di Nunzia Clemente 22 Ottobre 2019
La-Sfogliatella-Mary-Napoli

Siamo a La Sfogliatella Mary, un pasticceria collocata in un angolino della Galleria Umberto a Napoli, che sforna milioni (senza esagerazioni) di dolci classici partenopei ogni anno. La nostra recensione. 

Napoli ha molti luoghi bellissimi e uno di questi è la Galleria Umberto, costruita tra il 1887 ed il 1890 con un’opera di Risanamento della città. Destinata all’uso commerciale, oggi vede diverse attività tra bar, boutique, un fastfood, alcune pasticcerie, La Sfogliatella Mary compresa.

A Milano hanno Cracco in Galleria, e noi abbiamo La sfogliatella Mary in galleria, non ce ne volete.

La-Sfogliatella-Mary-Napoli

La Sfogliatella Mary è una “pasticceria” mini, su strada e con solo asporto, che sforna letteralmente milioni di sfogliatelle l’anno. Sicuro: è situata in una delle arterie più turistiche della città, praticamente ad un passo dalla rinnovata Piazza Municipio (con metropolitana sotterranea piena di reperti archeologici, bellissima), dal Maschio Angioino, da Piazza Plebiscito, dal Teatro San Carlo.

Perché abbiamo deciso di prestare attenzione a La Sfogliatella Mary “sacrificando” altre pasticcerie più blasonate e storiche?

Perché la mole di dolci che sforna ogni anno (e vi assicuro: nei miei 10 minuti di fila avranno servito non meno di 100 dolci ad un ritmo battente) fa sì che la sua sia una delle sfogliatelle (o dei babà) più conosciuti dai turisti, ma non solo. Sono molti i napoletani che reputano la sfogliatella di questa pasticceria una delle migliori in circolazione.

La Sfogliatella Mary: l’ambiente ed il mood

Non so se posso propriamente parlare dell’ambiente della pasticceria, visto che La sfogliatella Mary è una sorta di “vetrina” nella galleria con uno spazio mini all’interno per l’assemblaggio e le cotture dei dolci, con anche una cassa appoggiata in equilibrio abbastanza precario. La vita della pasticceria/punto vendita si svolge praticamente tra l’interno e l’esterno della Galleria, essendo posizionata sul lato della struttura che dà sulla principale e frequentatissima Via Roma.

Tenendo presente che la Galleria Umberto ha ingressi su quattro lati ed è abbastanza grande, seguite l’odore zuccheroso, vanigliato e sciropposo; ad una certa distanza, vedrete sicuramente la fila che si snoda in maniera decisamente disordinata intorno ad una vetrina.

La sfogliatella Mary: prezzi e cartoccio

Il capitolo prezzi lo metto qui all’inizio perché, con il suo 1,80 euro di prezzo di cartello per dolce, La Sfogliatella Mary si piazza – al momento – come la sfogliatella più costosa che abbiamo provato. Certo, parliamo di centesimi: in questo caso, il rincaro rispetto alla media è di 0,50 centesimi. Il caro-Galleria non è soltanto una questione milanese, quindi.

Se sfogliatella frolla e riccia e babà classico hanno questo prezzo, i dolci più particolari non si sottraggono: la Santa Rosa, la sfogliatella riccia “primigenia” diffusa nelle due costiere, ripiena di crema, viene 2,50 euro; così come capresina e mini-pastiera.

Visti gli spazi decisamente risicati, decido di prendere i miei dolci classici in vassoio da portar via, cercando una panchina dove divorare il bottino: il cartoccio è di quello classico legato con lo spago, carta argento e caratteri verdi, appariscente ma non troppo (e vi possiamo confermare che abbiamo visto di peggio).

La Sfogliatella Mary: gli assaggi

La Sfogliatella Mary è uno spot pubblicitario già dal nome: infatti, come ho detto prima, è stra-famosa per le sue sfogliatelle. Quindi, non mi ci è voluto molto per decidere cosa prendere: una sfogliatella riccia, una frolla ed un babà classico, chiedendo che tutto fosse servito con zucchero a velo (sfogliatelle) e con bagna abbondante (per il babà). Ci troviamo di fronte a dei dolci XL size: anche da questo punto di vista il “rincaro” rispetto alla media è giustificato.

