Napoli, gli 11 aperitivi migliori della città, per tutti i gusti e le tasche

I migliori aperitivi a Napoli in una mappa della città completa di indirizzi, foto, curiosità e tutte le informazioni necessarie per decidere che posto scegliere.

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La nostra Gourmap dei migliori aperitivi di Napoli, tra cocktail bar, pub, enoteche e trattorie: i posti che si distinguono per proposta e ambiente in orario pre-serale, in una mappa della città. 

Napoli è una città schizofrenica: l’aperitivo si può fare ovunque e può comprendere un raggio molto vasto di cose, che va dal per’o muss (ritagli di testa e piedi del porco, sbollentati e conditi variamente con lupini, olive, sale e limone), ‘o bror’ e purp (brodo di cottura del polpo), oppure i taralli ‘nsogna e pepe (sugna e pepe) con birra Peroni, o ancora spighe di granoturco bollite o arrostite. Questo meriterà approfondimento a parte.

A Napoli qualunque cosa è aperitivo, spezzafame, occasione di convivialità. Se da un punto di vista alcolico per molto tempo ci siamo accontentati di birre commerciali e cocktail a pochi euro, lo stesso non si può dire del finger food, dove a ben ragione siamo una delle realtà più lipidiche d’Italia – forse del mondo. Si può dire, però, che da pochi anni abbiamo codificato l’aperitivo – inteso come creazione di cocktail bar dedicati, dove si possono bere miscelati di alta qualità oppure liquori artigianali – come nel resto d’Italia. Napoli si è mossa – o è rimasta, possiamo vederla da differenti punti di vista – ad un ritmo differente.

Se ancora le spritzerie di quartiere restano super frequentate – parliamo, ad esempio, dei vari Peppe Spritz a Piazza Bellini e Cammarota Spritz sui Quartieri Spagnoli: posti che a suon di Aperol si sono guadagnati una fame quasi internazionale, vista la mole di turisti – si è sviluppato un certo movimento di qualità intorno al piacere di bere un miscelato di qualità prima dell’ora di cena, o subito dopo. Complici atmosfere storiche, un pizzico di alterigia ed ovviamente  esperti del settore che il mestiere lo sanno fare, può essere oggi decisamente bello fare un aperitivo a Napoli.

Qui è dove vi suggeriamo undici posti per fare l’aperitivo a Napoli, che spaziano dal verace al raffinato.

Oak

Vico Quercia 10, Napoli

oak napoli

A due passi dalla movida del centro storico, Oak offre una selezione davvero singolare di vini (da piccole tenute agricole, biologici, naturali) e qualche birra artigianale, ma vi renderete conto ben presto che il focus è proprio sui primi. Indubbiamente strizza l’occhio ad un pubblico più adulto e “curioso” di sperimentare qualcosa, inclusi turisti e viaggiatori che sono perennemente in transito per Napoli, creando un entusiasmante European mood. Ridotta all’osso la selezione del cibo, per ovvie ragioni di spazio: questo locale si vive praticamente tra il banco e lo spazio antistanti, ma le temperature miti della città consentono il viavai tutto l’anno.

Spiedo d’Oro Trattoria

Via Pasquale Scura 52, Napoli

Spiedo d'Oro Trattoria napoli

Venghino signori a Via Pasquale Scura, viuzza che collega dalla Pignasecca ai Quartieri Spagnoli. Qui, dagli anni Settanta, c’è Lo Spiedo d’Oro, minuscola trattoria di servizio per precari, lavoratori e studenti. Un punto di riferimento per la quotidianità cittadina che il venerdì sera diventa imprescindibile grazie ai suoi aperitivi, dove trova spazio anche la musica di astri conosciuti e nascenti della folta compagine partenopea. Niente di patinato, ma se volete lanciarvi nel mood locale, è perfetto: si inizia con la parmigiana di melanzane e si finisce, per dirne una, con le pasteis de nata. Tutto innaffiato da una umile Peroni, ovviamente.

