di Prisca Sacchetti 14 Agosto 2014
Mangiatore di gelato sotto la neve

Anche in piena estate può capitare di farsi la domanda più invernale di tutte: quando smette di piovere? Ne abbiamo preso atto a luglio: “il peggiore degli ultimi 150 anni”. Chi lo dice? E qui viene il bello. Non è come potreste pensare un avveduto meteorologo, non sono neanche i meteo-terroristi dell’ultim’ora (così hanno ribattezzato i siti commerciali di previsioni atmosferiche) ma, non ci crederete, un gelataio.

Che la definizione non sembri riduttiva. Federico Grom è, con il suo decennale socio Guido Martinetti, il fondatore di Grom, catena italiana di gelaterie diventata ormai internazionale.

Per lui, come per ogni suo collega, essere informati sul meteo è obbligatorio, la pioggia è la peggior nemica del gelato. Ma finora nessuno era arrivato a tanto nel tentativo di risolvere il problema. Leggete cosa prevede il contratto integrativo firmato da Grom con i sindacati:

Se fa brutto, i dipendenti stanno a casa e risparmiano ore in vista di weekend in cui il tempo sarà migliore (e quindi ci saranno da vendere più gelati). Per noi è fondamentale programmare il lavoro nei minimi dettagli, soprattutto in un periodo di crisi e di calo dei consumi come questo“.

Spiegazione supplementare per il lettore che, comprensibilmente basito, fatica a intendere le parole di Federico Grom.

Quando firma il contratto di lavoro con Grom il personale accetta di avere un orario flessibile. E da cosa dipende questa flessibilità? Dal meteo, appunto, variabile che sta trasformando i direttori dei punti vendita in piccoli scienziati del clima formati con appositi corsi da veri esperti del settore.

Ma attenzione precisa Grom, se il contratto permette alla catena di smussare i costi, non è detto che per i 750 dipendenti dei suoi 60 negozi sia per forza una vessazione. A fine anno i lavoratori possono recuperare la parte variabile del salario godendo di bonus legati ai migliori risultati economici garantiti dalla presenza del bel tempo.

Il diavolo sta nei dettagli insomma e un’azienda come Grom deve evitare che gli affari siano condizionati negativamente dal meteo. Anche a costo di partorire un piccolo obbrobrio giuridico come il contratto “se piove stai a casa”.

[Crediti | Link: La Stampa]