di Prisca Sacchetti 12 Luglio 2013
silenzio, ristorante,

L’estate è la stagione migliore per la solidarietà tra frequentatori di ristoranti. Nel senso più convenzionale del termine: uomini e donne che gradirebbero non farsi rovinare la cena da un vicino di tavolo molesto.

Il peggiore di tutti è l’entusiasta.

Una specie di maschio alfa riecheggiante gli urlatori (il famoso movimento canoro dei primi Sessanta) che trascinati gli amici al ristorante –maschi ipertatuati e in canotta con aspiranti veline abbigliate in minigonna inguinale e stivali flosci sulla pelle nuda– finge con il personale una dimestichezza che non ha, esaltando a volume altissimo tutti i piatti, tutte le bevande, persino l’acqua.

Il suo obiettivo di solito è impressionare una tra le femmine del gruppo, vendendosi come un bon-vivant anche in locali dove i piatti sono preceduti sul menù dall’articolo determinativo.

Per completare la presa di coscienza collettiva del precario equilibrio mentale di certi vicini di tavolo, aggiungiamo altri disturbatori tipo:

— il malaccompagnato (va al ristorante con infanti spandi-muco e/o animali molesti)
— il barzellettiere (incontinente fino a tramortire i commensali, li riduce al più assoluto e imbarazzato silenzio)
— il fanfarone (si ubriaca e sbruffoneggia ad ampio raggio, dalle Mercedes alle amanti)
— l’altoparlante (narra la sua interessantissima biografia con tono di voce da operetta, al quale, anche volendo, è impossibile scampare)
— la coppia che litiga (guardiamo il lato positivo, ragazzi, e se non c’è perché notarlo proprio al ristorante?)
— il tartassatore di camerieri (non c’è peggior tartassatore di chi avverte “ho tanti amici camerieri ma…”).

Niente rovina una cena piacevole al ristorante, specie in estate, come un vicino di tavolo molesto, e sono sicura che su questo argomento avete un sacco di storie da raccontare.

P.S. Come si comportano i ristoratori nei confronti dei clienti molesti? Quali tecniche usano per convincerli a desistere senza offenderli?