di Andrea Soban 17 Aprile 2012

Relegato per anni nei più fetidi fast food l’hamburger in versione gourmet è la ricetta del momento. Non per essere (auto)citazionisti, ma l’abbiamo detto tante volte che ci siam venuti a noia da soli. Un conto è dirlo, altro è compilare la lista delle 10 migliori amburgherie italiane con sconfinamenti in macellerie e mangiatoie di lusso.

Qui troverete ingredienti di qualità (carne di razza Chianina o Fassona), creatività e gusto italiano.

10. BURGHERIA, Torino.
Menu striminzito (3 hamburgher fissi, più un “protagonista” che cambia settimanalmente), birre industriali ma non troppo (Theresianer, Riegele, Franziskaner), carne orgogliosamente irlandese (la solita fassona piemontese è troppa magra, dicono). Prezzi alla portata di tutti.

9. AL MERCATO, Milano.
Ristorante e ganzissimo “burger-bar”: dall’hamburger classico a quello con il lampredotto, fino al panino vietnamita, senza farsi mancare nachos e tostada spagnola. Anche hamburgher personalizzabili ad hoc con salse e formaggi.

8. DENZEL, Milano.
Il Denzel è un’hamburgeria (nicchia) kasher (nicchia della nicchia). Si mangiano 3 tipi di hamburger: di manzo, di agnello e mista manzo/agnello (da 150, 180 e 230 grammi), accompagnati dalle Denzel chips, patate americane tagliate a sfoglia. Atmosfera gradevole e raccolta, grande cortesia, costo medio degli hamburger da 9.50 euro.

7. HAM HOLY, Milano.
La prima idea cardinale è l’iPad. Si ordina solo attraverso la tavoletta della Apple (ordine rognoso). La seconda è la carne di razza piemontese presidio Slow Food. Lo spettacolare beatburger (180gr. di carne “medium cooked”, con lardo alle erbe, funghi, flakes di caciocavallo e radicchio rosso accompagnato da una ciotolina di miele) servito nel pane fresco rallegrato da una punta di dolce costa 12 euro.

6. RISTORANTE MACELLERIA MOTTA, Bellinzago (MI).
Nell’atelier (?) di Sergio Motta, il macellaio che univa Silvio&Veronica quand’erano una coppia, vi accoglie appeso alla parete un bel culo di vacca infiocchettato. Oltre a un vincolante, nel senso che non ne farete più a meno, “Big Motta”, l’hamburger così organizzato: Pasta di salame alla brace, senape e cipollotto padellato; Tartare cruda, salsa verde e tuorlo d’uovo. Ovviamente carne cotta, misticanza e maionese al rafano.

5. TRICOLORE MONTI, Roma.
Buonissimo hamburgher di fassona piemontese nel piccolo ritrovo chic del rione Monti, multidisciplinare per vocazione (dai croissant ai corsi di cucina). Un più in alto in classifica per il pane ispirato da Franco Palermo, maestro del maggico pizzaiolo Gabriele Bonci e ghostpanettiere di mezza Roma.

4. DAMINI, Arzignano (VI).
Inoculato anche in macelleria il virus che ha trasformato il concetto di hamburger. Damini & Affini, ad Arzignano (VI) è insieme macelleria, banco dei formaggi, bottega con irresistibili scaffalature, ristorante da 30 coperti, raffinata enoteca. Specialità della casa la carne di una razza dal nome bellissimo, Limousine, che imbottisce il sublime DamBurgher.

3. LUNGARNO 23, Firenze.
In presenza di carne buona, lokescion centrale e curata, clienti diversamente carnivori sappiamo che perfino l’hamburger può essere (radical) chic. Siamo Oltrarno, e il locale va giustamente orgoglioso del suo hamburger — uno dei migliori in città — fatto con pane artigianale, e accompagnato da patate fritte e insalata. La carne proviene dall’allevamento di razza Chianina di proprietà.

2. M*BUN, Rivoli e Torino.
Fast – slow – food per eccellenza, collaudato dal 2009 a Rivoli, si è poi preso Torino con gli hamburger a chilometro zero dell’azienda agricola Scaglia. E poi ortaggi, formaggi, pane, dolci, birre artigianali e vino, tutto sempre tignosamente local. Ha avuto anche l’onore di una lettera di diffida da McDonald’s causa eccesso di somiglianza nel nome.

1. TRUSSARDI ALLA SCALA, Milano.
Al Trussardi Caffè, mangiatoia di lusso a due passi dalla Scala di Milano, lo chef Andrea Berton ha inserito nel menù il panino con l’hamburger alla (poco) modica cifra di 22 euro. Nonostante il prezzo impossibile, l’hamburger di manzo e chips di patate alla paprika è libido pura. Per la carne e per il panino, fatto lievitare solo con lievito madre.

MENZIONI D’ONORE.
In rigoroso ordine sparso. Il poetico hamburger del macellaio Dario Cecchini al Mac Dario di Panzano in Chianti. Quello di Eataly a La Granda in mezzo al Pane o il “Natural” di Cow Burger a Torino. Massimo rispetto per l’Argburgher di Genova e la Burgheria Italiana di Alba (CN). Non si possono dimenticare: l’hamburger di Fassona dell’Erba Brusca di Milano, dove altri indirizzi interesanti sono The Grill e California Bakery con il costosissimo “B.L.T.”, carne bavarese con crispy bacon e cheddar cheese a 19,00 euro. Proseguendo: Roscioli, Barrilli 66 e Pastificio Cerere a Roma, Retroburger a Cagliari, Chicburger e Lindburgers & Bottles a Napoli.

[Crediti | Immagine del Cow Burger di LeiWeb]