di Federico Di Vita 16 Settembre 2020
ditta artigianale

In virtù della recrudescenza dell’antico morbo della peste, certo aggiornato ai tempi e al tran-tran della vita moderna (una volta le pandemie si diffondevano in secoli, ora basta un pugno di settimane), persino a Firenze riconsideriamo lo smart working, e di conseguenza i locali dove praticarlo con serenità senza costringersi a mangiare e bere male.

Finalmente la contemporaneità si rende conto che il rapimento di persona costituito dal doversi recare ogni giorno per forza in ufficio, con una palla di piombo al piede, gomito a gomito con persone che in situazione di stress diventano mostruose, piene di tic, zelanti, fastidiose, soggetti che per altro in diversi casi sarebbero mostruosi a prescindere, intendiamoci; persone inoltre che, in quanto colleghi, non sono del tutto persone; ecco, dicevo, grazie al morbo, che qualcosa di buono ha pur portato, ci giunge in dote l’epifania deliziosa: subire oltre a tutto ciò il rischio del contagio per svolgere un lavoro che ormai si fa al computer e che quindi non ha alcun senso svolgere in un ufficio è superfluo.

Il problema è che a Firenze di posti così non ce ne sono mica tanti, e ancora meno sono quelli che posso ragionevolmente consigliare qui sopra, quelli cioè in cui si possa anche mangiare o bere bene. Perché mica penserete di piazzarvi col computerino per quattro o cinque ore senza consumare nulla? Il panorama in realtà è da questo punto di vista quasi tragico, tanto da farmi invocare da anni – tra gli improperi dei miei sodali, Fiorenza è città molto snob come saprete – l’apertura di un bello Starbuck’s in Oltrarno, risolverebbe tutti i miei problemi ma per ora non c’è né, credo, ci sarà mai.

Per completezza panoramistica posso citarvi alcuni dei posti dove nel frattempo comunque vado – dato che sono pochi tanto vale segnalarne l’esistenza – prima di passare a quelli che ho selezionato apposta per voi (quelli cioè dove potete mangiare bene, più o meno). Per smartuorcheggiare va bene la Cité in Borgo San Frediano; la terrazza della Biblioteca delle Oblate (con una vista magnifica sul cupolone del Brunelleschi); il Torrino Santa Rosa, slot prestigiosissimo affacciato sul fiume, tra gli alberi – se d’estate tira un refolo di vento lo tira lì – è inoltre un antico circolo di vecchini, roba da paese che in città ormai non si trova più; da tutt’altra parte, in via San Gallo, c’è LiberiLibri, una libreria caffè (un po’ tipo la Citè) dove ordinare pranzi quasi anche decenti; quindi il Conventino e poi il posto dove entrati, nel tavolo d’angolo a destra dovrete immaginare una piccola targhetta in ottone col mio nome: il Diorama, che è anche un po’ il mio ufficio. Al Diorama per altro, per essere un pub (e con che birre!) si mangia benissimo, ma se si fa un ragionamento sui locali dove far smartuorchi non è che ve ne possa indicare uno in cui in tempo di Covid di tavoli al chiuso ce ne saranno in tutto – mi pare – quattro. Sono troppo pochi (e uno è occupato da me), non vi pare?

In sostanza, di posti non minuscoli dove lavorare agile e mangiare (o bere) bene a Firenze secondo me ce ne sono al momento solo tre, provvedo ad elencarveli.

Santarosa Bistrot

Santarosa Bistrot; Firenze

A due passi dal Torrino Santa Rosa, non sul fiume ma all’interno del giardino Henri Dunant, troviamo questo locale chic, in gran parte accolto in quella che è in effetti una serra-veranda, con finimenti in ferro battuto, sediole e lampadari hipster, gran cura per i dettagli anche vegetali, con piante coltivate un po’ ovunque, anche tra i cuscini fuori dal locale, dove su altri tavolini in ferro si può sostare.

Si mangia bene, la cucina è italianissima, attenta alle materie prime e con qualche raro tocco fusion: sa farsi apprezzare. Il posto è noto anche per dei pantagruelici brunch domenicali per cui non si trova mai posto se non prenotando ma di questi tempi non so se siano ricominciati. Qui, col vostro computerino, nessuno vi darà fastidio, anzi l’atmosfera è amabile e “per niente fiorentina”, come si dice in questi casi, tutta la situazione è infatti di ascendenza piuttosto newyorkese.

Lungarno di Santa Rosa | aperto dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 24:00, sabato e domenica dalle 10:00 alle 24:00 | www.facebook.com/santarosa.bistrot

Mama’s Bakery

Mama’s Bakery

Una vera bakery statunitense (incredibilmente non è una catena) che non vi avrei mai consigliato prima del Covid in questo articolo e che invece, causa peste, ci entra di diritto semplicemente perché, essendo evaporati gli studenti USA da Firenze, il luogo è diventato improvvisamente accessibile anche a noi lavoratori over 25. Si mangia bene del cibo che altrove non trovereste (e se lo trovereste difficilmente così buono), dunque via di bagels, quiches, muffin, cupcakes, cheesecake, cinnamon roll tutto rigorosamente “fatto in casa” e tutto da accompagnare a grandi bicchieroni di caffè americano. Potete accomodarvi anche nel cortiletto, ma lì ci sono pochi posti.

Via della Chiesa, 34,r | aperto dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 17:00 e il sabato e la domenica dalle 09:00 alle 15:00 | www.mamasbakery.it

Ditta Artigianale

ditta artigianale

Vero tempio del caffè a Firenze (nonché del gin, se vi recate nella più ampia sede di via dello Sprone), Ditta Artigianale può essere il posto adatto per concentrarvi tra aromi arabici dalle note sgrumate e di gelsomino e quindi disperdere la vostra produttività sorseggiando cocktail a base di gin di fascia decisamente alta. La finestra di tempo in cui siete focused but still not drunk rischia di essere breve ma se le vostre sinapsi corrono veloci quel tempo potrebbe bastarvi a fare quel che dovete fare col vostro computerino aperto sul tavolino di uno dei due locali di questa rutilante proprietà.

A voi la scelta: via de’ Neri è LA caffetteria di Firenze, con croque madame e Specialty Coffee preparati alla perfezione, mentre in via dello Sprone la proposta gastronomica è più ampia e ricercata, accompagnata dall’ottima mixology.

Via dei Neri 32r e via dello Sprone 5r | aperto tutti i giorni dalle 08:30 alle 21:00 | www.dittaartigianale.it