Sfogliatella frolla

Ad essere bella, questa sfogliatella frolla è bellissima: cosparsa di abbondante zucchero a velo, ho l’opportunità di mangiarla in un quasi-tramonto a Piazza Trieste e Trento, adiacente a Piazza del Plebiscito. Un bel biscotto di frolla grande, con odore vanigliato e dalla temperatura di servizio calda. Insomma, ripongo delle grandi aspettative.
Mai farlo, mai. Purtroppo il risultato di questa sfornata di frolle non era delle migliori, a mio parere. Accantonato (si fa per dire) il profumo del fiori d’arancio, notiamo un ripieno decisamente colorato e qualche difetto di cottura della pastafrolla, che non è spessa e sulla cupola risulta molto friabile. Con una spinta maggiore sulla cottura, la pastafrolla sarebbe stata davvero indimenticabile: forse, con la mole di lavoro che si ritrova, c’è un po’ di fretta da questo punto di vista.

Dal punto di vista del ripieno, non è formidabile: buona la proporzione tra ricotta e semolino, ma c’è davvero troppo aroma di fiori d’arancio per goderne a pieno. Purtroppo, il risultato complessivo di questa sfogliatella frolla si sbilancia verso il negativo e penso di essere stata un po’ sfortunata: troppo afflusso di clienti, troppa fretta e poca attenzione. Da riprovare, sicuramente.

Sfogliatella riccia

La-Sfogliatella-Mary-Napoli

 

Devo dirlo: questa sfogliatella riccia è davvero molto, molto elegante. La sfogliatura è in piccole ondine vicine tra di loro, precise, anche se la struttura globale non è molto solida: infatti nella foto devo tenerla sia sulla coda che sulla “cresta” per la foto figa ed iconica. Detto questo, la temperatura è gradevolmente calda e l’odore anche: sa di grasso e zuccherino ma non troppo.
La sfogliatella riccia, a differenza della frolla, al morso non delude affatto. La sfoglia è effettivamente fine come ci appariva, scrocchia bene al morso e lascia la bocca leggermente e piacevolmente unta. Il ripieno è perfetto nelle sue proporzioni, non c’è traccia di fiori d’arancio o simili, bensì una lieve nota limonosa che ho apprezzato moltissimo. Promossa.

Babà classico

Anche qui mi ritrovo di fronte ad un dolce XL size, con il tronco molto lungo ed una cupola aggraziata, color dorato e molto “sciroppato”, grazie ad una generosa innaffiata fatta in mia presenza, della bagna solita di questo dolce. Il foglio di carta alimentare plastificato riesce a contenere bene l’umidità e non mi ha arrecato danni agli altri dolci del vassoio. L’odore che emana nell’aria circostante è zuccherino, ma non alcolico: sarà solo bagna di acqua e zucchero? Vediamo.
La pasta risulta elastica e setosa allo strappo, forse mi lascia leggermente le dita troppo impiastricciate di bagna. Il lievitato è buono, gustoso ma un po’ “fesso”: purtroppo la bagna è prevalentemente – o quasi certamente, soltanto – di acqua e zucchero; la parte al rhum è stata sacrificata. Abbiamo notato che molte pasticcerie anche blasonate utilizzano la bagna di acqua e zucchero senza alcol: tra le spiegazioni trovate – forse, oltre ad un risparmio economico – c’è il deciso afflusso di persone che per i più svariati motivi (sociali, religiosi, di salute) non vogliono o non possono assumere alcol. Promosso con un ni alla Ponzio Pilato: buono è buono, ma manca di carattere.

Conclusioni

Lo scontrino totale è di 5,40 euro per tre dolci: non poco ma nemmeno tanto, visto che ci troviamo circondati di molta bellezza e movida.
Ho deciso di provare La Sfogliatella Mary appunto per questo motivo: essendo in un luogo ad alta concentrazione di persone, mi era necessario capire “quale” prodotto venisse offerto. Il risultato è mediamente buono, ma migliorabile. Sono abbastanza sicura che sulla frolla sia capitato un errore tecnico, mentre su sfogliatella riccia e babà classico non abbiamo errori. Pasticceria di servizio in stile napoletano dove fermarsi per una rapida sosta, ovviamente ne gioverebbe un po’ di attenzione in più visto il ritmo incessante: passi per il turista che, probabilmente, sarà poco smaliziato in fatto di sfogliatelle (ma neanche troppo: quando una cosa è cruda, se ne accorge anche il più imberbe), ma un napoletano dovrebbe pretendere molta, ma molta attenzione. Soprattutto visto che questo posto è una delle cartoline della città.

