di Prisca Sacchetti 18 Marzo 2014
Birra artigianale

Per compensare l’effetto mainstream creato dal recente boom della birra artigianale in Italia, adesso che il Premio Unionbirrai “Birra dell’Anno 2014″, descrivibile come il principale in Italia per la categoria, ha deciso le 78 birre migliori d’Italia, ci siamo rivolti a un super esperto come Luigi “Schigi” D’Amelio, ossia il birraio dell’anno. Non si dica insomma che su Dissapore chiunque può impunemente blaterare di birra.

Però, siccome 78 nomi possono indurre qualche confusione, abbiamo chiesto al mastro birraio della Extraomnes quali sono le 10 birre che un aspirante intenditore dovrebbe provare prima.

Ecco la lista (e sì, c’è anche Baladin).

10 – Beerbera, Loverbeer.

Qui non c’è nessuna curiosità, ma solo la voglia di bere, ribere e riprovare di nuovo una birra che è uno dei fiori all’occhiello della produzione italiana, con la sua freschezza fruttata, la sua nobile vinosità e la semplice complessità.

9 – Moscata, Birrificio Birranova.

Birra mai assaggiata, ma che è per me catalizzatrice di grande curiosità, per l’utilizzo dell’uva e del mosto di moscato. La grande perizia di Donato Di Palma, avrà sicuramente fatto il resto per una birra che mi raccontano estremamente profumata e molto scorrevole nonostante i 10 gradi di alcool.

8 – 22 La Verguenza, Birrificio Menaresta.

Prima di gettarvi su una Double Ipa arrivata magari stanca dal viaggio da oltreoceano, sappiate che a Carate Brianza sanno offrirvi una birra che vi proietterà su una spiaggia di San Diego con freschezza, pulizia, complessità e bevibilità.

7 – Duchessic, Birra del Borgo.

Blend tra Duchessa Birra del Borgo e Lambic di Cantillon, in cui viene il dubbio, quasi bestemmiando, che Leonardo di Vincenzo sia riuscito a rendere migliore un capolavoro.

6. Chrysopolis, Birrificio del Ducato.

Giovanni Campari continua a stupire con il suo eclettismo, possibile solo grazie ad una profonda cultura birraria e abilità tecnica di altissimo livello. Qui secondo me si supera, riuscendo a domare la natura con una birra spontanea portata esattamente nella direzione voluta.

5. Figu Blanche, Il Birrificio di Cagliari.

Ammetto di non averla mai bevuta, ma la sua fama mi aveva raggiunto ancora prima di questa medaglia, che accresce la mia curiosità. Ho avuto una recentissima esperienza dell’utilizzo del fico d’india in una birra siciliana ed è interessantissimo. Potrebbe essere un  nuovo stile del sud, altro che la castagna!

4. Hoppy Cat, Birra del Borgo.

Come si usano i malti scuri in una Black Ipa.Una birra che è una tesi di laurea sull’argomento e che lascia a bocca aperta birrai domestici e colleghi. Piacevolissima e con un mix di luppoli molto accattivante.

3. Gassa d’Amante, Birrificio Del Forte.

Il Forte ha come caratteristica comune delle sue birre la grande bevibilità ed assenza di sovrastrutture ed orpelli, La Gassa è l’esempio assoluto di questa filosofia.

2. Lune 2012, Birrificio Baladin.

Nelle categorie Barley Wine e birre con passaggio in legno Teo Musso ha sbaragliato la concorrenza, difficile scegliere. Lune si è affinata in botti che hanno contenuto vini bianchi, a differenza di “Terre” (rossi), e per la mia esperienza credo che questo le conferisca una finezza maggiore.

1. Seta, Birrificio Rurale.

Finalmente vincente, una Blanche che non si vergogna di quella che è l’essenza dello stile, giocato su leggerezza, finezza olfattiva e ma anche pulita semplicità.

Queste le scelte di Luigi D’Amelio, che nessuno osi non essere d’accordo con lui.

[Crediti | Link: Scattidi Gusto, Wikipedia]