastronomici da portare con voi, come se piovesse.

TAVIANO | A casa tu Martino, via Corsica 95.
Come in altri locali salentini, qui si dorme, si beve e si mangia. Quanto al mangiare, fatto inusuale per la zona, prevalgono pasta e carne con molti piatti tipici. Da provare le orecchiette al sugo e ricotta forte, e le fave e cicorie con pane fritto. Prezzo medio: 35 euro.

TRICASE | Bolina, lungomare Cristoforo Colombo.
A memoria, la sola cucina (di pesce) che ha la forza per distinguersi dall’offerta uniforme della zona. All’aperto, sul molo del paese, la chef è Imma Pantaleo, allieva di Pietro Leemann, cuoco vegetariano di Stanza a Milano. Prezzo medio: 60/70 euro.

[Crediti | Link: Dissapore, Salento.com. Immagini: Antonio Tomacelli]