Vorrei parlare più a lungo, ma sto per avere uno scoiattolo per cena, stasera

Gli amori a prima vista ti fanno prendere e buttare tutto senza senno. Anche se ti innamori di Nigella Lawson. Da quando guardo lei non mi ricordo neanche più che Antonella Clerici, Benedetta Parodi, Elisa Isoardi esistono. Guardare la Nigella è come vedere un porno d’autore. Però delle volte anche lei la mette giù pesa, sempre con quel dito portato tra le labbra carnose e succhiato con calcolata lentezza. Allora mi viene voglia di cambiare canale. Ma la tivù no, meglio Internet, chissà mai — mi dico — magari riesco ad aggirare Simone Rugiati e Mattia Poggi che sono più di quanto riesca a sopportare.

Eccomi navigare tra le cucine del web fin quando non arrivo sulla T-Tv, canale video di un noto giornale britannico. Interessante”, dico: “vediamo cosa si cucina qui”. Avvio trepidante il video e…

Sapevo della bizzarra attrazione degli inglesi per gli scoiattoli, trasformati nel tempo in patate fritte, bottiglie di birra, ripieno dei tortellini, ma ci son rimasto male.

Ma tu guarda cosa mi tocca scrivere, io, adoratore di Nigella che detesta i guerrieri vegetariani.

[Fonti: Daily Telegraph, NYMag, The Squirrel Window]

Manuele Berti

5 Ottobre 2010

commenti (25)

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    1. Rik ha detto:

      mangiato 🙂
      apparte l’enorme dose di cumino messa sopra devo dire che la carne era bianca, tenera e saporita.

  1. maizo ha detto:

    Qualcuno mi spiega una volta per tutte perché mai un coniglio o una lepre al sivé non scandalizzano nessuno e uno scoiattolo, un gatto, o qualsiasi altro amimaletto piccino picciò invece si? (al di là del fatto che la carne possa o meno essere buona)

    1. Ben detto. Quanta ipocrisia anche sul gatto di Bigazzi. Io ho mangiato anche il cane in una chinatown giapponese. Non sapeva di nulla pero’.

    2. lievito mannaro ha detto:

      ben detto… a sto punto mi assaggerei anche un bell´orfanello, caucasico, di allevamento biologico… che differenza?!?! mah!

    3. palladilardo ha detto:

      Perchè no, ottima idea. Ho già la bavetta!

    4. Lievito, immagino tu sia vegetariano. perche’ altrimenti dovrei darti dell’ipocrita. Ma siccome sono sicuro tu sia vegetariano, mi trattengo.

  2. palladilardo ha detto:

    Smembrare i coniglietti invece è etico? E i poveri agnellini? Quindi è etico smembrare solo animali che possono farci del male? Non capisco il senso di questo post… come non capisco il tanto clamore attorno a Bigazzi.
    Comunque si chiama “sindrome da Walt Disney”, ovvero lo sgomento ipocrita verso animali che sono stati fin troppo umanizzati e resi simpatici dai cartoni animati…

  3. Francesco ha detto:

    eh, più li umanizzi e li hai sentimentalemnte vicini meno ce la fai a mangiarli. lo scoiattolo mi manca, se lo trovo lo assaggerò, anche se sono un carnivoro da una bistecca (o durante l’inverno brasati) massimo due volte al mese…

  4. Si, un po’ strano qs post… probabilmente scritto sull’onda dell’emozione.
    Penso che la percezione che abbiamo riguardo agli animali che mangiamo dipenda un po’ dalla cultura e un po’ dalla necessità.
    Ad esempio, in giappone trovano assolutamente abominevole l’abitudine occidentale di mangiare il conoglio, che per loro è un animale da compagnia. A noi (almeno a me si) fa schifo l’idea di mangiare cavallette o formiche, cosa che è normale in molte parti del mondo…
    Il fatto poi di scegliere se mangiare carne o non mangiarne è tutta un’altra storia.

  5. Deckart ha detto:

    La zuppa di scoiattoli era il piatto preferito di George Washington.

    La ricetta comincia con “prendete tre scoiattoli ben cicciottelli…”
    Giuro.

    Letta su un ricettario storico allo Smithsonian.

  6. medo ha detto:

    I porcellini d’India furono allevati per anni in Italia, fino agli anni ’60! Comunque la ricetta era “roadkill”, ovvero quel che ti capita di ammazzare in auto, beh recuperalo in padella.
    Un poco macabro, ma perchè lo scoiattolo, il cane, il gatto sono carini e gentili e da salvare, mentre vitelli e asini li massacriamo per farci bistecchine e salami (tra l’altro il salame d’asino fa cacare).

    1. medo@
      I porcellini d’India si allevavano per mangiarli? o per la pelliccia? e’ una curiosita che ho sin da bambino, ne vidi allevare in un casolare nel ’86 che me ne regalo uno. Ma rimasi fino ad oggi con la domanda : “a che cosa servivano?”

    2. medo ha detto:

      PER MANGIARLI! Mia nonna, umbra, mi parlava delle vicine che avevano pigliato la moda del porcellino d’India, nel dopoguerra: praticamente si nutrivano le bestiole con la crusca che restava dopo avere setacciato la farina e loro ingrassavano belle tranquille, mangiandosi pochi altri resti. Le vicine cucinavano il porcellino d’India in umido, col sugo alla pizzaiola, o arrosto, con le patate, esattamente replicando le ricette utilizzate per il coniglio.
      Puoi trovare materiali in rete sulle sperimentazioni di allevamento di tali animali in Italia.

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