di Chiara Cavalleris 24 Febbraio 2018

“Sai che c’è di strano? Che Massari si apre una pasticceria in banca” Lo si diceva dallo scorso dicembre, più o meno con questo tono, stupiti che il buon Iginio, maître dei maître patissier italiani, inaugurasse un New Deal gastronomico che varrebbe la pena d’esser studiato, mettendosi a fare bignè tra gli sportelli di Intesa, a Milano, in via Marconi, all’angolo con piazza Diaz.

Ora sappiamo di più, molto di più, di questa avventura intrapresa dal 75enne, austero quanto telegenico, di nuovo su Sky Uno (dal 5 marzo) con la seconda stagione di The Sweetman e poi, dal 21 aprile, in onda con lo spin-off del programma, Iginio Massari The Sweetman Celebrities, dove prevedibilmente vedremo Mara Maionchi dire parolacce contro la panna impazzita.

[Milano: come sarà la nuova pasticceria di Iginio Massari]

Sappiamo, per esempio, che la nuova pasticceria aprirà il 14 marzo, e che per allora la centralissima filiale di Intesa Sanpaolo avrà un layout (detto con mignolo e sopracciglio alzato) irriconoscibile: per l’occasione si è scelto lo champagne dalla gamma dei Pantone e per agevolare la curiosa commistione tra finanza e crema chantilly, senza rendere il fatto drammatico, gli ingressi saranno due, indipendenti.

All’interno ci sarà il laboratorio a vista e si consumerà rigorosamente in piedi. Sì, ma cosa?

Brioche, monoporzione, 12 tipi di pasticcini mignon, e una decina di salatini. Poi cioccolatini, tartellette, semifreddi e l’irrinunciabile panettone che no, non si mangia solo a Natale e che dello stesso Massari è diventato un marchio di fabbrica.  E un lievitato dedicato alla città, a base di zenzero e ananas, che “Vuole richiamare l’energia tipica di chi abita qui e ricordare il sole, molto amato da chi, come me, vive nella nebbia per buona parte dell’anno”, ha spiegato il pasticcere al Corriere.

[Ricetta e segreti per fare in casa il panettone di Iginio Massari spiegati da Iginio Massari]

Dopotutto per Massari, presidente onorario dell’Associazione Maestri Pasticceri Italiani, questa è la prima apertura milanese; il dolce inedito diventa una sorta di “omaggio” al luogo che lo ospita, e a pochi passi dal Duomo per di più, dopo tanti anni di onorato lavoro a Brescia, alla celebre pasticceria Veneto.

Ecco, rispetto a Brescia la selezione di pasticcini sarà leggermente ridotta (là ce ne sono 130), affiancata a un’ampia proposta di torte da forno, ma siamo certi che qualche milanese riscoprirà il piacere del cabaret di paste e si disaffezionerà all’home banking.

Aggiungeteci che presto la pasticceria-filiale inaugurerà un dehors: già ci immaginiamo l’attesa del turno allo sportello, il numerino dimenticato, alleggerito dal peso del croissant.

[Crediti | Il Corriere ]