eataly roma, oscar farinetti

Telecamera alla mano, Francesca Ciancio del Gambero Rosso si è infilata per prima nelle fauci spalancate dell’ennesima creatura di Oscar Farinetti, che dopo 9 megastore in Giappone e uno a New York, il 21 giugno aprirà il decimo e più grande Eataly italiano a Roma. Accendete una sigaretta se fumate, oppure mettevi comodi, il video dura oltre 12 minuti ed è solo il primo di quattro, uno per ogni piano da 5.000 metri quadrati: 20.000 in totale. Chi ha meno tempo per entrare nel ventre della balena o al secondo minuto di Farinetti teme il torpore, può usufruire del comodo riassunto in 12 punti.

commenti (36)

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  1. ma i video sono 1 o 4..non ho capito dove trovare gli altri (se ci sono).
    cmq bel video! grazie!

    1. Avatar maizo ha detto:

      Bel documentario, brava! Sarebbe possibile avere da qualche parte la versione integrale (non “tagliuzzata” come specifichi sul sito del gambero)? E’ sempre molto interessante sentire Farinetti che racconta le sue imprese!

    2. La versione integrale e’ in pratica un ‘ora di girato !! Forse un
      Po’ lungo. Basta mettere assieme i 3 video. Lunedì l’ultimo dei tre sempre su Gambero Rosso

  2. Faccio un grande “in bocca al lupo” ad Eataly, ma io incrocerei le dita… L’ex Air Terminal della Stazione Ostiense (così è corretto) è un posto sfigato, un vero anatema! Aprire un locale come Eataly in un posto come quello è un rischio, un vero azzardo. Il demenziale ex Air Terminal, costruito se non erro insieme a tante fallimentari opere per i mondiali di calcio del ’90, è caduto da subito in stato di abbandono. Tutti i tentativi di “rivitalizzarlo” hanno avuto l’effetto di un bicchier d’acqua per un cadavere. Ci sono stati buttati miliardi su miliardi e si è trasformato nel tempo in uno dei simboli del degrado di Roma, rifugio di tossici, sbandati, nuova “Pantanella” per poveracci senza casa e, per non farsi mancare nulla, teatro di un delitto insoluto (un investigatore privato di cui non ricordo il nome…). Se Eataly servisse per risollevare e riscattare l’intero quartiere, ben venga, ma io incrocerei tute le dita possibili…

  3. Sicuramente non vedo l’ora di andarlo a vedere e provare a mangiarci, ma potrò continuare il rapporto solo in base ai prezzi.
    Anche se quella roba del partigiano non mi attira(ancora? svejate Farine’ stamo nel 2012)

    1. E ancora oggi, nel 2012, per molti “La Resistenza” è un fatto importante, un indelebile ricordo spesso raccontato dai nostri nonni.
      Un valore di cui, consenticelo, non ci vergognamo affatto e che non ci pare anacronistico nemmeno un pochino.

    2. Avatar Titty ha detto:

      dovrebbero ricordarlo un po’ tutti che non è mai anacronistico parlare di resistenza, libertà e democrazia. Il ventennio berlusconiano lo dimostra, che se ne dovrebbe parlare di più.

    3. Scusa ma parliamo di soli 60-70 anni..nulla se paragonati alla storia dell’uomo.
      Frasi come la tua hanno senso x quelli che ancora non sanno accendere un computer nel 2012, mentre x resistenza, nazismo e fascismo ė sempre bene ricordare ricordare ricordare.
      E parlo da semplice trentenne che non ha avuto nonni partigiani o altro in famiglia.
      Poi che la sua sia una frase “inutile”, nel senso che un bravo agricoltore lo è che sia stato o meno partigiano, su questo siam d’accordo!

    4. Certo che ad intimare ad uno iperattivo come Farinetti di svegliarsi, ci vuole un gran coraggio e sprezzo del ridicolo !!!
      In ogni caso sappi che il padre di Farinetti è stato Partigiano.
      .
      Ciao

    5. Oddio. Dal 1945 sono passati 67 anni. Il partigiano che fa le farine, anche se all’epoca era un adolescente che faceva la staffetta , dovrebbe avere almeno 80 anni …
      Immagino che Farinetti coerentemente abbia sempre cestinato L’Espresso o il Corriere dove comparivano articoli degli ex-fascisti (convinti, mica per caso) Bocca e Montanelli

  4. Da quello che riesco a capire Farinetti ogni 10 anni,cambia.
    E’probabile che venda tutto per ricominciare .Dice che deve scegliere fra una decina di alternative.
    Insomma il cibo e quello che ha costruito sul cibo è stata ,sembra,una parentesi esclusivamente di affari.Lasciamo stare tutta la retorica che accompagna le sue imprese.
    20.000 metri quadi dedicati al cibo è un gasromostro.Un orribile centro commerciale del cibo .Per riempirlo ,ogni giorno , una piccola borgatella di Roma si deve spostare per riempirla.Per ora mi fermo qui,anche per devozione nei confronti di Francesca Ciancio.

