di The Fooders 7 Febbraio 2011

Celebrità: è quello che accomuna due ristoranti cinesi di Roma. Uno ne ha tanta, l’altro per niente, ma si chiama proprio così. Differenze? Quartieri diversi, uno è grande un decimo dell’altro e soprattutto, uno pensa (giustamente) a vendersi, l’altro molto meno. Ma almeno per oggi ci provo io a ristabilire un equilibrio. Hang Zhou, vicino Piazza Vittorio, è decisamente più famoso di Celebrità, che si scorge nella notte grazie alla fioca luce della sua insegna nel periferico quartiere di Colli Aniene.

Hang Zhou mi ha sfamato per anni, sono una dei clienti che hanno la foto con la proprietaria appesa sui muri del locale, e conosco trentenni che vi hanno messo piede per la prima volta appena dopo lo svezzamento. Vale la pena andarci, non si trovano in tutti i ristoranti cinesi di Roma piatti come i suoi: maiale con i cetrioli amari (ampalaya -Momordica charantia), manzo in salsa di ostriche, manzo in salsa d’aglio e fagioli neri, o ancora i famigerati ravioli di capodanno o gli involtini primavera crudi. Per anni sono stata accecata dai vapori provenienti da quella cucina, tanto accecata da non vedere ciò che era ad un palmo dal mio naso.

Ero convintissima del fatto che non esistesse a Roma un posto pari o migliore di Hang Zhou per mangiare cinese a prezzi da osteria ma, come tutte le volte in cui si è certi di qualcosa, pare ci sia un gusto perverso del destino nel mostrarci che ci stiamo sbagliando. Un giorno ho sentito parlare di Celebrità, di un cuoco creativo, di sapori naturali, di barba di drago. Barba di drago, avete capito bene. Almeno così in questo ristorante chiamano quegli spaghetti fatti a mano stirando e piegando l’impasto finché non si ottengono tantissimi spaghetti sottili. Così:

Tornando al nostro cuoco e ai suoi spaghetti, sembra che a Roma sia l’unico a prepararli ancora a mano, li serve in una zuppa con brodo di carne, con del manzo tagliato in pezzi molto piccoli, insieme al suo fondo di cottura, denso e ristretto, e aggiunge un po’ di coriandolo fresco alla fine.

Altre particolarità nel menù: anatra alla pechinese, servita con la sua salsa e del cipollotto fresco, e gli involtini primavera al vapore. Non mancano piatti popolari e poveri come le polpette di riso glutinoso e maiale, oppure gli Shao Mai al vapore con pollo e riso. Tutti e due sono piatti a base di riso, arricchiti dal sapore di carne, che vi si trova però in minima parte.

Altro piatto che mi ha fatto letteralmente impazzire è la lattuga in salsa di ostriche: cuori di lattuga serviti interi, irrorati abbondantemente dalla salsa di ostriche che ha sofferto nel wok, bruciacchiandosi e scoppiettando ad ogni salto sul fuoco.

Fra i dolci potete trovare alternative gustose al solito gelato fritto che campeggia comunque ai primi posti nelle ultime pagine, come gli involtini di banana e fagioli rossi, e le polpette di riso ripiene di crema al sesamo servite in un brodo caldo appena dolcificato. Si, appena, perché qui non trovate nulla di dolcissimo, tantomeno di eccessivamente sapido. Insomma se non li conoscevate già, ora avete due indirizzi romani niente male.

Non sapete quale scegliere? Provateli tutti e due addentrandovi fra i piatti più strani che trovate in carta.

Francesca Barreca.

PS: se siete scaramantici vi suggerisco di non accettare i biscotti della fortuna di Hang Zhou, li ha cambiati di recente e nell’ultimo biscotto che ho aperto c’era un fantastico biglietto con su scritto: “Lei soffrirà molto prima di trovare pace”.

Ristorante cinese Celebrità
Via Igino Giordani 53
Roma
06 4064005

Ristorante cinese Hang Zhou
Via Principe Eugenio 82
Roma
tel. 06 4872732