di Prisca Sacchetti 19 Settembre 2012
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C’è stato un tempo in cui i politici corrotti erano una minoranza da commediaccia all’italiana. Poi essere corrotti, diventò cool. Venne il tempo del gruppo Pdl alla Regione Lazio. E furono loro, d’incanto, a considerare noi poveri babbei, ostacoli sormontabilissimi nel fluire degli sprechi: lusso sfrenato, arroganza, volgarità, corruzione.

Filone florido nel quale s’inserisce Olympus, toga-party da 20mila euro organizzato il 10 settembre 2010 al Foro Italico da Carlo De Romanis, consigliere Pdl alla Regione Lazio. Pagato di tasca sua, dice lui, anche se l’ormai onnipresente Batman Fiorito, l’ex capogruppo Pdl nei guai per allegra gestione di fondi pubblici, scopre gli altarini del compagno di partito, accusandolo di aver usato per un’altra festa in maschera, stavolta a Cinecittà, i soldi del gruppo (sostanzialmente nostri).

Ma di Fiorito parleremo poi.

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Cosa c’era
nel decadente toga-party della politica romana, così alla vaccinara da far sembrare i Vanzina dilettanti? Il tema era “Il ritorno di Ulisse” e a vestire i panni dell’eroe di Itaca era proprio De Romanis, immortalato in pose classiche fra grappoli d’uva, cocktail, dei dell’Olimpo, libagioni, mani che acchiappano cosce, eroi in armatura, millesimati, ancelle seminude che si leccano i musi, mojito a giare, pepli vedo-non-vedo. E finalmente la scrofa prende il posto della lupa capitolina.

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E chi c’era? Puro generone romano. Produttori televisivi, pr, giornalisti (il figlio di Bruno Vespa), ninfette e soprattutto lei, la presidente Renata Polverini. No, il toga-party non era a sua insaputa.

Ma al centro di questo tragico e magnifico esempio di politica all’amatriciana c’è sempre lui: Franco “Er Batman” Fiorito. Meglio di John Belushi in Animal House. Oggi il Corriere racconta la favola ciociara con la fidanzata Samantha “Sissi” Reali (da bambina aveva boccoli biondi e un visino incantato da principessa). Imperdibile, nel 2010, una cena elettorale (leggi: cena gratis in cambio di voti) al ristorante “Il Giardino” di Ferentino, provincia di Frosinone.

Sissi si rivolge ai 180 kg del Batman, dicendogli di tenersi, di mangiare poco. Ma a Francone tutto si può chiedere tranne che rinunciare al cibo. Quella sera spazzola due vassoi di fettuccine con i funghi porcini, divora quattro bistecche e quando arriva il dolce sghignazzando confessa: “Non posso, scusate, devo stare attentino alla glicemia”. Sissi sospira alla sua vicina di tavolo: “Sì, vabbè, prima s’è vuotato una scatola con 24 Baci Perugina”. Batman è anche un grande battutista, famosa quella delle ostriche: “In ciociaria, prima di me, conoscevano solo il tonno in scatola”.

Già, er Batman. Ma poi perché quel soprannome? Si è saputo, finalmente.

Un pomeriggio, in garage, si mise a cavalcioni di una fiammante Harley Davidson: ma non appena i quattro amici che lo sorreggevano mollarono la presa, lui non riuscì a ingranare la prima e, con un tonfo sordo, bestemmiando, cadde su un fianco.

[Crediti | Corriere della Sera. Link e immagini: Repubblica.it]