di Prisca Sacchetti 25 Ottobre 2012
cuore infranto, tavola, ristorante,

Uno dei modi più efficaci per capire davvero i propri simili è invitarli a consumare un pasto insieme. La tavola è uno dei luoghi in cui involontariamente riveliamo noi stessi, ci esponiamo, a volte –ahinoi– ci smascheriamo. Ecco che allora può bastare una cena insieme per capire se lui/lei sono la persona giusta. Aiutati da “Il nuovo bon ton a tavola“, di Roberta Schira (Salani, 208 pag, 13,50 euro), che esce oggi in libreria.

Supponiamo solo per comodità, e perché è il caso più comune, che sia l’uomo a invitare la donna.

LUI CHE INVITA LEI:
Si offre sempre di andarla a prendere a casa.
Le chiede se ha un locale preferito.
Non arriva MAI in ritardo al primo appuntamento.
Non tira il bidone.

MENTRE A SUA VOLTA LEI:
Cerca di mostrarsi il più indipendente possibile negli spostamenti.
Evita di scegliere un ristorante a tre stelle, a meno che lui non sia ricchissimo.
Evita di farsi aspettare più di dieci minuti.
Evita di ordinare i piatti più costosi, a meno che non debba vendicarsi di un tradimento subito. In questo caso agisce sulla carta dei vini: dà più soddisfazione.
Non tira il bidone. Mai.

RACCOGLIERE INDIZI MENTRE LUI/LEI GUIDA.
Guida piano, in modo rilassato?
Rispetta le regole?
Che musica ascolta?
L’interno dell’auto è pulito?
Ci sono libri, riviste?
Tracce di presenza femminili?

FINALMENTE A TAVOLA, NON SOPPORTIAMO LUI QUANDO:
Inizia a mangiare prima di noi e quando arriva il nostro piatto ha già finito.
Svuota le tasche sulla tovaglia spargendo chiavi, cellulare e utensili variattorno per delimitare il territorio.
Fa il cretino con la cameriera.
Tiene il cellulare acceso e parla di lavoro al telefono.
Tiene il cellulare spento perché vuol dire che ha la coscienza sporca.
Litiga al telefono con la ex moglie per gli alimenti.
Mangia con la testa dentro al piatto.
Messaggia con un amico (dice) i risultati delle partite.
Parla e ride con la bocca piena.
Si mette il tovagliolo nel collo della camicia.
Interrompe quando parlate.
Pilucca dal vostro piatto.
Si mette a litigare per il conto davanti a voi.
Si alza e va a fumare senza chiedervi il permesso.
Racconta barzellette e per di più sporche.
Non vi versa il vino e neppure l’acqua.
Vuole dividere il conto a metà.
Parla tutta la sera dell’ex.
Parla troppo di sua madre.
Mentre parla impugna il coltello aggressivamente per sottolineare quello che dice.
Racconta che sua madre fa le lasagne più buone.
Cerca di soffocare “ruttini” a cascata.
Fa la scarpetta.

FINALMENTE A TAVOLA, NON SOPPORTIAMO LEI QUANDO:
Appena seduta dice che è a dieta.
Parla gesticolando e impugnando una posata.
Si trucca sbirciandosi nel sottopiatto d’argento.
Ride sguaiatamente.
Cincischia nel piatto con la forchetta fingendo di mangiare.
Racconta aneddoti banali e idioti sulle sue amiche.
Fa le “palline” con la mollica del pane.
Inizia a discutere invece di mangiare e non la finisce più “perché è una questione di principio”.
Messaggia continuamente con l’amica del cuore (dice).
Guarda le altre donne per commentare come sono vestite.
Non ascolta l’interlocutore.
Chiacchiera in continuazione invece di mangiare.
Ruba il cibo dal vostro piatto, e non vuole ordinare nulla.
Chiede cento volte se ha qualcosa tra i denti, digrignandoli come fosse un mastino.
Fa i disegni sulla tovaglia con le briciole di pane.
Fa i cuoricini con tutto ciò che rimane sul tavolo (gabbiette dello spumante, tappi di plastica, pezzi di candela, centrotavola…)
Si alza e sta in bagno mezz’ora.
Si alza e va a fumare piantandovi in asso come cretini.
Litiga con l’ex marito per gli alimenti davanti a voi.
Vi impedisce di godere la cena elencando i vari danni del colesterolo e della glicemia alta.
Si tocca i capelli per tutta la cena.
Chiede contuinuamente: “mi fai assaggiare?”
Si mette mezza bottiglietta di profumo, lasciando una fastidiosa scia appestante.
Parla tutta la sera degli ex.
Lascia le parti migliori nel piatto: in genere cose che voi avreste mangiato di gusto.
Rompe che non vuole aglio e cipolla.
E’ allergica a tutto.
E’ astemia.

Urge un bell’esame di coscienza: a quanti (e quante) di queste voci possiamo fare una crocetta dicendo: “lo faccio anch’io?”

[Crediti | Il nuovo bon ton a tavola, immagine: Jezebel]