In ogni caso, la pasticceria – errori capitati durante la visita a parte – per me è promossa.

Informazioni

La Sfogliatella Mary a Napoli

Indirizzo: Galleria Umberto I 66, Napoli (angolo Via Roma)

Sito Web: facebook.com/lasfogliatellamaryofficial/

Orari di apertura: tutti i giorni 08-20.30 orario continuato

Tipo di cucina: pasticceria classica napoletana

Ambiente: solo asporto

Servizio: informale e velocissimo

Voto: 3,2/5

commenti (4)

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  1. Avatar Oetzi ha detto:

    Se la media è 1,30 a sfogliatella, e questa costa 1,80, a conti fatti fa circa il 40% in più. Che su un pezzo sono solo 50 centesimi, su centinaia di pezzi al giorno fanno molto di più. E in un anno ancor di più.
    L’affitto sarà più alto che altrove, ma va considerato che è anche un buco, non tre piani enormi come da Cracco (paragone che ha poco senso).
    ———
    “penso di essere stata un po’ sfortunata: troppo afflusso di clienti, troppa fretta e poca attenzione. Da riprovare, sicuramente”, a meno che te l’abbiano preparata e infornata al momento solo per te, penso che in un altro giorno vendano le stesse, perchè dovrebbe cambiare se ogni giorno hanno la stessa mole di lavoro?
    ———-
    Discorso giustificazione per la mancata presenza di rum nel babà: balla colossale.
    E se davvero c’è tanta gente che per i motivi citati non vuole rum, beh, direi che per costoro la scelta di dolci esistenti al mondo è ampia e più che sufficiente 😉 se vogliono il babà ci deve essere il rum, altrimenti che prendano altro.

    1. Avatar Nunzia Clemente ha detto:

      Ciao oetzi, grazie per il commento, ti rispondo per punti

      1..La gentrificazione del centro storico di Napoli non devo certo spiegartela io, così come la questione del caro affitti, che potremmo replicare all’infinito. Cosa fare in una pasticceria che ha 0,50 centesimi in più rispetto agli altri? Puoi non andarci e risolvi. 🙂
      Il paragone con Cracco ti risulterebbe più chiaro se conoscessi la realtà gastronomica della galleria partenopea, forse.

      2. Era un palese errore tecnico: dubito che il pasticciere o chi per lui abbia fatto la crema volesse una crema del genere, dove una essenza sovrasta tutto. Tanto più che nella sfogliatella riccia il risultato era più che opposto.
      In ultimo, ho avuto l’opportunità di assaggiare questi dolci anche al di fuori di questo panel.

      3. No, ci sta tanta gente che vuole mangiare un babà senza bagna alcolica: per motivi religiosi essenzialmente. Quindi – vuoi per motivi economici, come ho sottolineato – oppure per motivi del genere, questa tua affermazione ha la stessa valenza di chi critica, ahinoi, il tortellino al pollo.
      Ps: anche per me nel babà deve esserci il rhum ed auspico un futuro molto prossimo con doppia possibilità per i clienti, come fa una pasticceria che ho già visitato.

      Grazie della lettura. A presto! 🙂

  2. Avatar Oetzi ha detto:

    Ovvio che per me quella gente è uguale quelli del tortellino di pollo.
    In un mondo normale non dovrebbero venire considerati, ma riportati sulla retta via con uno scappellotto.
    Invece sono tanti, e in quanto tali sono una massa di mercato importante che chi vende purtroppo asseconda. Ma non per questo devo considerarli positivamente.

    1. Avatar Nunzia Clemente ha detto:

      No, mi dispiace, io non riporto nessuno sulla retta via da lei menzionata. Per di più con “uno scappellotto”, che francamente a me fa ridere e pure ripugna un po’ come atteggiamento.
      Mi auguro diversamente che – qualunque sia il motivo di questa bagna – ci venga data l’opportunità di averla sia analcolica che alcolica.
      Buone letture.