Jamon

Piazza San Domenico Maggiore

jamon napoli

Piazza San Domenico Maggiore, per gran parte dell’anno, è crocevia di turisti, backpacker, studiosi e studenti. Siamo sotto lo storico Palazzo Corigliano, sede dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale – il primo istituto in Europa dove si è studiato il cinese.

Sedersi da Jamon, nato come tapas bar di chiara ispirazione iberica, in realtà si trasforma in una specie di piccola summa sociologica, visto l’ampio campionario umano che accoglie. Buona la selezione di analcolici bio, carta dei vini non striminzita ma livellata verso un costo medio di 5 euro al calice e 20-25 euro alla bottiglia, medio il livello dei cocktail. La cucina spazia appunto dalle tapas fino a proporre le “merende”: due fette di pane cafone di San Sebastiano al Vesuvio farcite con ingredienti da tutto lo stivale. Buono anche il plateau con pane cafone, burro di Normandia e scatoletta di alici del Cantabrico.

Barril

Via Fiorelli 11

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Un cocktail bar intimo, dal sapore retrò, con dei bartender di livello: Barril è uno di quei posti dove vorresti tornare spesso, nel quartiere Chiaia, con possibilità anche di fare l’aperitivo all’aperto grazie ad un bellissimo – e quasi nascosto – giardino interno.

Diversi giorni della settimana si propongono aperitivi con tematiche differenti – da quelli light a quelli vegani e vegetariani. Se non avete velleità alimentari del genere, lanciatevi alla ricerca del vostro gin preferito: Barril ne ha più di quaranta, con delle chicche artigianali che cambiano a rotazione. Prezzi nella media del quartiere Chiaia, cioè dagli 8 ai 13 euro circa.

L’Antiquario

Via Vannella Gaetani 12, Napoli

l'antiquario napoli

Siamo in zona San Pasquale, l’arteria della Napoli bene che costeggia la riviera di Chiaia, da qualche anno letteralmente invasa da baretti ed attività ristorative varie. Da tempo accreditato come uno dei cocktail bar migliori d’Italia, l’Antiquario è sempre frequentatissimo per un aperitivo o un dopocena. Formula speakeasy, sembra un luogo fermo agli anni Cinquanta.

Certo, siamo lontani dall’era del proibizionismo, ma è davvero affascinante questo luogo gestito dal bartender Alex Frezza, uno che di cocktail ne sa qualcosa. Oltre i cocktail, presenti stuzzichini salati ed una lista di bollicine. Il conto lievita facilmente, ma anche l’alcol d’altra parte.

L’Antiquario – Via Vannella Gaetani 12, Napoli

Archivio Storico

Via Alessandro Scarlatti 30

archivio storico; napoli

A Napoli abbiamo ancora qualche “problema” irrisolto con la famiglia Borbone: l’Archivio Storico, situato al Vomero ai piedi della funicolare, è un evocativo cocktail bar con raffinate proposte di cucina curate dallo chef Pasquale Palamaro, con menu che cambiano di stagione in stagione.

Presente anche una lista dei vini, cocktail analcolici ed analcolici commerciali.  Oltre alle sedute sul viale, è possibile accomodarsi nelle sale sottostanti, se non infartate (come la sottoscritta) quando l’arazzo gigante si sposta rivelando una serie di ambienti raffinati modalità Camera dei Segreti di Harry Potter. La lista cocktail presenta i più conosciuti, buoni ricordi di un Mulata Daiquiri. Prezzi che si collocano nella fascia alta dello standard napoletano, ma ne vale decisamente la pena.

Antica Cantina Sepe

Via Vergini 55

antica cantina sepe; napoli

Da qualche tempo a questa parte, la Sanità – quartiere spesso portato alla ribalta come “pericoloso” – gode di una nuova vitalità, soprattutto gastronomica e strettamente culturale. Al di là delle visite nei luoghi d’interesse – Il Palazzo dello Spagnuolo e le imperdibili Catacombe di San Gaudioso – c’è un ricco fermento gastronomico.

