di Giorgia Cannarella 3 Dicembre 2011

margarina valleVALLE’: NON HO NULLA CONTRO LA MARGARINA E I FOODBLOG PURCHE’ I DUE FENOMENI NON SI PRESENTINO CONTEMPORANEAMENTE.

Il 29 novembre 2011 alle 14:40 cavoletto commenta:
L’incisa dell’autorevolezza era appunto un’incisa, anche se fra i 16 nomi mancano colloro che sono, a mio avviso, i foodblogger più interessanti e letti in Italia (non si sa bene su quali criteri sia basata l’autorevolezza ma dovrebbe esserci almeno un lontanissimo nesso). Se poi vogliamo lo stesso sostenere che nel libro ci sono le 16 foodblogger più importanti – che tanto mr B. docet che ormai si può sostenere qualunque sconcezza – facciamo pure ma a me pare na balla. Ecco. E penso anche che non stia bene enunciare delle balle in copertina dei libri.

massimo bottura e bambiniIL GASTROFIGHETTISMO E’ VIETATO AI MINORI?

Il 28 novembre 2011 alle 14:15 jade commenta:
Il bambino assaggia: se non gli piace non mangia, che sia Bottura o che sia Amadori prefritto. Non ha le nostre sovrastrutture, che ci faremmo mozzare le dita piuttosto di dire, davanti a dei ravioli cartonati, che il re è nudo.

Il 28 novembre 2011 alle 15:34 alezzandro commenta:
Io direi a mio figlio che andiamo a vedere uno dei cuochi piu’ innovativi al mondo, che quando ti presenta un piatto racconta una favola e che per lui mangiare vuol dire pensare e sognare. Se riuscissi a emozionarlo, lui l’autografo lo chiederebbe e io non ci troverei niente di male.

microondeMICROONDE CHI?

Il 30 novembre alle 17:05 mimma commenta:
Il microonde mi ricorda il parto indolore: una volta che sai come funziona non vorrai altro nella tua vita.

tiziano ferro e alberico nunziata fidanzatiTIZIANO FERRO E ALBERICO NUNZIATA FIDANZATI: IL GIORNO IN CUI IL GASTROFANATISMO E’ MORTO.

Il 1 dicembre 2011 alle 17:11 ughetto commenta:
Mentre ascolto una versione languida di “American pie” rifletto: un giorno i gastrofanatici più intransigenti incontrarono il reality e si illusero di poterlo evangelizzare, poi arrivò il gossip nella forma più becera, quella che evoca la differenza, il paragone e nel peggiore dei casi la superiorità … il gastrofanatismo sta in coma profondo!

Il 1 dicembre 2011 alle 12:05 gianluca commenta:
Se la massificazione significa decadenza da un lato, dall’altro porta nuove idee e può aprire strade impensabili. Un movimento che perde appeal per il fatto di non essere più elitario è un movimento frivolo, in cui l’appeal non riguardava la sostanza.

Il 1 dicembre 2011 alle 12:09 TheSopranos commenta:
Io spero in una “morte apparente” del gastrofanatismo. Così i modaioli dell’ultimo lustro si dedicano ad altre “new age passion” e tutto torna come prima: pochi ma veri. E magari il portafogli ne trae giovamento non dovendo spendere più del dovuto perchè ciò che prima compravi a meno adesso lo compri a tanto in quanto di moda.

Il 1 dicembre 2011 alle 12:14 Nicoleugenia commenta:
Eh sì, da quando ’sti ghèi alzano la cresta nessuno può dirsi al sicuro! Prima la Santità del Matrimonio e della Famiglia Nucleare, poi i Ruoli Tradizionali nel Ballo Latino-Americano, ora pure il gastrofanatismo … dove andremo a finire? Non sia mai che tra un po’ ce li ritroviamo alla Domenica Sportiva!

critici gastronomiciCOS’HA EDOARDO RASPELLI CHE IO NON HO?

Il 29 novembre 2011 alle 12:28 Me Medesimo commenta:
Ciò che distingue un critico sono conoscenza delle tecniche e palato allenato che gli consentono di dire quando un piatto è fatto bene, e perché, oltre a cogliere le sfumature che fanno la differenza. Il mondo è fatto proprio di dettagli e di sfumature e, al di là della dicotomia soggettivo/oggettivo, non tutti le sanno cogliere.

GENTE DEL FUD 4° EPISODIO: PASTA CHE SCALDA, CONSOLA, GRATIFICA.

Il 2 dicembre 2011 alle 08:19 esp commenta:
Le troffie al pesto il venerdì, giorno di magro. La mamma tagliava gli gnocchi di patate e io li trasformavo in troffie arricciandoli. I ravioli, per le grandi occasioni. Papà girava la manovella, mamma riempiva e tagliava i ravioli, mio fratello e io li sistemavamo e li contavamo. A 500, ci si fermava.