Cannoli Maria Grammatico

Gli abbonati al club dei tricliceridi da questa parte, grazie, siete nel vostro post. Qui si vuole assemblare un pratico indirizzario a beneficio dei vacanzieri che ormonano per i dolci siciliani—granite con brioscia, cassate terribilmente auto-punitive, gelati, cannoli, pignolate, frutta martorana da applausi a spellamano. Gente che se muore, il giornale del giorno dopo titola “colesterolo funebre”.

Granita | E’ opinione diffusa che le migliori provengano dalla parte orientale dell’isola. Quelle alla mandorla (“minnolate”) e al caffè si preparano tutto l’anno, ma orsù, lo sapete come me che son cose da turisti. Va meglio con gelsi neri, gelsomino, limone, arancio e mandarino.

Indirizzi estremamente risolutivi. Pasticceria Eden, Via Nuova Granatari – Torre Faro (Messina)‎.
Bar Roma/La granita da Aurelio, Piazza Dogana, 12 – Sciacca (Agrigento).
Pasticceria Colicchia, Via delle Arti, 6 – Trapani.
Pasticceria Minaudo, Via Gioacchino Amico, 12 – San Vito Lo Capo (Palermo
Bar Fiumara, Via Nazionale, 12 – Villafranca Tirrena (Messina).

 

Cassata | Quella di Palermo è il centro di gravità permanente ma i messinesi seguiti dai catanesi, sono meno barocchi: glassa sottile, frutta candita sì, ma in dosi omeopatiche, ricotta setacciata.

Al di là dei campanilismi ecco gli Indirizzi estremamente risolutivi.
Pasticceria Irrera, Piazza Cairoli, 12 – Messina, probabilmente oggi la migliore pasticceria siciliana.
Pasticceria Scimone, Via Imera, 8 – Palermo.
Pasticceria Costa, Via D’Annunzio, 15 – Palermo.
La Gubana, Via G. Pitrè, 141 – Palermo.

Cannoli | Come per la cassata, i gastrofanatici più aggiornati assegnano al “mad genius” messinese la versione più contemporanea, alleggerita nel ripieno, nell’involucro e meno stucchevole dei canoli palermitani.

Indirizzi estremamente risolutivi:
Pasticceria F.lli De Grazia, Via San Camillo, 1 – Messina.
Pasticceria Oscar, Via Mariano Migliaccio, 39 – Palermo
Finocchiaro 1858, Piazza Umberto I, 1 – Avola (Siracusa).

Frutta martorana | La classica pasta reale siciliana ottenuta aggiungendo zucchero e cannella a un battuto di mandorle dolci e amare, che prende le forme della frutta multicolor (molto) visibile nei mercati dell’isola: albicocche, nespole, fichi d’india, mandarino e via clonando.

Indirizzi estremamente risolutivi.
Pasticceria Macrì – Via Carini, 42 – Palermo.
Pasticceria Mazzara, Via Generale Magliocco, 19 – Palermo.
Pasticceria Cappello, Via Colonna Rotta, 68 – Palermo.

[Ispirazione: Facebook/Elisia Menduni, immagini: Flickr/PssFamily, Teresa De Masi, Flickr/New York 808, Flickr/Elle]

commenti (42)

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    1. Avatar crician ha detto:

      azz mi hai fregato sulla linea del traguardo 😉

    2. Avatar Andrea Sponzilli ha detto:

      Posto mitico e mitologico!

    3. Avatar Sashan ha detto:

      Purtroppo, da siciliano e da ottima forchetta in fatto di dolci, devo dissentire alla grande su tutta la linea dell’articolo (o quasi):
      le granite sono migliori nella Sicilia orientale e quindi… che c’entra Trapani o Sciacca? Le migliori sono fatte a Catania e Siracusa (e provincia, in special modo Avola, patria della mandorla pizzuta).
      La cassata siciliana doc è fatta solo in quel di Palermo. Messina non ha sicuramente una tradizione dolciaria simile a quella palermitana che è ineguagliabile.

      Finocchiaro di Avola…. da tempo ha cambiato gestione e chi ha rilevato il bar non utilizza le ricette antiche per realizzare i dolci (anche perchè chi ha venduto, gli eredi Finocchiaro, non gliele hanno lasciate) compresi i cannoli, che ormai non sono più quelli di una volta. Molto meglio il bar Girlando, sempre ad Avola

      Il bar Sicilia di Noto: una trappola per turisti. Granite carissime a base di una qualità di mandorla che loro chiamano di Noto, ma che in realtà non è mai esistita. Hanno coniato questo nome perchè, essendo Noto ed Avola molto vicine, c’è da sempre un forte campanilismo e, dato che Avola è famosa per la sua mandorla (vedi la “pizzuta”), anche i netini volevano rendersi famosi e soiprattutto dissociarsi da una specialità tipica del paese “nemico”. Tornando al bar Sicilia…. meglio la granita di mandarino del bar Costanzo sempre di Noto, anche se carissima.

