di Nunzia Clemente 2 Settembre 2016

Più di mille persone in coda per il primo giorno di apertura del nuovo Eataly New York, inaugurato lo scorso 11 agosto all’interno del World Trade Center, in uno dei quartieri più centrali della Grande Mela.

Un progetto costato la bellezza di 39 milioni di dollari per 13.000 metri quadrati di spazio distribuiti su tre piani e 10.000 prodotti in vendita –con orari non-stop dalle 7 del mattino a mezzanotte— per questo nuovo store newyorkese a marchio Farinetti, Bastianich (Joe), Batali (Mario), 31mo in ordine di apertura a livello internazionale e che segue di sei anni l’avvento del primo Eataly targato USA.

E sin dai primi giorni, i newyorkesi sembrano aver gradito molto la presenza di questo nuovo tempio della cucina italiana, stando anche alle 15.000 persone che si sono messe in fila per visitarlo nell’ultima settimana, così come riportato dall’agenzia di stampa americana Bloomberg.

Ma tra le migliaia di prodotti tipici e specialità italiane, ciò che contraddistingue il nuovo punto vendita è il settore bakery: il pane.

Non per nulla la squadra di panificatori è guidata da Fulvio Marino, ben noto in Italia per le farine dell’omonimo Mulino Marino e che nel nuovo Eataly ha il ruolo di coordinatore e responsabile del settore pane e lievitati.

Eataly World Trade Center, panefarinetti, marinoeataly world trade center

Ma ciò di cui i newyorkesi si sono veramente innamorati, è stata la pizza.

Ma non la rotonda e sottile pizza napoletana, troppo sottile e giudicata eccessivamente croccante per i palati newyorkesi (alcuni la definiscono addirittura “carbonizzata”, a causa delle leggere bruciacchiature a volte causate dell’elevata temperatura dei forni a legna) ma la morbida, alta, “masticosa” pizza romana in teglia. Alla Gabriele Bonci, per capirsi.

Già cotta e porzionata in golosi trancetti che non necessitano di alcuna attesa per essere degustati –e quindi adattissimi per la tipologia di clienti, sempre impegnati, residenti nel quartiere–  fa bella mostra di sé sul banco vendita, con le diverse ghiotte farciture.

Tra le versioni più gradite troviamo la “Tricolore”, con abbondante prosciutto, stracciatella, rucola e pomodori, ma anche la ricca “cinque formaggi”, oppure quella con ricotta, peperoni e salsiccia.

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I prezzi? Una trancio generoso di pizza romana costa, il più caro, $7.90, e stando ai 1800 tranci giornalieri venduti e alle code continue che si formano davanti al banco pizza, non viene certo considerato un prezzo eccessivo.

Eataly offre anche un gradito servizio di colazione per questo quartiere che si sveglia presto la mattina, con degli ottimi panini “da colazione” farciti con prosciutto di Parma, uova, fontina e altre tipiche specialità italiane. Panini che, come la pizza romana, stanno riscuotendo un successo.

Insomma, qualità e rapidità sembrano essere stati la chiave di volta per il successo fulmineo del nuovo store, e a breve sarà possibile prenotare le proprie ordinazioni tramite una apposita app, che permetterà anche di monitorare l’andamento della coda.

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Andrea Guerra, amministratore delegato di Eataly, ha detto a Bloomberg che attualmente gli Stati Uniti rappresentano il 25 per cento delle vendite internazionali, e che alla fine del prossimo anno gli Stati Uniti e l’Italia insieme rappresenteranno il 75 per cento dei ricavi totali.

“Chiuderemo il 2016 con ricavi di poco superiori ai 400.000.000 di euro”.

[Crediti | Link: Dissapore, Bloomberg]