Pasticceria Sirica a San Giorgio a Cremano, Napoli: recensione

Siamo andati alla Pasticceria Sirica di San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli. Qui Sabatino Sirica da quattro decenni e rotti sforna dolci della tradizione napoletana e, per la cronaca, rifornisce da trent’anni il Calcio Napoli. L’abbiamo provata per voi: ecco la nostra recensione

San Giorgio a Cremano merita di passare alla storia almeno per due cose: Massimo Troisi, che a San Giorgio ci nacque, e la pizzeria dei fratelloni Salvo. Nonostante i natali illustri e una pizzeria che possiamo facilmente identificare come quella che tra le prime ha dato lezioni al mondo su come si gestisce una sala in pizzeria e di carta dei vini, San Giorgio a Cremano non ha molte altre amenità. Un paese come altri, alle porte di Napoli, collegato con la città e la famosa penisola sorrentina grazie alla Circumvesuviana, presente ad honorem tra le dieci linee ferroviarie peggiori d’Europa per ritardi e guasti.

Però, se non ci fosse stata la Circumvesuviana nella mia vita, quante cose sarebbero diverse. Tornando a San Giorgio a Cremano, la mia lista delle cose che rendono San Giorgio a Cremano Località Meritevole sale a tre: inserisco anche la Pasticceria Sirica, dell’omonimo maestro Sabatino Sirica, che dal 1976 opera nel territorio cittadino sfornando amenità della pasticceria classica napoletana ed italiana in generale.

Come ci sono arrivata qui?

  • Sabatino Sirica è da oltre trent’anni il pasticciere ufficiale del Calcio Napoli. Sì, lo so, anche a me sembrava strano: però poi mi sono fatta due conti, ho passato in rassegna tutte le comparsate dei giocatori soprattutto in pizzerie di grido e patinati ristoranti di sushi e ho deciso che non doveva sembrarmi una cosa così strampalata. Cosa che mi ha fatto sentire anche meno in colpa dopo aver ingurgitato una quantità poco consona di dolci;
  • Sabatino Sirica è originario dell’Agro-Sarnese Nocerino, terra natia anche del maestro Alfonso Pepe;
  • La sua bravura è confermata dalla folla di appassionati e passanti: un pellegrinaggio che inizia col babà, passa per la sfogliatella riccia, finisce con la frolla, come una preghiera. Nell’intermezzo, qualche pasta piccola per distrarre il palato.

A vederlo sembra un ragazzino questo signor Cavalier Sirica, nove volte su dieci lo trovi a saltellare tra il banco della pasticceria e l’attiguo laboratorio, con i capelli bianco elettrico e camice lungo da lavoro. Il fatto che sia sempre e perennemente lì è alquanto importante per quanto ci riguarda: con una percentuale molto prossima al 100% mangi un dolce supervisionato oppure fatto con le sue mani, alla faccia del “ma-quando-mangi-il-dolce-di-una-pasticceria-non-mangi-un-dolce-fatto-da-chi-ci-mette-il-nome”.

Ambiente. Mood.

L’insegna “Pasticceria Sirica dal 1976” ci dice praticamente tutto dell’ambiente in cui ci troviamo varcando la soglia. Vi dirò: non mi sarei stupita se entrando avessi sentito risuonare nell’ambiente La mia estate con te di Fred Bongusto, che girava – mi dicono – continuamente per le radio dell’epoca, decisamente carica di stucchevolezze.

L’ambiente è piccolo: c’è un solo bancone centrale, due ingressi con due tavolini – abbastanza scomodi – per appoggiarsi..pur sempre qualcosa. Una classica pasticceria d’asporto, sebbene preveda – con tutta la gentilezza del caso – la possibilità di consumare in loco i dolci serviti su salviette da bar oppure contenitori di plastica che Greta scànsate proprio.

Sulle pareti e nelle vetrinette ritroviamo un bel po’ di quel Neapolitan Sounding – in questo caso autentico – che tanto piace ancora all’estero e che qua ha un po’ perso mordente, per fortuna.

Trofei, premi conquistati, la presenza su innumerevoli guide, le maglie d’epoca dei calciatori della società partenopea, addirittura un Sabatino fatto dai maestri artigiani napoletani.

Insomma un presepe.

Non è presente un menu dei dolci da poter consultare; i preziosi sono esposti al banco e potete chiedere di volta in volta i prezzi al personale, che merita una menzione per la velocità e la cordialità.

In linea di massima si spazia dai 50 centesimi per i pezzi di pasticceria mignon ai 2,00 euro dei dolci più complessi. Non c’è – purtroppo – la caffetteria. Prevista la vendita di alcuni liquori, sia nazionali che locali, come ad esempio il famosissimo Strega di Benevento in bottiglie dal sapore vintage.

