La santa alleanza tra chef e TripAdvisor: cosa può esserci di peggio?

Siamo con ogni probabilità troppo smaliziati per farcela. A credere che le recensioni di TripAdvisor siano tutte vere. Pregiudizi? Decidete voi, i fatti sono noti: recensioni positive promesse se la cena è gratis (con tanto di video), addirittura offerte da agenzie specializzate, o appaltate a terzi per screditare i ristoranti concorrenti.

Ora la Fipe (che sarebbe l’associazione di categoria dei ristoratori, ma se lo fosse davvero non avrebbe permesso a TripAdvisor di fare impunemente scempio dei suoi associati) tenta di rimediare –udite udite– alleandosi con Tripadvisor.

Ne parlava ieri Repubblica usando un titolo ironico: “La santa alleanza chef-Tripadvisor” e chiedendo un’opinione a Fabio Picchi, cuoco della galassia di locali che a Firenze girano intorno al Cibreo, secondo cui le recensioni assembleari di TripAdvisor sono degne solo di una grande risata.

Diversi i dati riportati da Repubblica, secondo cui il profilo Tripadvisor di un ristoratore può incidere fino al 30% del fatturato (mah!).

L'amaca - Michele Serra

Sempre dalle pagine di Repubblica oggi interviene sulla questione persino l’amacato Michele Serra.

Ma in cosa consiste questo patto col diavolo che Fipe vorrebbe stringere? TripAdvisor, che s’impegna a insegnare ai ristoratori “come si usa il mezzo Internet”, manderà un suo uomo a “verificare l’integrità dei contenuti online”.

In che modo non è stato specificato:
Assaggeranno i piatti per dare un giudizio?
Controlleranno i menù?
Ispezioneranno le cucine?

Siccome la cosa non è chiara e già nascono i primi battibecchi sulla privacy (i ristoratori vogliono obbligare gli utenti a identificarsi e a caricare una foto dello scontrino come prova inconfutabile, ma TripAdvisor non ci sente), abbiamo rivolto qualche domanda a Aldo Cusano, vicepresidente Fipe, cercando il più possibile di metterlo in difficoltà.

Tripadvisor: amico o nemico?
Una risorsa insuperabile per i ristoratori. Che però, in passato, è stata usata in modo distorto.

Chiarisca il modo «distorto».
Recensioni fatte con il copiaeincolla. Altre che contengono dettagli falsi. Altre ancora fatte contemporaneamente dalla stessa matrice. Mail di agenzie che propongono di alzarti la «reputazione» sul forum in cambio di soldi.

Nonostante questo credete ancora in Tripadvisor?
I ristoratori non possono farne a meno. È un mezzo imprescindibile per farsi conoscere.

In cosa consisterà esattamente l’alleanza?
Chiariamo che stiamo parlando di un progetto che per ora è in fase sperimentale. L’idea è nata già nel 2012, è cresciuta attraverso una serie di incontri e speriamo si concretizzi presto.

Ecco, e quando si concretizzerà come sarà?
Una rete capillare di responsabili che controlla la veridicità delle recensioni. Addetti città per città, o provincia per provincia, che verificano che Tripadvisor sia uno strumento attendibile. Ma lo sforzo di miglioramento non sarà a senso unico.

Gli chef stanno meglio ai fornelli che dietro allo schermo del pc: sa che la metà di loro non usa il computer? E invece Internet è un mezzo indispensabile per promuoversi. Insegneremo loro a gestirlo come si deve. Insomma, un rapporto stretto tra chef e Tripadvisor, un percorso condiviso insieme.

La «santa alleanza» per ora riguarda solo la Toscana?
La «rivolta degli chef» è partita da lì, ed è una regione «calda» per l’alto afflusso di turisti.

Però non vi trovate d’accordo sul punto privacy …
Eh no. Noi vogliamo convincerli a responsabilizzare gli utenti, rendendoli rintracciabili, ma per loro la privacy è intoccabile. Ma non ci scoraggiamo, e continueremo a dare battaglia. Abbiamo già ottenuto molto, possiamo ottenere ancora di più.

