di Prisca Sacchetti 27 Gennaio 2014
Titus Clarysse

Titus Clarysse, 35 anni, che per un lustro ha mangiato a sbafo in almeno un centinaio di locali delle Fiandre, è stato trovato morto nel suo appartamento la settimana scorsa. La polizia belga sta indagando, ma al momento l’ipotesi più accreditata è che un ristoratore o uno chef – stanco dei reiterati bidoni – abbia perso le staffe e deciso di vendicarsi.

Trattato alla stregua di un eroe popolare da una parte della stampa belga, mentre per molti ristoratori era un temibile parassita, lo sbafatore non usava particolari trucchi per nascondere la sua identità né era un personaggio aggressivo. Più un improbabile fricchettone senza lavoro stabile con baffi, pizzetto e coda di cavallo, diventato famoso per ordinare i piatti più raffinati concludendo ogni pasto con rimpeccabili liquori, prima di rivolgersi ai camerieri dicendo: «Ora, se volete, potete anche chiamare la polizia, perché tanto io non pago».

A volte esibiva una carta di credito con il suo nome ma senza fondi disponibili.

Spesso succedeva che i ristoratori impietositi lo lasciassero andare, altre volte invece arrivava la polizia ma trascorsa una notte in cella, Clarysse, che sosteneva di aver cenato in oltre 100 ristoranti senza pagare il conto, veniva rimesso in libertà.

Una sola volta, nel 2009, è rimasto in carcere per otto mesi. Nel primo ristorante visitato dopo il rilascio aveva ordinato un’elaborata cena a base di aragosta, conclusa sorseggiando Calvados, whisky e Irish Coffee.

Prima della settimana scorsa la sua stella di tafelschuimer (scroccone seriale), come veniva chiamato, sembrava offuscata dal più famoso omologo europeo, il cosiddetto “Schnitzel Stephan“, un 43enne berlinese innamorato della carne di maiale incarcerato per frode nel 2007, dopo 64 conti non pagati nei ristoranti tedeschi.

Ecco Clarysse raccontare in fiammingo nel 2009, poco prima di finire in carcere, le sue tecniche per non pagare il conto al ristorante.

[Crediti | Link: Corriere.it, Spiegel online]