La Via Magna: Sfogliatella riccia, frolla, babà classico

Posso quasi dire di aver compiuto quaranta e rotti chilometri per mangiare in piedi lei, la sfogliatella riccia di cui tanto si parla. E, devo dire, giustamente. Grandezza e peso giusti, senza eccedere, un equilibrio sostanziale nella forma; un rigore che francamente apprezzo molto e che molto si è perso nella pasticceria classica napoletana. La sfoglia non rilascia un’untuosità eccessiva, il che la rende perfetta da mangiare, la temperatura di servizio è tiepido andante al caldo, si può procede col morso. Servita con poco zucchero al velo, serve un lavoro di denti preciso per addentare la sfoglia corpulenta e il ripieno. Non stucchevole in dolcezza, un dolce d’antan, tra le migliori sfogliatelle ricce mai mangiate, con un ripieno a grana grossa che dà una decisa soddisfazione ai voluttuosi della sfogliatella come me. E poi, vogliamo mettere il prezzo? Si piazza ad 1,20 euro: almeno di dieci centesimi al di sotto della media.

Proviamo quindi la sfogliatella frolla. Prezzo di cartello, sempre 1,20 euro; in questo caso ci viene servita con la cupola della pastafrolla un po’ crepata, cosa che col senno di poi ci rendiamo conto essere un bene. I vapori contenuti all’interno fuoriescono velocemente, dandoci una temperatura appena calda, ottima per poterla gustare. La pastafrolla di questo dolce ha un odore vanigliato, quasi da biscotto, non volgare. Accoglie bene il ripieno che qui riusciamo a gustare con maggior piacere, vista la semplicità del guscio. Si distingue meglio la percentuale pressoché prossima alla perfezione di semolina e ricotta, della giusta consistenza. Bello a vedersi anche il filetto d’arancia, che ci capita sottile e lungo.

Passiamo quindi al babà al rhum, altra prova del nove della pasticceria classica; babà che qui troviamo proposto all’ormai solito prezzo di 1,20 euro, in una vaschetta di plastica. Il babà di Sabatino Sirica è leggermente più piccolo e grazioso rispetto ad altri, la cupola è decisamente poco pronunciata ed il colore è particolarmente brunito, uniforme. Non abbiamo a disposizione forchette, quindi passiamo alla prova del dito: la pasta, alla pressione, torna facilmente elastica, rilasciando poca bagna. Segue morso: la bagna messa in maniera parsimoniosa si rivela appena più analcolica del dovuto, ma la pasta si rivela ottima, leggera, con un colore leggermente più carico dato dalle uova. In fase di espirazione, la bagna presenta la nota alcolica. Manifattura che più classica non si può.

Cabaret di dolci mignon: codina, caprese, pastiera

Un po’ demodé – in asset completo con l’ambiente circostante, mi viene da dire – qui vanno fortissimi i dolci mignon, il cosiddetto cabaret di paste piccole: il cartoccino che nelle domeniche di indecisione e morigeratezza accontentava tutti, con dei pastrocchi finto gourmet e delle perle di rara bontà. Ci ritroviamo così tra le mani una codina d’aragosta, che sarebbe una sfogliatella riccia formato mignon, con la cosa allungata e ripiena di crema diplomatica; una capresina, cioè una torta caprese in miniatura, dalla bontà celestiale. Commovente trovare qualche pepita di cioccolato fondente, mischiato qua e là con sapienza in un dolcino dal diametro poco più grande di una moneta. In ultimo, una pastierina napoletana di buona fattura tradizionale, col guscio spesso ed un ripieno dove si vede e si sente bene il grano cotto. Attendiamo di riprovare quella in versione grande. I dolci formato mignon costano 18,00 euro al chilo; i pezzi singoli devono essere pesati e si aggirano intorno ai 50 centesimi di euro l’uno (!, prezzi da prima decade del Duemila, insomma.)

Giudizio globale: la pasticceria soddisfa ampiamente le nostre aspettative di classica pasticceria napoletana, sia per quanto riguarda la fattura dei dolci, che per il servizio cordiale. Peccato sia un “semplice” locale d’asporto e non permetta ai clienti di sostare per godere di più dei dolci proposti. Dopotutto, si sa: l’artigiano ha per lo più una bottega, non una boutique; qui ci troviamo nella più classica delle botteghe.

Informazioni

Pasticceria Sirica dal 1976
Indirizzo: Via Francesco Cappiello, 55, San Giorgio a Cremano (Napoli)
Numero di telefono: 081 2551672
Orari di apertura: lunedì-sabato: 8.30 – 19,30, domenica 8.30-14.30. Chiusura il martedì.
Sito Web: https://www.pasticceriasirica.it
Tipo di cucina: pasticceria classica napoletana
Ambiente: informale
Servizio: rapido e cordiale

Voto: 4.00/5

Avatar Nunzia Clemente Autrice recensioni Campania & more.

3 Giugno 2019

commenti (1)

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  1. Avatar Luca ha detto:

    Come al solito brava Nunzia.Hai compiuto il miracolo.Una pasticceria rinomata dove il titolare e’ presente .
    Al contrario di tanti Maestri che ormai si limitano a prestare il proprio nome per dei franchising ,come se invece di gastronomia si trattasse di maglioni .
    Per la gioia dei bischeri che poi , compiaciuti , racconteranno ai loro amici di avere mangiato i dolci di Massari o le delizie di Cannavacciolo ( a caro prezzo )in anonime pasticcerie e rosticcerie “nobilitate” dal nome del telemaestro o del telescièf , mostrando estasiati l’immancabile selfie .