Allora, che ve ne pare? Può esistere qualcosa di peggio dell’alleanza tra ristoranti e TripAdvisor o siamo noi che vediamo sempre il bicchiere mezzo vuoto?

[Crediti | Dissapore, Repubblica

Avatar Prisca Sacchetti

18 Marzo 2014

commenti (15)

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  1. Avatar iskander66 ha detto:

    Il diritto alla privacy è sacrosanto ed intoccabile. Ai ristoratori non deve interessare l’identità del recensore ma che la recensione sia veritiera ed in buona fede, nel bene e nel male.

    1. Avatar fontici ha detto:

      concordo con Te sulla privacy ma nel caso (cosa che ta dovrebbe impedire)
      che un recensore e sono tanti purtroppo offenda o diffami un ristoratore o un cameriere oltre il limite toglierei l’anonimato

    2. Avatar iskander66 ha detto:

      Bisognerebbe fare un discorso più ampio perché la questione non è tanto l’anonimato del recensore (tipica tanto di TripAdvisor quanto delle migliori guide in commercio) quanto sul concetto di diffamazione che non può, in quanto tale, essere definito dal ristoratore. Detto questo, io sarei dispostissimo a firmare una liberatoria che permetta a TripAdvisor di fornire i miei dati alla autorità giudiziaria qualora incorressi, nei miei giudizi, in diffamazione.

    3. Avatar Paolo ha detto:

      Iskander: c’e’ poco da fornire liberatorie per fare una cosa che e’ gia’ prevista dalle norme.
      Come ben evidenziato dal caso qui riportato di una utente bolognese di TA: denuncia per diffamazione, procedura di richiesta, identificazione della scrivente. Tutto avvenuto senza bisogno di liberatorie. Poi la giustizia avra’ il suo corso.
      Che l’identificazione e successivo rinvio a giudizio siano avvenuti a quasi due anni dalla recensione e dalla denuncia, dipende dalla procedura barocca, non dalla impossibilità di identificare lo scrivente.

    4. Avatar iskander66 ha detto:

      Lo so bene ma, per portare un po’ di serenità nella questione, dico solo che sarei disposto a fare in modo che TripAdvisor fornisca al ristoratore che si sente diffamato da me gli estremi della mia identità in maniera tale che egli mi possa denunciare direttamente. Starebbe poi al giudice stabilire se diffamazione c’è stata e starebbe poi a me rivalermi nei confronti del ristoratore levandogli pure le mutande. Senza procedure barocche di richiesta identità dei recensori che possono portare via un sacco di tempo, rimbalzando presso siti stranieri che risiedono negli States o altrove.

    5. Avatar Marco ha detto:

      iskander66, lei ha un po’ le idee confuse, davanti ad una denuncia, la polizia postale del suo anonimato se ne fa un baffo, TA non può nascondere alle autorità le sue generalità, anzi la polizia postale non ha neanche bisogno di chiederle a TA le sue generalità, le trova da sola. Comunque diffamare ed offendere dietro l’ anonimato è la maniera più vigliacca di comportarsi, bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, se sei un uomo.

    6. Avatar fabrycogo ha detto:

      non esiste, nome cognome e scontrino

    7. Avatar Marco ha detto:

      E come fai ad avere la certezza che la recensione sia veritiera ed in buona fede? Quando ti dicono: “Se mi fa lo sconto le faccio una bella recensione”. L’anonimato è il sistema più sicuro per recensioni false ed in cattiva fede. SVEGLIA.

  2. Avatar Paolo ha detto:

    “Gli chef stanno meglio ai fornelli che dietro allo schermo del pc: sa che la metà di loro non usa il computer?”
    Ha dimenticato di aggiungere:
    “nemmeno io me la cavo molto bene a capire questo mondo di internette, anzi, questo p@rc@ mondo di internette. Per questo faccio dichiarazioni da bischer@”

  3. Avatar Gillo ha detto:

    “Una rete capillare di responsabili che controlla la veridicità delle recensioni. Addetti città per città, o provincia per provincia, che verificano che Tripadvisor sia uno strumento attendibile.”
    Minnncchia!

