di Massimo Bernardi 24 Ottobre 2011

A inacidire l’ardimentosa nuova ondata del GR è stato un post di Dissapore che sotto il titolo “I curatori della guida ristoranti del Gambero Rosso devono restare anonimi” elencava le loro fotografie.

Davvero pensate che al tempo dei socialcosi l’anonimato dei curatori sia il primo argomento per lo spot di una guida?

Tuttavia, purché il confronto non degradi in un pollaio, perfino noi editor di Dissapore siamo disposti a fornire camuffamenti alle nostre riconoscibili persone. Guardate il primo video e che nessuno abbia a dubitare che l’anonimato è troppo cliché.

[Crediti | Primo video: riprese e montaggio di Lorenza Fumelli]