di Stella Maranesi 20 Febbraio 2014
cerise doucede

Ma quanto ci piace fotografare il cibo! Tanto che viene quasi da chiedersi se la tavola sia apparecchiata con coltello, forchetta e smartphone, perché #food su Instagram conta il triplo di #cat, e ci siamo capiti.

Il nostro appetito per le immagini è insaziabile, e ha talmente a che fare col desiderio, che tutti questi hamburger succulenti, cappuccini cremosi e cupcakes psichedelici cadono sotto la categoria di foodporn.

Certo, il cibo veniva fotografato prima ancora che si iniziasse a parlare di Food Photographyfoodie blog e food stylist, e ci si interrogasse su come rendere attraente il cibo all’obiettivo fotografico. Questa etichetta racchiude ora la fotografia commerciale usata per scopi descrittivi e pubblicitari dei prodotti, ma anche i progetti artistici che hanno come fulcro d’interesse il cibo. E spesso non è facile tracciare il confine tra i due.

Bramato, assaggiato, masticato e inghiottito. Non ci vuole uno psicologo per capire che il nostro rapporto con quello che mangiamo è se non altro complesso, e così la Food Photography. Il cibo diventa espediente per parlare d’altro, delle variegate pieghe dell’anima oltre che della gola.

Ecco qui 5 fotografie d’autore che hanno come protagonista il cibo, vi rimarranno impresse e plasmeranno per sempre il vostro immaginario gastronomico. Pronti? Yummy!

Cerise Doucede

1. Cerise Doucede, dalla serie Égarements, 2013

© Cerise Doucede/Courtesy Cerise Doucede

Cerise Doucede

La colazione è spesso ragione sufficiente per far alzare uomini e donne dal letto e andare al lavoro, ma la giornata potrebbe, almeno per una volta, iniziare con un evento surreale da ribaltare ogni certezza, se ad alzarsi e lievitare per aria fossero croissant, ciambelle, tazzine e piattini. La fotografa francese Cerise Doucede fa pendere dal soffitto quello che ci potremmo immaginare in un momento di imbambolamento mattutino. Allestisce veri e propri set, pensati fino all’ultimo dettaglio. Chi trova la ciambella morsicata, la vince!

Martin Parr, foto

2. Martin Parr, dalla serie Think of Switzerland, 2013

© Martin Parr/Courtesy Museum für Gestaltung Zurigo e Magnum Photos

Martin Parr

“Di tutti i paesi al mondo che hanno cliché, la Svizzera riesce sempre a farsi notare!”. Così il gigante della fotografia Martin Parr racconta la sua recente serie fotografica dedicata agli stereotipi della Svizzera. Dalle piste da sci affollate di donne impellicciate, agli orologi, le passeggiate in montagna, il cioccolato, i würstel e la fondue…non si fa mancare proprio niente. Con una pratica da antropologo ancora prima che da fotografo, ossessionato dal significato dei dettagli più banali, ci porta con gli occhi a leccare il piatto del vicino.

Miles Aldridge, The Pure Wonder

3. Miles Aldridge, The Pure Wonder #1, 2005

© Miles Aldridge/Courtesy Christophe Guye Galerie, Zurigo/Svizzera

Miles Aldridge

Miles Aldridge è un noto fotografo di moda. Il suo immaginario è popolato da donne sofisticate, misteriose, capaci di tutto, che abitano ambienti asettici in technicolor, dove il sogno può facilmente lasciare spazio all’incubo. Le fotografie ricordano i film di David Lynch, la musica dei Jefferson Airplane e la frutta di marzapane. Ipnotizzati dalla bocca rosa fluo e dalle onde dorate dei capelli, fissiamo gli occhi sul caviale che scivola sull’unghia, puro desiderio, così prossimo ad essere mangiato, eppure non ancora dannatamente concesso.

Philippe Halsman

4. Philippe Halsman, Popcorn Nude, 1949

© Halsman Estate/Courtesy SFMOMA, San Francisco

Philippe Halsman

Questo signore scompigliato che alza un calcio esplosivo in aria è l’artista Salvador Dalí, più e più volte fotografato da Philippe Halsman. Il fotografo è famoso per le foto col salto, tanto da coniare il termine jumpology, che definiva come tecnica psicologica per far cadere la maschera al soggetto da fotografare. Mentre uno è concentrato nel salto, diceva, rivela una parte di sé stesso difficile da raggiungere. Nella mise-en-scène creata questa volta a volare sono una donna e almeno 5 tipi diversi di pane, oltre agli scoppiettanti pop corn.

David Lachapelle, Last supper

5.David LaChapelle, Last Supper, 2003

© David LaChapelle/Courtesy Robilant+Voena Gallery, Londra

David Lachappelle

Last but not least, non poteva certo mancare un’ultima cena! David LaChapelle è il fotografo sovversivo e dissacrante per eccellenza, ma nella serie kitsch-pop Jesus is my Homeboy crede davvero che se oggi il messia fosse tra noi sarebbe uno del branco, e i suoi amici, gli apostoli, gente di strada. Uva e vino al centro della tavola, birrette per i commensali. Aspettano la prima portata.

Buon appetito, bros.