di Prisca Sacchetti 17 Ottobre 2012
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Sono triste e, purtroppo, assolutamente sobrio. La condizione ideale, ammetterete, per spiegare le ragioni di quella fila impressionante. Cinquemila PRO-GLOBAL per l’ultimo panino, gratuito e “democratico”: questa la provocazione markettara disposta ieri da McDonald’s per scolpire a futura memoria la chiusura del fast food nel cuore borghese di Milano.

Ragione numero 1: Non siamo più no global: da Mao a McDonald’s.
Un tempo McDonald’s era la faccia peggiore del capitalismo. L’omologazione che distrugge lo Slow Food. Oggi, anche per qualche ex no global “McDonald’s in Galleria è una presenza democratica perché permette a tante persone di sedere nel Salotto di Milano pagando cifre accessibili”. Eccolo il punto: siamo più poveri, spendiamo meno, chi può permettersi di fare le pulci a un potente simbolo del consumismo?

Ragione numero 2: Generazione McDo: la sinistra e l’identità smarrita.
Esistono ancora i figli di Slow Food e dicono cose tipo: “Non verseremo lacrime per McDonald’s, perché una multinazionale non può essere il modello di presidio territoriale per i poveri”. Ma li giudichiamo snob, e va ancora bene. Arcaici esponenti del pregiudizio contro la multinazionale che a Milano occupa 1.200 persone, ma come si permettono! Neanche i rimbrotti borghesi funzionano. Che gliene frega a quelli che ieri ricordavano di aver dato il primo bacio attorno a quei tavoli se l’ottagono della Galleria è tra i più eleganti al mondo e McDonald’s stona?

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Ragione numero 3: Non è McDonald’s: omaggio alla Milano milanese.
In quel luogo, la Galleria, si è sedimentata un’idea romantica di Milano, immune anche al turismo estremo. Le frasi tenere rivolte a McDonald’s, le faccine tristi come gli emoticon degli sms, i “Mi mancherà”, “È una vergogna!”, “Ci vengo da quando ero piccolo” non erano per McDonald’s. Ma l’omaggio a un pezzo di città vecchia caro anche ai pro-global.

Ragione numero 4: Gratis: altrimenti vedevi se c’era la fila.
Questo è il tono generale dei commenti raccolti ieri nella pagina Facebook di Dissapore. Per i gastrofanatici la vera ragione della McFila è senz’altro questa.
— Non mi mancherà, sbaraccasse anche dai portici di Piazza Castello a Torino sarei ugualmente contento!
— Un mcDonald che chiude è sempre una buona notizia.
— La degna conclusione e chiusura di chi, come McDonald’s, non attribuisce nessun valore al cibo. Complimenti, non ne sentiremo di certo la mancanza.
— Il pasto democratico di McDonald’s è la più enorme cazzata che si sia mai sentita. E se si guarda bene, a propinarla sono gli stessi che 15-20 anni fa gridavano allo scandalo perchè i Mac aprivano nei centri storci italiani. Ah, se i giornalisti facessero i giornalisti.
— Neanche gratis!

[Crediti | Link e immagini: Corriere.it]