  4. Avatar Paolo A. ha detto:

    Stuoli di responsabili che verificano la veridicità? E come? Suonando alla porta degli improvvisati recensori?
    Ma per favore, il rimedio sarebbe molto più semplice ed è stato più volte proposto: per scrivere una recensione dovrebbe essere obbligatorio inserire data e numero dello scontrino.
    Oltretutto questo implicherebbe un incentivo ad emetterlo, anche per gli esercenti più “reticenti” (firulì, firulà…)

    1. Avatar fontici ha detto:

      Bravo Paolo allora sarebbe facile dimentichi l’indotto di pseudo agenzie
      ricattatori …. che ci gira intorno affari sommersi meglio usare il sistema ormai appurato inefficace del controllore che controlla chi controlla chi controlla chi controlla sono convinto che se ta passasse solo le vere recensioni avrebbe pochi click di conseguenza meno guadagni
      e come la tv devi vedere o la tetta che esce o l’incidente in f1 o moto gp
      o la rissa nel calcio o la rissa politica quello (purtroppo fa share e euri)dispiace dirlo ma e’ cosi’ siamo pedine in mano a giocatori senza scrupoli

  5. è un problema annoso che riguarda tutti i cosiddetti sistemi di rating & raccomandazione, in cui alcuni utenti esprimono recensioni che altri utenti possono usare per fare le loro scelte.

    in generale l’ottimo sarebbe avere dei meccanismi per valutare l’affidabilità di un recensore, che siano in parte soggettivi e in parte oggettivi. non siamo in un ambito in cui vale la democrazia: è un fatto che il parere di un critico serio, così come quello del mio amico che prova tutti i ristoranti gourmet, per me valgono di più che quello di uno sconosciuto o anche della mia parente che “franza o spagna purché se magna”.

    il fatto che una persona abbia fatto tante recensioni non è necessariamente un fattore di affidabilità, il fatto che molti altri abbiano ritenuto le sue recensioni utili forse sì.

    Il fatto che una persona si sia spesa per verificare la propria identità, mettendo “la faccia” alle sue recensioni, dovrebbe essere un plus

    Ma poi in generale ognuno ha i suoi recensori preferiti: amici di cui si fida (e altri, proprio perché ne conosce i gusti, di cui non si fida affatto), critici gastronomici con cui è in sintonia, ecc… insomma, render giustizia a tutto ciò non è facile.
    Servirebbe avere un profilo dei recensori, sapere a quali aspetti danno più peso, poter dire quali mi somigliano di più – cosa che per altri tipi di prodotti, meno “variegati” di una cena al ristorante (in cui c’è l’elemento “ristorante”, ma anche l’esperienza della singola sera, i piatti che ho scelto, ecc…)

    La cosa curiosa è che casi di simile isteria su altri tipi di prodotti sono rarissimi: mai visto (o meglio, quasi mai) scrittori inalberarsi perché il loro libro veniva massacrato dai lettori su un qualunque sito di libri.

  6. Avatar talisker ha detto:

    I soliti italiani piagnoni, ma basta , ormai non si può fare una recensione negativa senza che ti arrivi una mail di insulti del gestore ma basta…però ben vengano le foto degli scontrini, almeno qualcuno si deciderà a farli!!! E pure le foto dei locali, , così vediamo di faee una multina a quelli dove si continua a fumare….

    1. Avatar Marco ha detto:

      Io non so che ristoranti frequenta, a me lo scontrino lo fanno sempre, e nei ristoranti dove vado non si fuma, provi a cambiare abitudini culinarie, tanto di guadagnato per la sua salute, e per il suo spirito.
      P.S. se le arrivano mail di insulti vuole dire che ha riempito di insulti il gestore. Conosce il vecchio detto: “sputa in cielo che in faccia ti ritorna”?