di Prisca Sacchetti 19 Dicembre 2013
Carciofo esploso

E’ il vostro turno di fare la spesa. Rassegnati vi dirigete verso il supermercato, il tempo di inforcare il carrello e puntate l’ortofrutta. Volete togliervi una voglia, così, mentre la confezione di carciofi freschi finisce nel carrello, alcune suggestive immagini si sovrappongono ai vostri pensieri: spinoso sardo, catanese, violetto di Toscana, soprattutto il romanesco.

Arrivati a casa in preda al desiderio aprite i carciofi, il profumo deflagra, prevedibile anticipazione di un gusto esplosivo. E infatti boom:

I CARCIOFI ESPLODONO.

E’ successo ieri a Giulia Sala, una donna di Olginate, in provincia di Lecco, che stava pulendo i carciofi dopo averli acquistati freschi nel supermercato della zona. Dopo l’esplosione, visibilmente contraddetta anche se non ferita, ha deciso di chiamare il 112.

La direzione del supermercato, constatato che le foglie, in effetti, erano lesionate e bruciacchiate, ha ritirato dalla vendita i carciofi, spiegando di averli ricevuti già confezionati, di aver avvisato il fornitore e di aver avviato degli accertamenti interni.

Per quanto inspiegabile, l’episodio ha due precedenti in Italia, nel 2003 e nel 2008, quando si pensò addirittura all’opera di Unabomber, l’attentatore dei supermercati.

Esiste una spiegazione scientifica per lo scoppio di un carciofo?

Sembra di sì, la causa potrebbe essere una reazione chimica dovuta all’uso di un fertilizzante nella coltivazione, ma forse qualcuno di voi, lettori di Dissapore, ne sa di più.

La proposta comunque è di abolire seduta stante l’aggettivo esplosivo dalla grammatica del critico gastronomico. Portasse iella.

[Crediti | Link: Repubblica.it]