Ad esclusione di alcuni impallinati che iniziano a fotografare la Minuta delle Vivande, che alcuni sprovveduti chiamano impropriamente e in modo gravemente inesatto “Menù”, il momento in cui ti siedi a tavola è dedicato a: 1) sciogliere il ghiaccio 2) capire dove sei finito 3) decidere cosa mangiare. Allora scorri – per la quasi totalità dei casi – tra le voci suddivise nelle classiche categorie: antipasti, primi piatti, pietanze. A volte formaggi, a volte perfino i Dessert. Nei locali dove il cibo è al centro di tutto, quelli che lo vivono nella sua accezione più nobile, la descrizione dei piatti è molto curata a volta con risultati d’involontaria comicità. Per esempio quando un semplice minestrone diventa “la nostra delizia dell’orto”.

Una moda che ha imperversato per qualche anno, a volte con intenzione sana e comprensibile, a volte pelosamente artefatta, è quella delle “carte” accessorie, quelle che vengono in accompagno alla lista dei vini, o nei varii momenti del pasto.

1. La carta delle acque. Sfizio, e va bene. Dalla gallese Ty Nant, bella soprattutto perché gallese e perché quella bella bottiglia azzura, all’acqua di ghiacciao. Devono esserci delle differenze, da qualche parte.

2. La carta degli olii. Da un lato mi sento di seguire l’idea: le sfumature dell’olio sono tali da modificare profondamente i piatti. Per questo vorrei che qualcun altro si prendesse la responsabilità di decidere quale olio è adatto a quale piatto.

3. La carta dei Sali. Una moda importata dall’America. Però l’insalata condita con il Sale Dolce di Cervia Riserva Camillone è davvero diversa.

4. La carta dei cioccolato. Una vera goloseria: un modo per finire un pasto di gran presa. Anche se il carrello di Gennaro Esposito è più evocativo…

5. La Carta dei Caffè. Mi piace, pur essendo un analfabeta integrale. Mi piace vedere quella tazza che costa come il bilancio di una media ASL, e scegliere quello più economico.

6. La Carta dei Distillati. Definitivamente obsoleta, con la legge divieto-di-tutto contro i piccoli bevitori. I grandi bevitori bevono uguale.

Propongo una legge di iniziativa popolare per racchiudere tutte le carte in una sola, che tutto quello svolazzar di fogli mi stordisce.

Perché qualche Carta me la devo essere dimenticata…

[Immagine: Altissimo Ceto]

commenti (17)

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  1. Avatar Leonardo Ciomei ha detto:

    Quella che odio di più è quella delle tisane: una conclusione del cavolo per un pranzo..

  2. Avatar Rizzo Fabiari ha detto:

    Ho in mente da anni di proporre per i grandi ristoranti l’istituzione della carta del conto finale. Per esempio, dopo una cena per due, bisognerebbe poter scegliere à la carte tra 1) 270 euro 2) 310 euro 3) 945 euro 4) 39,50 euro 5) 114 euro 6) 578 euro 7) 309 euro (quest’ultima una leggera variante del n.2).

    Penso che molti, per non fare figuracce scegliendo l’opzione 4, si sentirebbero in dovere di “ordinare” il conto finale n.1, 2 o 7…

  3. Avatar Ivan ha detto:

    Abolirei le inutilità che gonfiano infinitamente i costi senza migliorare la qualità dell’esperienza. Insomma appoggio in pieno il ragionamento fatto dal Caffarri sugli oli, vado da un grande chef perchè voglio vivere la sua cucina, se me la devo costruire da solo allora noleggio un maggiordomo.

  4. Avatar Bruno Stucchi ha detto:

    I menu di solito si leggono da destra a sinistra. Sarebbe ora che i guastasalse si adeguassero. Si stampi a sinsitra *prima* il prezzo, e *poi* a destra la descrizione. Semplifica la vita.
    Altro consiglio: evitare vocaboli o locuzioni francesi se l’ “ortogtaf” è scanchignante. Il Larousse potrebbe essere d’aiuto. Specialmente nei casi in cui la seconda lingua conosciuta è il romanesco. Zì.

    1. Avatar gianluca ha detto:

      o forse Stucchi ha qualche antenato giapponese ? 🙂

  5. Avatar Bruno Stucchi ha detto:

    Tutti scelgono in funzione del prezzo, salvo quando pagano gli altri. Poi fanno finta di niente, ma e’ cosi’, siate sinceri. Senno’, perche’ e’ obbligatorio indicare il prezzo?
    P. S. E’ l’ebraico (e l’arabo) che si scrive da destra a sinistra.

    1. Il prezzo è un paramentro importante ma se in un menù trovassi il “carpaccio di iguana morta da una settimana” a pochi euro comunque non lo ordinerei.

      Io personalmente guardo i prezzi solo quando sono indeciso su cosa sciegliere. ma se nel menù c’è un piatto che mi interessa del suo costo me ne infischio (entro parametri di prezzo ragionevoli).

      Ciao

    2. Avatar gianluca ha detto:

      dissento, completamente.
      il prezzo è importante, ma non è di certo il primo parametro. prima cerco quello che mi piace….e poi guardo il prezzo, non il contrario.

      ps: l’esempio non l’hai capito. hai mai visto un giornale giapponese? loro scrivono nel nostro stesso verso….ma la loro copertina è il nostro “retro”. hanno l’impaginazione al contrario, si legge prima la pagina di destra.

  6. Avatar Bruno Stucchi ha detto:

    Beati voi che ve ne infischiate dal prezzo. Per quello che in certi ristoranti poi si trovano spaghettini al pomodoro a 18 euro. E una carbonara a 25.

    1. E’ vero Sig. Stucchi, non ci avevo pensato, la conclusione alla quale è giunto è automatica, incontestabile ed inconfutabile.
      .
      Bravo
      .
      Ciao

    2. Avatar gianluca ha detto:

      Stucchi ma chi ha scritto che se ne infischia del prezzo?
      ho scritto “il prezzo è importante”, ma che non è il primo parametro. è ben diverso.
      Stucchi incomincio a nutrire qualche forte dubbio sulla tua capacità di capire la lingua italiana.

  7. Avatar Bruno Stucchi ha detto:

    “.. ma se nel menù c’è un piatto che mi interessa del suo costo me ne infischio…”

    1. “(entro parametri di prezzo ragionevoli).”

      ….se deve riportare il pensiero altrui lo riporti tutto….

      Ciao

      .

    2. Avatar gianluca ha detto:

      esatto.
      e poi Stucchi, tu hai detto “beati voi” rispondendo a entrambi.
      se ti riferisci a un intervento specifico, rispondi a quello, senza coinvolgermi in cose che non ho detto.
      visto che non è la prima volta, spero che non sia un vizio.
      saluti

    3. In un solo post mi trovo ad essere d’accordo con Gianluca per ben due volte.
      Dite che debba incominciare a preoccuparmi ???
      ;-))
      .
      Ciao