    1. Che Farinetti sia uomo di affari non mi sembra una scoperta rilevante. Anzi, non ho mai sentito o letto qualcuno che lo abbia definito missionario, filantropo, o che prima o poi avrebbe donato tutto ai poveri…..
      Sicuramente però è l’unico che investe, per guadagnarci, moltissimi dei suoi soldi nell’enogastronomia di qualità, settore erroneamente abbastanza mortificato e non all’ordine del giorno delle italiche priorità. Altri, al posto suo, avrebbero comprato bot e cct al massimo dei loro rendimenti e sarebbero andati a svernare nei luoghi tanto graditi a Formigoni e compagnia di giro.
      Per definire il progetto Eataly un gastromostro bisogna solamente essere in perfetta malafede; definire così il riutilizzo di una struttura abbandonata da vent’anni, dando lavoro direttamente a centinaia di persone ed indirettamente a molte di più, è semplicemente e minimamente una sciocchezza.
      .
      Ciao

    2. Senti Vigna,tu mi puoi dare del devoto,perchè lo sono,ma non dello sciocco.Malafede,ho espresso il mio diritto di critica.
      Non t isei soffermato sulla parte che faceva accenno alla strabiccante retorica che ha accompagnato queste legittime operazioni di profitto,supportate da un servilismo mediatico mai visto.
      Cmq,visto il momento di crisi che attraversa la ristorazione ti sel guadagnato un bel gallone.
      Ciao

    3. La retorica sarà anche strabicciante, però a me non sembra del tutto ininfluente fare un plauso ad un imprenditore immensamente ricco che anzichè spendere i propri soldi in maniera maggiormente remunerativa ma assolutamente improduttiva, invece li mette in circolo, in maniera virtuosa, in un settore purtroppo molto marginale. Certo, poi, alla fine, magari ci guadagna un sacco ma nel frattempo ha dato lavoro ad artigiani, piccoli produttori, dipendenti. E non ad uno che siede dietro un video delle City di Londra. C’è una differenza ? Si, assolutamente enorme. Talmente enorme che per non vederla si deve essere ciechi o in malafede. Malafede intellettuale, per verve polemica, per esser bastian contrario sempre e comunque, ma sempre malafede rimane.
      .
      Dici che mi son guadagnato un gallone. Per piacere dimmi anche dove posso rivenderlo che passo subito all’incasso. Sai il periodo è maledettamente di crisi e non guasterebbe….
      .
      Ciao

    4. Le stesse cose veinvano dette dalle signore del cakedesign,volete sempre “parlar male”,siete gossippari,siete in malafede.Di fronte alle critiche,
      generalmente ci si difende quasi sempre così.
      Il problema è che abbiamo una Critica Gastronomica(nel senso lato del termine,non solo applicata alla ristorazione) che è quasi inesistente.E ci risparmierebbe, se fosse viva ed indipendente ,di farci fare la figura dei polemisti ad
      oltranza.

      Vigna,credimi,da un punto di vista “estetico” è una bruttura.

    5. Spero Vincenz che quando parli di servilismo mediatico tu non stia pensando a me. Io ho ritenuto di fare un “servizio” nel senso che vedere eataly e’ una notizia . L’ho lasciato parlare e le
      Idee di Farinetti sono li’ dentro. Anzi sono stata anche simpaticamente “ripresa” da Oscar per essere parca di complimenti. !

    6. Avevo deciso di non intervenire ,proprio pensando che le mie critiche potessero sfiorare il tuo lavoro di giornalista.Scusami e ti rinnovo la mia stima.

  5. Eataly… Così si chiama??! Mi fa rabbrividire, una semplificazione assoluta della gastronomia, effettivamente un centro commerciale del cibo, una finzione. L’ecosostenibile, il bio, la ricerca del buono trasformati in commercio e sprechi. Credo che eataly sarà esattamente il contrario della filosofia che ci vuole propinare.
    Ovviamente è solo la mia opinione!

  6. Avatar mafi ha detto:

    Io ho accolto la notizia con l’entusiasmo (e a quanto pare l’ingenuità) di un bambino. Sarà che mi accontento di poco, sarà che non mi piace giocare a ‘scova la polemica’…ci andrò, da semplice et umile appassionata.

    1. Beh si… Sono stato un po’ duro… Certo non è quello il diavolo… Pero la penso un po’ così…

    2. Avatar gian ha detto:

      secondo me la pensi male, io sono di torino e ci vado spesso e mi trovo benissimo . non so a quale sprechi ti riferisci ma qui ad esempio gli invenduti vanno alle varie mense
      ciao

    3. Avatar mafi ha detto:

      Più che legittimo:-)
      Il mio pensiero sul progetto Eataly, di cui riesco a vedere solo il positivo, è sovrapponibile a quello di Vignadelmar (pensiero meramente personale e scevro di qualsiasi intento polemico, sia chiaro) per cui spero semplicemente di passare del tempo in modo gradevole, con persone gradevoli e facendo qualcosa che davvero mi piace. Ma forse mi chiamo Alice, e vivo nel paese dei balocchi…

    4. Si… Comunque Alice stava nel paese delle meraviglie e pinocchio in quello dei balocchi!! Oggi so polemico!! Non mi sopporto da solo… 🙂 ciao

  7. Ok mi avete proprio convinto!!! Ora andrò sicuramente a strozzarmi con delle farine biologiche macinate con le pietre carsiche. E poi un panino con le alici pescate a mano! Siete pesantissimi peró vi voglio bene così.
    W eataly !!!! Grazie farinetti!!!