Prima di iniziare il vostro tour tardo pomeridiano potreste fare una sosta all’Antica Cantina Sepe, movimentatore delle nottate in questo quartiere grazie a svariate proposte ben accolte dalle autorità. Dopo, potreste approfittarne per mettervi pazientemente in fila da Concettina ai Tre Santi, oppure addentare una perfetta e femminile pizza fritta di Isabella de Cham, o ancora assaggiare i dolci della pasticceria Poppella, altrimenti potreste restare a ballare fino a notte fonda e chissene.

Baroq

Piazza Vittoria 6, Napoli

baroq napoli

Avete mai pensato di pasteggiare in una galleria d’arte? Baroq, cocktail bar e ristorante neonato nella bellissima Piazza Vittoria, nello storico Palazzo de Majo risalente al XVII secolo, ve ne dà la possibilità. Potrete sorseggiare un cocktail o un vino sotto quadri del Seicento, con esposizioni che cambiano periodicamente. Per l’apertura, avvenuta pochi mesi fa, la mostra era di Micco Spadaro, pittore del Seicento. Per chi decide di fermarsi anche a cena, la proposta è curata dal Monsù Alfonso Tubelli.

Cosa sono – o meglio erano – i monsù? Sotto epoca borbonica il Monsieur era un cuoco francese che, alla corte del Regno delle Due Sicilie, interpretava la grande cucina partenopea. Il cocktail bar è affidato ad Andrea Chiarielli e qui i cocktail diventano baroqtail. Un posto decisamente genderfluid tra arte e cucina, si deve apprezzare il genere.

Bibendum – Stanze Alcoliche

Piazza Santa Maria La Nova, Napoli

bibendum napoli

La comodità a Napoli è una cosa unica e rara: spesso, per giungere nei posti ci si deve inerpicare per belle salite e gli spazi, spesso, sono molto ridotti. Il primo merito di Bibendum è appunto la posizione, a piazza Santa Maria La Nova, con moltissimo spazio a disposizione. Così tanto che tra una birra e l’altra c’è modo di organizzare serate swing, oppure classi di flamenco e di bachata. Un posto molto carino dove trascorrere l’aperitivo in primavera e magari anche per passarci una serata disimpegnata.

Buone le selezioni di finger food. Se arrivate in orario giusto, gettate uno sguardo al bellissimo chiostro da cui prende il nome la piazza.

Enoteca Belledonne

Vico Belledonne

enoteca belledonne

Nome ben conosciuto, quello dell’Enoteca Belledonne, che prende il nome dal vicolo che la ospita – e che, forse, per un gioco della toponomastica cambierà identità prendendo il nome del compianto Luciano de Crescenzo.

L’Enoteca Belledonne a Chiaia spesso è definito il miglior wine bar di Napoli, un ibrido tra un bistrot, un wine shop ed un wine bar con una storia lunghissima che inizia negli anni Sessanta del secolo scorso. Anche qui, al netto di uno spazio interno un po’ piccolo, la vita del locale si snoda praticamente in strada. Lunga la lista dei vini con molta attenzione sulle bollicine.

Cisterna Cafè e Bistrot

Via Cisterna dell’Olio

Cisterna Cafè e Bistrot

Napoli è una città che si muove tra il visibile e l’invisibile, cioè in plein air ed il sottosuolo. Cisterna Cafè e Bistrot si trova proprio nel punto in cui – si dice – l’architetto progettò quattro cisterne sotterranee per accogliere il prezioso olio d’oliva proveniente da tutto il regno. Questo locale, spendibile a tutte le ore del giorno, vede le sue proposte declinate in chiave napoletana e risulta essere particolarmente frequentato per l’aperitivo ed il post-cinema, essendo praticamente di fronte ad una delle sale maggiormente frequentate della città. Cocktail molto classici, lista dei vini nella media cittadina ed ottima anche la possibilità di assaggiare i piatti della tradizione partenopea. Segnatevi questo, per quando verrà il momento: soffritto, cioè zuppa forte di interiora di maiale.

Avatar Nunzia Clemente Autrice recensioni Campania & more.

1 Agosto 2019

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