di Prisca Sacchetti 8 Gennaio 2015
Carlo Cracco

L’esistenza degli italiani interessati a esplorare il lato gastronomico di Milano, genere “tasca capiente” per capirsi, include cicliche immersioni nel ristorante di Carlo Cracco per scoprire se affonda stilettate e occhiatacce da paura anche fuori da Masterchef. No, dài, seriamente. Per capire la cucina molto più che guardando l’invadente batteria di programmi tv dedicati a chef e aspiranti tali.

Diciamo che ognuno ha le sue brave ragioni per farlo, i più invidiati sono quelli che vanno nel ristorante di Carlo Cracco per comprarselo.

Il motivo è chiaro: possiedono 640.000 euro.

Tanto vale per Carlo Cracco il ristorante milanese di via Hugo.

Ce lo ha detto l’altro giorno, insieme ad altre cosucce interessanti sugli affari di Cracco, il quotidiano economico Italia Oggi.

Poco prima di Natale Cracco ha costituito la Hugo 4 srl (nome e numero civico del locale milanese), con oggetto: “la gestione di ristoranti, l’attività di catering e banqueting, la creazione di marchi, la gestione dei diritti d’immagine di Carlo Cracco”, amministrata dalla commercialista bresciana Stefania Bettoni.

Che le cose vadano piuttosto bene al burbero e barbuto chef vicentino non è una sorpresa, infatti, non appena costituita, la società ha varato un aumento di capitale da 10 a 100 mila Euro, che si chiuderà alla fine del mese in cambio del “conferimento del ramo d’azienda che svolge attività di ristorazione in pubblico esercizio a Milano da effettuarsi da parte del socio Cracco Investimenti” (che dolori il linguaggio amministrativo).

Ecco perché Cracco ha chiesto al commercialista milanese Francesco Parazzini di valutare il bene oggetto di trasferimento, in altre parole il ristorante.

La perizia che ha evidenziato i 2,8 milioni (però Carletto, duemilioniottocentomila) Euro di attivo della Cracco Investimenti allo scorso settembre, i 26 dipendenti, e i diversi contratti (tra cui quello d’affitto con la Spadari Spa della famiglia Stoppani, proprietaria della gastronomia Peck poi ceduta al conte Pietro Marzotto) termina valutando il ristorante oggetto di cessione di ramo d’azienda 640 mila Euro.

Solo voi, o meglio, solo quelli di voi che ci capiscono di queste cose e sono stati nel ristorante di Cracco possono rispondere: un affare?

[Crediti | Link: Dissapore, Italia Oggi]