Scrivi come mangi: gli arachidi, le desert, il Brunello di Montecitorio e altre perle di saggezza

Chi scrive di cibo si è spesso ritrovato a fare i conti con dubbi di questo tipo: cheesecake è maschile o femminile? Il tempura o la tempura? Pasticciere ha la o è meglio pasticcere? Bigné o bignè? Cavolini o cavoletti? E il plurale di cima di rapa, qual è? Craker o cracker? Crèpe o crêpe? “Scrivi come mangi” si è occupata di queste e altre indecisioni, questa settimana invece vi propongo uno scanzonato elenco di libere interpretazioni linguistiche raccolte qua e là negli anni. Va da sé che aspetto le vostre.

I due cocktail Margarita

Il ’peritivo, per cominciare
Schakerato [sarà più miscelato?]
Shackerato [idem – ’ndo cacchio si mette ’sta c?]
Shekerato [oh, se si dice così…]
Coktail [sarà analcolico?]
Cockteil [sarà francese?]
Naccioline [mix di arachidi e nachos]
Nacioline [idem]
Gli arachidi [W il maschile]
Le rachidi [usti!]
Pattatine [saranno più salate?]
Alive [no, non è inglese: presente quelle cose verdi o nere col nocciolo, conservate in salamoia o sott’olio? ecco, quelle] 

tè al tavolo

La location e lo style
Plase [in luogo di Place]
Place [in luogo di placé]
Tabblatté [arriva dalla Sicilia: tavola imbandita per le grandi occasioni. Sarà un francesismo da table-à-thè? Da pronunciare rigorosamente tabbblattttté]

Spaghetti alle vongole

Finalmente si mangia
Anciughe [anche nella variante anciuche]
Solfritto [che chic!]
Spachetti [più sottili?]
Linquine [idem]
Paellia [fa rima con tortillia]
Scombro [con le Linquine è il massimo]
Crongo [a metà tra grongo e gronco]
Voncole [ovviamente assieme agli Spachetti]
Le desert [sarà un dolce asciuttino?]
Inguantiera di paste [guantiera=vassoio elegante; questo lo sarà ancor di più]
Gannoncini alla cioccolatta [un po’ pesanti]
Le diplomatiche [wow, adagiate sull’inguantiera, un desert davvero elecante]

pane

Pane & affini
L’amichetta [se il panettiere è di famiglia]
Cracker [saranno più croccanti?]
Kraker [saranno tedeschi?]
Pane carassau [in tema di doppie…]
Pane in cassette [se ve ne serve tanto…]

Concluderei con una surreale Carta dei Vini [alcuni rubati a Facebook – quindi non è farina del mio sacco –, altri registrati direttamente dalle mie orecchie].

fiano

Brunello di Montecitorio [la Casta ora fa pure il vino?]
Fiato di Avellino [altrimenti noto come Alitella]
Ribollita gialla [indecisi tra Friuli e Toscana, bevetevi questo]
Savignon [fa rima con Avignon, parbleu!]
Segantino [suona davvero male]
Vermentino di Gallarate [ellapeppa!]

Tocca a voi, siate generosi.

Ilaria Russo

26 luglio 2014

commenti (23)

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  1. E che dire di homlett? (Omelette). Purtroppo ho perso la foto.

  2. Da napoli cito le chele di pollo. Cmq si scrive pasticciere!!!!!

  3. La mamma di un’amica un giorno mi disse: la mattina faccio sempre colazione con il latte e un pulmgate!

    1. Io una volta ho sentito “vongole e cozzole” 😀
      Per non parlare del fruttivendolo che vendeva “Melezzane” oppure frutta a tot. euro “accassa” 😀

  4. Per me la risposta è una sola: grave analfabetismo!
    Personalmente non ho dubbi su nessuna delle parole elencate…e non sono nemmeno laureato, ma solo diplomato…

    1. Non c’è da meravigliarsene: da ormai un decennio buono, la generazione italiana sta disimparando a scrivere (e parlare) la propria lingua; figurati poi se si tratta di capirne un’altra. L’esempio più banale lo puoi vedere quando pure sull’Ansa scrivono “E'” invece di “È” o “perchè'” anziché “perché”.

      E guai se osi farlo notare…per carità, stiamo dentro a ‘sti formalismi da professorino? Ho visto scrivere “sciantilly” , sentito dire “plunché” e “sascer torte”.

  5. la cultura è come la marmellata…. cioè… meno se ne ha e più la si spande

  6. Mi propongo quanto prima possibile di comperare l’Aglio exvergine d’oliva !!

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