di Prisca Sacchetti 4 Febbraio 2014
princi, milano

Milano è una città di giovani nullafacenti. Capita che abbiano master, lauree, stage (tutti sinonimi di “parcheggio”), ma poca voglia quando si tratta di accettare un lavoro. Questo è ciò che traspare da un articolo uscito su la Nuvola del lavoro di Corriere.it, in cui si dice che Princi cerca personale per un nuovo punto vendita che aprirà a Milano in piazza XXV Aprile.

Giovani disoccupati rimboccatevi le mani: ma attenti ad avere il curriculum giusto. I posti disponibili sono 45. A oggi Rocco Princi, patron ideatore della catena bakery chic di Milano con succursale a Londra, ha trovato solo 5 curriculum idonei.

E perché mai? Non sono forse tempi di crisi questi? Non ci sono 45 giovani in tutta Milano pronti a rimboccarsi le maniche? Evidentemente no. Evidentemente sono tutti bamboccioni.

Che cosa mancherebbe ai ragazzi? In primis la passione e la voglia, perché, come ha detto al Corriere “fare il cameriere non è un ripiego”. Rocco Princi poi li cerca italiani. Pare che abbia dovuto accettare controvoglia un barman che ha lavorato a Hong Kong. Lui che dalla Calabria è arrivato a Milano ai tempi delle valigie di cartone.

E’ vero, può capitare che giovani con una laurea e master – e stage e ristage e ristage – non vogliano fare i camerieri a vita. Non perché non sia un lavoro vero. Ma perché, molto semplicemente, non è quello per cui si sono preparati.

Mancano altri dettagli: nell’articolo c’è scritto che si può arrivare a guadagnare 2500/3000 euro al mese. Ma qual è il punto di partenza? Che orari bisogna fare? Quanto giovani? Bisogna essere belli? Bianchi e biondi? Magri? Modelli?

Niente di tutto ciò è spiegato. Pare che a Milano manchino persone col sorriso. Rocco Princi vuole gente col sorriso. E dichiara anche che nella sua succursale di Soho a Londra non fa alcuna fatica a trovare personale volenteroso e felice di lavorare per 1000 sterline al mese, uno stipendio piuttosto basso per la capitale britannica.

Vogliamo però ricordarla una cosa? A Londra ormai il mestiere del cameriere non è roba per inglesi: tutti immigrati, giovani studenti, ragazzi volenterosi che partono facendo i lavapiatti, anche con una laurea, solo per imparare la lingua e cercare un futuro non migliore: dignitoso.

E perché? Perché nel paese da cui provengono non hanno trovato una sistemazione adeguata, a tempo indeterminato. Non dimentichiamo che molti dei nostri camerieri e chef lavorano “a stagione”, e spesso se ne vanno anche solo per avere un contratto continuativo.

Se volete provare, inviate il cv qui: info@princi.it. Ma ricordate: il punto vendita sarà aperto 24 ore su 24, con turni di notte, il sabato e la domenica.  Nel caso foste degli scansafatiche dalla pelle color caramella, un po’ in sovrappeso e magari non più tanto giovani.

[Crediti | Link: La Nuvola del Corriere, immagine: Delaespada]