di Prisca Sacchetti 5 Agosto 2013
Insalata di pasta

Inutile dire che è diventato trendy proprio quel modello lì: l’insalata di pasta o pasta fredda.

Respinta dai gastrofissati sino all’altro ieri (da noi sino a ieri) per una serie di ragioni sintetizzabili in “abbina ciò che per natura deve stare separato” ma pure “se è buono caldo non dev’esserlo per forza freddo”, oggi si è fatta trasversale per questioni di soldi, di ottimizzazione dei tempi e di regimi salutistici-dietetici.

Si è messa lei, la pasta fredda, a fare la dietetica, la chic, la glamour, la multietnica, l’internazionale, la salutista, l’energetica, la politicamente corretta, la cromaticamente gradevole: dentro e fuori.

Contenuti ipocalorici ed esteticamente ammiccanti grazie a frutta, verdura, sushi, formaggi light, prodotti freschi, insaccati doc, tofu e altre ingegnose e sane soluzioni suggerite da chef stellati; contenitori tecnologici, in tinta con il telo mare, abbinati al prendisole, in fogge glamour.

Una sveltina gastronomica da mare, da grigliata, da cena fredda che l’estate 2013 ha tramutato in epidemia.

Sarà meglio allora, almeno per i nostri lettori, seguire qualche regola.

1. In anticipo. Prepararla in anticipo va bene, ma conserviamola al massimo un paio di giorni, altrimenti cambia sapore.

2. Pasta (la scelta). Si possono usare anche i formati lunghi, c’è persino chi avvalla la pasta ripiena, ma se non volete complicazioni i formati corti sono meglio. E con qualche euro in più ci assicuriamo che tenga la cottura, passaggio fondamentale per non corre il rischio di buttare via tutto, e che prenda bene il condimento.

3. Cottura al dente. Non immedesimatevi troppo tentando esperimenti assurdi. Fate cuocere la pasta seguendo le stesse regole di sempre. Abbondante acqua salata, giusta fiamma, tenace resistenza alla prova del dente.

4. Pasta (la scolatura). Scoliamo la pasta come al solito, poi passiamola rapidamente sotto l’acqua corrente quando è ancora nello scolapasta, e mescoliamo. Scoliamo ancora. L’operazione serve a fermare la cottura eliminando l’eccesso di amido che altrimenti la renderebbe collosa. C’è chi, anche chef stellato, non approva. Piuttosto che passarla sotto l’acqua, operazione che toglierebbe sapore, consiglia di allargare la pasta su una teglia spruzzandola con acqua e olio. Inutile anzi deleterio asciugarla tra due canovacci.

5. Pasta (l’abbandono). Vietato abbandonate la pasta nello scolapasta mentre si prepara il condimento. Il rischio che la pasta si unisca in un blocco unico è alto. In genere prima si prepara il condimento per farlo insaporire bene, poi si cuoce la pasta così è possibile condirla non appena scolata.

6. Ingredienti. Non esageriamo con gli abbinamenti. Pesce spada affumicato e ciliegie resta un’idea da incubo. In caso di mozzarella, specie se di bufala, mettiamola prima degli altri ingredienti, che in genere dovranno essere sempre ben scolati per evitare che si formi quella sgradevole acqua sul fondo della zuppiera.

7. Everest nutrizionale. Non trasformiamo la pasta fredda in un eccesso di calorie, grassi e zuccheri. Bastano accorgimenti semplici se gli ingredienti sono tanti (oltre i 50g) usiamo meno pasta, largheggiamo con le verdure che riempiono il piatto senza fare danni, centelliniamo i sott’oli fonte di grassi oltre misura.

8. Conservazione. Preparata in anticipo si mette in frigorifero fino a un’ora prima di servirla. Per gustarla appieno deve essere riportata a temperatura ambiente.

[Crediti | Link: Dissapore, immagine: Flickr/Kym]