di Lucia Gaiotto 12 Ottobre 2015
Code a Expo

L’Expo 2015 si avvia al gran finale e di nutrire il pianeta si è parlato a lungo. A essere nutriti sono anche stati, però, colossi come Eataly e McDonald’s, le cui cifre continuano a crescere pur se su fronti opposti per lo stile della ristorazione.

“6 milioni di visitatori sono entrati nel padiglione, 3 milioni hanno mangiato, 218 ragazzi hanno trovato lavoro per 6 mesi, incassandone 7 perché questo era il contratto, molti dei quali cercheremo di ricollocare dentro Eataly” dice Oscar Farinetti, patron di Eataly, cui l’esperienza Expo ha apportato l’impressionante fatturato di 30 milioni di euro.

Un’ascesa che fa registrare nel 2015 un fatturato in aumento del 28%, con ricavi sopra i 400 milioni, e un successo che sembra portare nella direzione sperata: raddoppio del giro d’affari (per la precisione un miliardo di fatturato) prospettato dal nuovo presidente operativo Andrea Guerra e quotazione in Borsa prevista entro il 2018, anno in cui si parla dello sbarco in Francia, nel quartiere bene del Marais, in rue Sainte-Croix-de-La-Bretonnerie a Parigi.

Dal lato opposto della barricata McDonald’s dichiara un milione e 200 mila pasti serviti nei sei mesi di Expo, con ricavi di 6 milioni di euro.

Risultati che per l’amministratore delegato Roberto Masi sono soddisfacenti: “L’azienda alimentare più grande al mondo doveva essere a Expo” afferma.

In Italia il colosso del fast food controlla oltre 500 ristoranti, l’anno scorso ha fatturato 1,4 miliardi e continua a ripetere il mantra: “McDonald’s crede nell’Italia”, scontrandosi con l’amore degli italiani per il cibo buono, pulito, di qualità che porta avanti la catena Eataly.

Sembra, quindi, che “l’azienda alimentare più grande al mondo” abbia nutrito Expo, voglia nutrire l’Italia e anche l’intero pianeta. Così come sembra che Eataly possa crescere all’estero anche grazie a chi dall’estero è venuto in Italia per l’esposizione universale.

Ma il punto forse è ancora un altro: che i ricavi possano essere tanti pur parlando di cibo slow come quello di Eataly può essere considerata una vittoria italiana?

[Crediti | Link: Gdo Week, IlSole 24Ore, immagine: Corriere Milano]