Le 10 birre dell’anno 2014 che è più urgente provare

Per compensare l’effetto mainstream creato dal recente boom della birra artigianale in Italia, adesso che il Premio Unionbirrai “Birra dell’Anno 2014″, descrivibile come il principale in Italia per la categoria, ha deciso le 78 birre migliori d’Italia, ci siamo rivolti a un super esperto come Luigi “Schigi” D’Amelio, ossia il birraio dell’anno. Non si dica insomma che su Dissapore chiunque può impunemente blaterare di birra.

Però, siccome 78 nomi possono indurre qualche confusione, abbiamo chiesto al mastro birraio della Extraomnes quali sono le 10 birre che un aspirante intenditore dovrebbe provare prima.

Ecco la lista (e sì, c’è anche Baladin).

10 – Beerbera, Loverbeer.

Qui non c’è nessuna curiosità, ma solo la voglia di bere, ribere e riprovare di nuovo una birra che è uno dei fiori all’occhiello della produzione italiana, con la sua freschezza fruttata, la sua nobile vinosità e la semplice complessità.

9 – Moscata, Birrificio Birranova.

Birra mai assaggiata, ma che è per me catalizzatrice di grande curiosità, per l’utilizzo dell’uva e del mosto di moscato. La grande perizia di Donato Di Palma, avrà sicuramente fatto il resto per una birra che mi raccontano estremamente profumata e molto scorrevole nonostante i 10 gradi di alcool.

8 – 22 La Verguenza, Birrificio Menaresta.

Prima di gettarvi su una Double Ipa arrivata magari stanca dal viaggio da oltreoceano, sappiate che a Carate Brianza sanno offrirvi una birra che vi proietterà su una spiaggia di San Diego con freschezza, pulizia, complessità e bevibilità.

7 – Duchessic, Birra del Borgo.

Blend tra Duchessa Birra del Borgo e Lambic di Cantillon, in cui viene il dubbio, quasi bestemmiando, che Leonardo di Vincenzo sia riuscito a rendere migliore un capolavoro.

6. Chrysopolis, Birrificio del Ducato.

Giovanni Campari continua a stupire con il suo eclettismo, possibile solo grazie ad una profonda cultura birraria e abilità tecnica di altissimo livello. Qui secondo me si supera, riuscendo a domare la natura con una birra spontanea portata esattamente nella direzione voluta.

5. Figu Blanche, Il Birrificio di Cagliari.

Ammetto di non averla mai bevuta, ma la sua fama mi aveva raggiunto ancora prima di questa medaglia, che accresce la mia curiosità. Ho avuto una recentissima esperienza dell’utilizzo del fico d’india in una birra siciliana ed è interessantissimo. Potrebbe essere un  nuovo stile del sud, altro che la castagna!

4. Hoppy Cat, Birra del Borgo.

Come si usano i malti scuri in una Black Ipa.Una birra che è una tesi di laurea sull’argomento e che lascia a bocca aperta birrai domestici e colleghi. Piacevolissima e con un mix di luppoli molto accattivante.

3. Gassa d’Amante, Birrificio Del Forte.

Il Forte ha come caratteristica comune delle sue birre la grande bevibilità ed assenza di sovrastrutture ed orpelli, La Gassa è l’esempio assoluto di questa filosofia.

2. Lune 2012, Birrificio Baladin.

Nelle categorie Barley Wine e birre con passaggio in legno Teo Musso ha sbaragliato la concorrenza, difficile scegliere. Lune si è affinata in botti che hanno contenuto vini bianchi, a differenza di “Terre” (rossi), e per la mia esperienza credo che questo le conferisca una finezza maggiore.

1. Seta, Birrificio Rurale.

Finalmente vincente, una Blanche che non si vergogna di quella che è l’essenza dello stile, giocato su leggerezza, finezza olfattiva e ma anche pulita semplicità.

Queste le scelte di Luigi D’Amelio, che nessuno osi non essere d’accordo con lui.

[Crediti | Link: Scattidi Gusto, Wikipedia]

Prisca Sacchetti

18 marzo 2014

commenti (6)

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  1. Gillo ha detto:

    Per me è più urgente ri-trovare una ragazza a cui piace la birra.
    Ne ho tanta nostalgia.
    Se qualcuno/a di voi la incontrasse, ditele che non l’abbiamo mai dimenticata…e l’aspettiamo.

    1. riccardone ha detto:

      Caro Vincenz non si può dimenticare Jade. Ricordo con piacere i nostri dibattiti sulla birra, in particolare quello sulla “frizzantezza”, spero tanto che ritorni presto. Ciao Jade.

  2. elena cattaneo ha detto:

    Seta, la vincitrice, è una birra DELIZIOSA; ho potuto assaggiarla sia in bottiglia che alla spina in un paio di posti a Milano. Alla spina la tengono (di solito, durante il periodo estivo) al BQ di via Losanna (nel resto dell’anno la si può prendere solo d’asporto, in bottiglia).
    E’ meravigliosa, agrumata, fresca, finissima: per questa primavera anticipata e dolce è la birra ideale. Iuppidù.

  3. Vinacce di moscato di Trani, appassito su pianta, il naso lo restituisce, con piacevolissime evoluzioni frutto del mangiare dei lieviti, che oltre i 10 gradi alcolici, restituiscono delicati esteri che riportano alla mente l’appassimento, la frutta bianca sovramatura. Ma la MOSCATA che bevo proprio in quest’istante rende automatico il passaggio del bicchiere sotto il naso prima di ogni sorso. La bocca entra e riporta molto del naso, ma gioca su due binari che piacevolmente si mantengono a vicenda, una grande freschezza che fa salivare e che ci ricorda il matrimonio con la vite e che stempera ma non riesce a nascondere la possenza dei 10 gradi alcolici neppure occultati da un leggero e neutro luppolo. Un minima presenza di anidride carbonica appena accennata, ed il calore che donano a questa birra un corpo avvolgente.

  4. coach ha detto:

    qualche dimenticanza !!!!. Friska, Sella del diavolo, Tuvi Tuvi, Macca Meda, Zagara (aromatizzata col miele d’arancio), Toccadibò, BB9 (con la sapa di uve Malvasia), BB Evò (Barley Wine alla sapa da uve Nasco) Duenna, e per finire la BB10 (Imperial Stout alla sapa da uve Cannonau) del birrificio Barley del mastro Birraio Nicola Perra. Colui che ha iniziato in italia ad aromatizzare le birre appunto con la BB10 (pluripremiata), nonchè birraio dell’anno 2009.

  5. alexander_douglas ha detto:

    A parte che schigi non ha fatto l’elenco delle dieci migliori birre dela Barley ( che pure io adoro come te, ben inteso)….ma se non ha partecipato a Birra dell’anno come lo puoi includere nella lista? 🙂

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