Meglio di Expo 2015: nutrire il pianeta in 13 foto meravigliose

Dicono che oggi, nell’anno di Expo 2015 –sottotitolo “Nutrire il pianeta”–, sapere da dove arriva il cibo che mettiamo nel piatto sia necessario, è così che iniziamo a capire come il pianeta va nutrito senza danneggiarlo troppo.

La rivista americana National Geographic, mai troppo lodata, ha visitato le aziende agricole sperimentali che allevano capesante giganti al largo della costa canadese, come le ultime tribù del mondo che vivono di caccia, ricavandone una galleria di immagini che spiegano meglio di mille parole come il pianeta si nutre o per meglio dire come il cibo passa dal campo al piatto

Vediamola insieme.

Panama, allevamento di pesce

1. ALLEVARE IL MARE

Otto miglia al largo della costa di Panama, un ragazzo pesca con la sua canoa mentre alcune gabbie a forma di diamante emergono dal mare sospinte dall’aria. Le imponenti strutture fanno parte del più grande allevamento di pesce in mare aperto del mondo, chiamato Open Blu.

Il settore dell’acquacoltura è cresciuto 14 volte dal 1980, soprattutto in Asia, dove si trova la maggior parte degli allevamenti ittici. Per soddisfare la crescente domanda, gli Stati Uniti sono costretti a importare quasi il 90 per cento del pesce che consumano.

Canada, capesante appese

2. PULIRE L’ACQUA

Il subacqueo ispeziona una serie di contenitori con dentro capesante giganti giapponesi in una “fattoria sperimentale” al largo della costa di Vancouver Island, in Canada.

Siccome le capesante si nutrono di escrezioni dei pesci, riescono a mantenere pulita l’acqua dell’oceano, oltre a rappresentare una fonte di cibo.

Mozambico, affittare il terreno

3. AFFITTARE IL TERRENO

I venditori ambulanti di canna da zucchero si riuniscono nei pressi della stazione Namina, nord del Mozambico, per vendere canne da zucchero ai passeggeri.

Il governo del Mozambico intende dare in affitto 35 milioni di acri occupati da piccole aziende agricole nella zona di Namina a una società brasiliana che coltiverà semi di soia da vendere al Giappone. Finora il paese ha affittato il 7 per cento del suo terreno coltivabile a grandi società straniere, una delle percentuali più elevate dell’intera Africa.

Somalia, nave carica di pecore

4. UN BASTIMENTO CARICO DI PECORE

I pastori viaggiano con i loro greggi di pecore e capre dal porto di Berbera, in Somalia, sino a Jedda, Arabia del Sud a bordo di una nave che può trasportare oltre 80.000 animali. Quasi il 60 per cento del prodotto interno lordo somalo proviene da esportazioni di bestiame.

L’Autorità Portuale Berbera stima che 1.300.000 animali vengono esportati tra settembre e ottobre poco prima dell’annuale pellegrinaggio alla Mecca.

Bronx, quartiere del fast food

5. DESERTO DEL CIBO

Il Bronx, a New York, una delle zone urbane più densamente popolate degli Stati Uniti, ha il triste primato del più alto tasso di obesità. Sono pochi i negozi di generi alimentari, mentre la presenza di fast food è elevata, tanto da far guadagnare al quartiere la reputazione di “deserto del cibo”.

La sicurezza alimentare è un problema preoccupante per molti. Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel 2013 interessava circa 49,1 milioni di americani, tra cui 15,8 milioni di bambini.

Quando manca il necessario

6. QUANDO MANCA IL NECESSARIO

Una famiglia divora pollo fritto in scatola regalato da un vicino di appartamento nel Bronx. Hullamatou Ceesay, 31 anni, originaria del Gambia e madre di nove figli, si rifornisce di cibo presso una Ong neyorkese chiamata “Parte della soluzione”, ma l’asma di cui soffre spesso le impedisce di spostarsi.

Una lotta per sfamare la crescente famiglia nel quartiere più povero di New York.

Vivere grazie al bestiame

7. VIVERE GRAZIE AL BESTIAME

Munge gli yak di proprietà della sua famiglia due volte al giorno, Ayeem Khan, giovane componente della tribù kirghiza, che vive nelle montagne del Pamir, zona nord dell’Afghanistan.

Poiché la coltivazione ad alte quote è molto complicata, i Kirghiz allevano mandrie di yak, capre e pecore sia per sostentarsi che per commerciarle.

Bocconi di foca

8. BOCCONI DI FOCA

Un ragazzo Inuit assaggia il fegato di foca mentre sua sorella ne macella la carcassa. Le parti non mangiate (a destra) vengono conservate per un altro giorno in una baracca all’aperto.

La tribù Inuit vive ancora di caccia e pesca nel remoto villaggio di Isortoq, in Groenlandia, anche se molte antiche tradizioni venatorie sono andati perse.

Gli Inuit completano la loro alimentazione con generi alimentari acquistati in un supermercato locale.

Difendere le arance

9. DIFENDERE LE ARANCE

Gli scienziati studiano i batteri che rendono duri e aspri gli agrumi della Florida, in particolare le arance.

Si tratta di batteri invasivi che appartengono al gruppo Asian citrus psyllid, visibili nella foto mentre attaccano le arance, responsabili di una malattia delle piante chiamata citrus greening.

mangiare in amiciczia

10. IL CIBO IN AMICIZIA

La Rejunta è uno dei tanti eventi che si festeggiano nel quartiere di Milpa Alta, a Città del Messico.

Nei cinque giorni di festeggiamento, a parte addobbare la strada principale, i residenti del quartiere preparano oltre 60.000 tamales (pasta di mais ripiena) e 5.000 litri di cioccolata calda.

Benedici questo cibo

11. BENEDICI QUESTO CIBO

Ernesto Alvaro Salazar prega sopra un pentolone di alimenti preparati per una festa cittadina, mentre un braciere usato nei riti religiosi sprigiona incenso.

Milpa Alta ospita oltre 700 feste religiose ogni anno.

Amore per l'hamburger

12. AMORE PER L’HAMBURGER

Nella foto la pausa pranzo delle sorelle Betsy e Isabella Bartol, 4 e 9 anni, in un fast food di Austin nel Texas che serve solo carne di manzo priva di ormoni e antibiotici.

L’amore per la carne bovina in Texas è rinomato, l’anno scorso nello stato americano sono nati dieci volte più vitelli che bambini.

Dal ranch al piatto

13. DAL RANCH AL PIATTO

Due cowboy lottano con un vitello in un ranch vicino Amarillo, in Texas. Il ranch è uno dei 730.000 negli Stati Uniti dove i vitelli vengono cresciuti, per poi essere mandati in allevamenti specializzati nell’ingrasso.

Secondo una stima USDA (Ministero dell’Agricoltura americano) i bovini macellati macellati per il consumo ogni anno negli Stati Uniti sono circa 33 milioni.

[Crediti | Link: Dissapore, National Geographic, immagini: National Geographic]

Avatar Prisca Sacchetti

2 Febbraio 2015

commenti (4)

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    1. Avatar Paolo ha detto:

      Non ti vedo bene dietro los chermo: sei Mazinga Z o il Grande Mazinga?

    2. Avatar pascoli ha detto:

      Non capisci, sono i famosi super batteri, vegetali con gli occhi.
      Domani al mercato vedrai l’insalata gentile che picchia il commesso.

  1. Avatar Rasputin ha detto:

    Bello come slogan, sembra uscito dall’ufficio marketing della monsanto