di Giampiero Prozzo 9 Ottobre 2010

E’ tempo di pronostici, ristoranti e gourmet attendono con trepidazione i voti delle guide per misurarsi e accapigliarsi, rispettivamente. Alla Locanda del Borgo dell’Aquapetra Resort & Spa l’attesa è palpabile, soprattutto per l’investimento economico talmente poderoso da lasciare basiti: perché proprio a Telese Terme in provincia di Benevento? Cambiamo discorso, non so come la pensate voi ma il paradosso esiste: uno chef  che lavora nel ristorante di un borgo del 1858 trasformato in esclusivo 4 stelle lusso, è avvantaggiato? Oppure i suoi menù, per quanto riusciti, sono destinati a passare in secondo piano?

Alla fine del pranzo il dubbio rimane. Nonostante la scommessa degli imprenditori napoletani che in questa terra splendida ma spesso violentata ci credono fermamente. E per realizzare il sogno anche a tavola, si sono rivolti ad Alfonso Caputo, superchef del ristorante La Taverna del Capitano di Massa Lubrense (NA), che dopo 6 mesi di consulenza ha lasciato una squadra di cucina giovane e motivata con a capo Ciro Simeoli.

La carta contempla tutto il meglio delle cose prodotte e allevate nel territorio. Ingredienti protagonisti a crudo o attraverso cotture semplici e poco invasive: si comincia con una caciottina al profumo di limone e una selezione di salumi, mozzarella e ricotta di bufala scelte con cura, tortiglioni al ragout di cinghiale selvatico con caciocavallo podolico, un bis di carni con l’agnello laticauda cotto su pietra con patate e cipollotti in agrodolce, e il maialino nero casertano con crema di patate, funghi di Cusano Mutri e cipolla caramellata.

Siamo al confine con Castelvenere, dunque si versa nel calice un gioiello dell’azienda vitivinicola I Pentri: il Kerres, piedirosso in purezza di grande fascino. Conto comprensivo di predessert, dessert e caffè intorno ai 70 euro.

Al termine, l’architetto Tartarone, colui che tredici anni prima vedendo il terreno che calpestiamo, allora brullo e desolato, aveva avuto la visione dell’Aquapetra, confessa: “Per coronare il sogno ora voglio la stella, quella stella francese che nella suite privata, dalla cupola in vetro della piscina, ancora non si scorge”.