di Nunzia Clemente 18 Febbraio 2020
Pasticceria Poppella a Napoli

Siamo in incognito alla Pasticceria Poppella a Napoli, nella sede storica della Sanità. Da qui proviene uno dei tormentoni cittadini degli ultimi anni: il fiocco di neve. La nostra recensione, tra sfogliatelle e babà, oltre ovviamente al mitico dolce. 

Alla Sanità

Del tutto simile ad un suk arabo, uscire nel quartiere Sanità di Napoli per farci la spesa (di baccalà, di succumma cioè frutta secca venduta sfusa, o di altre amenità), prendere un aperitivo, mangiare una pizza, andare a sentire un concerto in una delle decine di chiese sconsacrate, visitare le catacombe paleocristiane (dove si svolgono anche aperitivi e degustazioni di vini!) oggi fa figo, fa tendenza.

Pasticceria Poppella a NapoliPasticceria Poppella a Napoli

Un ruolo cruciale in questa svolta è rappresentanto dalle fondazioni e dalle associazioni locali che, in cordata con gli esercizi commerciali, soprattutto di tipo gastronomico, hanno “ripulito” il volto del quartiere. Basti pensare a Ciro Oliva con la sua Pizzeria Concettina ai Tre Santi, alla pizzaiola Isabella de Cham della pizzeria omonima, che propone solo fritti d’autore,all’Antica Cantina Sepe, meta di numerosissimi aperitivi.

Per quanto riguarda il lato dolce, la sua parte in questa piccola rivoluzione locale la fa la Pasticceria Poppella, storica realtà che fa capo a Ciro Scognamiglio, artefice di un grande tormentone dolciario che tiene banco a Napoli e dintorni, cioè la creazione e l’immissione nella guerra tradizionalista dolciaria napoletana di un piccolo dolcino.

Il fiocco di neve

Pasticceria Poppella a NapoliPasticceria Poppella a Napoli

All’apparenza innocuo, il fiocco di neve si è guadagnato strali di odi e reverenze: un batuffolo di pasta brioche ripieno di una crema latte “registrata”: un dolcino che anche all’apparenza mi sta molto più simpatico di sfogliatelle fritte, konosfoglia ed altro ancora. Il fiocco di neve è nient’altro che un tocchetto di pasta brioche tondo abbondantemente ripieno di una crema fatta da ricotta di pecora, zucchero, crema di latte ed “ingredienti segreti”. L’essere nato come un dolce da passeggio da mangiare in tre bocconi, il sapore decisamente piacione e goloso, il fatto di essere fermo al prezzo di cartello di un euro venduto al banco, lo ha reso un dolce irresistibile ai più.

Qualcosa da dire la Pasticceria Poppella ce l’ha. Siamo andati a vedere com’è la situazione nella sua sede alla Sanità, per provare qualche dolce, fiocchi di neve inclusi.

La pasticceria: la storia, il posto

Pasticceria Poppella a Napoli Pasticceria Poppella a Napoli

“Poppella” non è il nome dinastico della famiglia, bensì la crasi di due nomi dei nonni di Ciro Scognamiglio: Papele (da Raffaele) e Peppnella (da Giuseppina) si fondono dando vita prima a Poppnella e poi Poppella. Il sounding dolce e piacione c’è, quindi resta in famiglia e dà il nome. L’esercizio, attivo fin dagli anni Venti del ‘900, era all’origine una taralleria napoletana: abbiamo già visto come forni e panifici, a Napoli, abbiano sfornato eccellenti dinastie di pasticcieri. Dal 2005 la gestione passa direttamente a Ciro. Faccione sereno e felice, tra i suoi dolci sembra a suo agio, un po’ mattatore del tormentone dolciario degli ultimi cinque anni a Napoli.

Gli ultimi rumors parlano di circa diecimila fiocchi di neve alla settimana, distribuiti grazie ad una rete capillare anche fuori dalla città, in tutta la regione. La brioscina pop che ad un euro ha conquistato la Campania è nata proprio qui.

Da qualche anno, è attivo anche un secondo punto vendita della pasticceria, a Via Santa Brigida, a due passi da Piazza del Plebiscito, un altro successo.

Siamo capitati qui nel weekend di San Valentino: la pasticceria è tutta addobbata a tema, pendant con le decorazioni a tema frasi-di-Pino-Daniele che campeggiano per il quartiere.

Pasticceria Poppella a NapoliPasticceria Poppella a Napoli

Qualche tavolino esterno, tre all’interno, è una pasticceria prevalentemente votata all’asporto ma che non disdegna qualche colazione comoda. Lo spazio davanti al banco dei dolci è sufficiente per permettere una sosta agevole e farsi titillare le papille gustative alla vista dei dolci. Enormi è la parola giusta per descrivere la grandezza dei dolci: quelli classici napoletani (zeppole di San Giuseppe, sfogliatelle, code d’aragosta) sono davvero oversize; a questi, si accompagnano però deliziose monoporzioni di giuste dimensioni, con glasse a specchio di vario tipo.

Alla cassa c’è proprio Ciro che supervisiona, dirige, accoglie i clienti. Il servizio è efficiente, nota di merito per i servizi, situati dietro una porta a scomparsa e tenuti in perfetto ordine nonostante l’afflusso costante di persone in un tardo pomeriggio di sabato.

I dolci: prezzi e assaggi

Pasticceria Poppella a Napoli

Scegliamo di accomodarci ad uno dei tavolini interni. Fedeli ai nostri assaggi classici, scegliamo una sfogliatella riccia e frolla, un babà classico ai quali aggiungiamo due fiocchi di neve: uno classico, brioche con “crema fiocco” e l’altro nella versione “Bacio”, cioè nasprato in abbondante cioccolato, con nocciole. Insomma, una specie di Bacio Perugina.

