di Lucia Gaiotto 19 Ottobre 2015
Code Expo

Se siete andati a Expo 2015, ci siete passati anche voi. Non basta munirsi di mappa e organizzare la visita con largo anticipo, pianificando verso quali padiglioni dirigersi prima che vi precedano gli altri. Che sia quella di tre ore per il Giappone o quella di mezza giornata per il Padiglione Italia, le code sono inevitabili. Eppure a nessuno era ancora venuto in mente di fare causa a Expo per il tempo perso in fila.

Ci ha pensato un turista romano, dopo aver rinunciato alla visita interna dei padiglioni a causa delle code smisurate.

Ad annunciare la denuncia è stato il Codacons: il cittadino romano chiede il rimborso integrale del costo del biglietto, oltre al risarcimento del danno morale subito.

Giuseppe Sala, commissario unico di Expo 2015, ribatte tuttavia con serenità dicendo che le code di Expo non sono certo le uniche in Italia.

expo 2015 code

Expo 2015, code

Resta, tuttavia, il fatto che dopo il record della pizza lunga quasi 2 km (definita una “merdaviglia” dal Segretario di Stato americano Kerry, con involontario effetto comico), l’Esposizione Universale si aggiudica anche la prima causa italiana, che in realtà, è anche una sorta di sigillo sul suo successo, visti gli oltre 20 milioni di biglietti venduti.

La denuncia sarà presentata la settimana prossima davanti al Giudice di pace di Roma e chissà che non apra la strada ad altri paladini della giustizia: il Codacons ha infatti deciso di offrire assistenza legale a tutti gli Expo-turisti che in questi giorni, pur avendo acquistato regolare biglietto, non sono riusciti a godersi l’Esposizione a causa delle code.

Expo 2015 code

expo 2015 code

 

Se siete tra quelli, sul sito del Codacons trovate il modulo standard di ricorso per ottenere il rimborso. E, la prossima volta, saprete come comportarvi nel caso finiate in coda al supermercato.

[Crediti | Link e immagini: Repubblica Milano, Il Secolo XI]