Ci viene detto da subito che la sfogliatella riccia non è disponibile, quindi viene sostituita da due “sfogline”, cioè due sfogliatelle rice mignon. In via del tutto eccezionale, visto che per abitudine non valuto pezzi piccoli, li accetto.

Non è la prima volta che mi capita e lo interpreto come un buon segno: non siamo in una sfogliatelleria, nonostante i numeri consistenti per alcuni tipi di dolci c’è cura, molta attenzione. Poi il sold out è sold out.

Pasticceria Poppella a NapoliPasticceria Poppella a Napoli Pasticceria Poppella a Napoli

I dolci ci vengono serviti in un unico servizio, su un inusuale piatto di ardesia.

Buono il caffè (che costa 3 euro al tavolo): non particolarmente tostato, leggermente “lungo” rispetto ad altri napoletani, è una tazzina che si lascia bere facilmente come accompagnamento ai dolci. Bello il servizio: tazzina con monogramma della pasticceria e con i colori aziendali. Promosso.

La sfogliatella frolla (2 euro) è di dimensioni decisamente generose, oserei dire tra le più grandi mai assaggiate in questo panel. XL size, occupa ben più del palmo della mano, con un peso specifico generoso. Senza zucchero a velo, la temperatura di servizio è appena tiepida.

Buona la friabilità della frolla, non eccessivamente spessa, che si scioglie all’occorrenza con un ripieno davvero – ma davvero – generoso e ben distribuito nelle sue proporzioni di semolino e ricotta, con una prevalenza del sapore dolce ed acidulo di quest’ultima. Il fondo della frolla presenta dell’umidità in eccesso nel guscio: nel complesso, il morso è buono, goloso con un ripieno cremoso e decisamente ben calibrato. Non è calda, ma c’è da dire che non delude per la qualità e l’assemblaggio degli ingredienti: questa sfogliatella frolla riesce a non essere troppo penalizzata da una cottura non perfetta in alcuni punti.

Le sfogliatelle ricce mignon (1,20 euro l’una), assaggiate in via del tutto eccezionale, non deludono e questa è una bella sorpresa: la sfoglia scrocchia a dovere tra le mani e sotto i denti, lasciando le labbra leggermente unte, ugualmente ripiene in maniera generosa. Tornerò per assaggiare la versione big di questa sfogliatella.

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Delizioso è il babà classico (1,50 euro): più chiatto che lungo, brunito, con la cupola ben accentuata. Forse solo per il babà, non l’avrei servito in vaschetta di plastica, ma direttamente a parte.

L’odore è inebriante, vira di più sull’alcolico – mia velleità personale, preferisco l’alcolico alla bagna puramente zuccherina di alcuni – con la forchetta che affonda ben bene i dentini nella pasta, spugnosa e leggera. Ci ritroviamo un dolce goloso, ben eseguito, bello a vedersi, senza imperfezioni visibili, senza dubbio uno dei migliori mangiati a Napoli città.

Passo quindi ai fiocchi di neve, questo tormentone tutto napoletano da 1,5 euro il pezzo, che poi è quello che ci ha portati qui: capire questo fenomeno di isteria collettiva che da circa quattro anni fa impazzire napoletani e non, queste brioscine napoletane ripiene di “crema fiocco”.

Pasticceria Poppella a NapoliPasticceria Poppella a Napoli

Ne soppesiamo una: entra nel palmo della mano, peso specifico alto, temperatura fredda, immaginiamo per la crema. Al morso, la crema esplode praticamente ovunque ed è trattenuta dal pirottino. La pasta brioche è dolce al punto giusto, dalla buona lievitazione e dall’odore di pane dolce. La crema fiocco, cioè il ripieno, è dolce con una piacevole nota acidula. La ricotta di pecora fa il suo lavoro, insieme alla crema latte. Si avvicina un po’ al ripieno di un cannolo ed un po’ alla crema di una cheesecake. A suo modo, è geniale nella sua semplicità.

Pasticceria Poppella a Napoli

La variante del fiocco di neve al bacio, a braccetto con San Valentino, è golosa, nocciolatosa, cioccolatosa: forse un po’ troppo per i miei gusti, ma di sicuro avrà i suoi esitamatori nelle papille gustative dei napoletani, decisamente amanti del dolce-dolce.

Lo scontrino finale non è alto, tenendo conto della quantità di dolci e del relativo rincaro per il servizio al tavolo: siamo nella media cittadina. I prezzi d’asporto sono debitamente segnalati accanto ai relativi dolci al bancone. Il fiocco di neve, ad esempio, è rialzato di 0,50 centesimi.

Ad oggi sono pochi gli esempi di pasticceria napoletana “contemporanea” che riescono a coniugare un bell’ambiente, qualità nel servizio e – diciamola tutta – un’offerta accattivante, senza per questo scadere in trashate. Poppella dà buoni spunti per una pasticceria napoletana di qualità, al netto di alcune imperfezioni, con qualche guizzo di marketing (vedrete, ci saranno evoluzioni un prossimo futuro). Promosso.

Pasticceria Poppella a Napoli

Informazioni

Pasticceria Poppella

Indirizzo: Via Arena alla Sanità 29, Napoli (sede storica) // Via Santa Brigida, Napoli
Sito web: pasticceriapoppella.com
Orari di apertura: Sempre aperto, 06.00am-10.00pm
Tipo di cucina: pasticceria classica napoletana con qualche spunto contemporaneo
Ambiente: pasticceria pop
Servizio: molto efficiente ed ordinato

Voto: 3,6/5

[Foto | Nunzia Clemente per Dissapore; immagine di copertina di Pasticceria Poppella]