      La granita di mandorla non è affatto per turisti. Non la si trova tutto l’anno (almeno nei bar seri) ed è la colazione tipica dei cittadini della mia città (Siracusa) quando il sole inizia a scaldare la terra. Una granita con brioche al mattino, fa godere di più di un caldo capuccino.

      Per concludere, non so se chi ha scritto l’articolo sia siciliano, però penso che non sappia bene come muoversi in Sicilia. A proposito di trigliceridi, la buona pasticceria è dannosa, ma non va assolutamente stravolta per renderla più commestibile a chi ne soffre.

    4. Avatar GAETANO ha detto:

      Carissimo Sashan

      grazie! sei un mito! sono pienamente d’accordo con te!
      vi lascio anche un consiglio da Comisano, assolutamente da provare la granita di ricotta, molto rara, prodotta da alcune gelaterie nel ragusano patria della ricotta iblea, magari guarnita con una ricca granella di mandorla “pizzuta” di Avola e scaglie di cioccolato di modica!

      ciao!

    5. Avatar zancleo ha detto:

      Dire he Messina non abbia una tradizione dolciaria paragonabile a quella palermitana significa dire una cosa che non sta né in cielo nè in terra. La pasticceria messinese è, nel peggiore dei casi, almeno tanto antica ed importante quanto quella palermitana. Per non dire, poi, che il rinomato Fiasconaro di Castelbuono (PA) rivendica, giustamente, di aver imparato a fare i dolci a Messina…

  1. Avatar alexx ha detto:

    Se la Pasticceria Irrera è la migliore della Sicilia sono contento perchè ritorno bambino (non immaginate cosa fosse fino ai ’60…
    In più: Fiasconaro a Castelbuono (anche il paese merita, è una sorpresa con quel castelletto) pasticceria, marmellate e manna!
    Per Palermo chiederò.
    Granite: a me piacciono anche da “Alfredo” – Lingua di Salina e da “Ingrid” – Stromboli, ma forse il giudizio è falsato dal trovarsi sull’orlo del mito (Costiera Amalfitana docet).
    Sulla granita a sud di Taormina ho delle perplessità (grana troppa grande). Ad ovest di Villafranca: “hic sunt leones”.

  2. Avatar crician ha detto:

    Mah capisco che Corrado Assenza rifugge da classificazioni o altro, ma non inserirlo nel post è quanto meno curioso :-O credo anzi che per chi fa o farà tappa in Sicilia per vacanze o altro sia mandatory far visita al suo Caffè Sicilia a Noto che credo sia però aperto solo dalla primavera all’autunno.

    …poi si vocifera che i cannoli di Bonajuto siano strepitosi.

    saluti

  3. Avatar simonetta ha detto:

    Credo che il caffè sicilia sia una categoria a parte, un altro campionato…”troppo sofisticato” direbbe qualche siciliano doc…
    Voglio dire, quella è una tappa obbligatoria di turisti, gourmet, siciliani curiosi di abbinamenti da sogno…non è “la mia pasticceria” quella delle paste la domenica o della colazione! per il caffè sicilia e le sue granite ci vuole concentrazione, deve essere un punto di arrivo, mai di partenza!

    Nel quotidiano, invece, giudico definitive il bar fiumara a villafranca tirrena ( messina), che aggiunge a granite e brioche, – come ciliegine sulla torta – una frescura mattutina da sogno, e poi confermo Irrera senza rivali per cannoli e cassata ma anche per cestini di pastafrolla e fragoline di bosco per le quali in stagione si potrebbe fare a botte…

    Da non sottovalutare poi, il gelato di Santo Stefano Briga, forse posto non proprio comodissimo da raggiungere ma se si accoppia una visita alle cantine Palari…

  4. Avatar Piermario ha detto:

    Dire che la granita di mandorla sia roba da turisti mi sembra decisamente un azzardo (a meno che non ci si riferisca a un prodotto scadente fatto usando come base l’inquietante ‘panetto’ del supermercato). Magari prima sarebbe da provare proprio quella del Caffè Sicilia (di stile tradizionale, quindi meno ‘cremosa’ di quella oggi in voga) o qualche realizzazione dalle parti di Acireale (Ct), che è una delle capitali di questa specialità…
    Quanto al resto, confermerei la segnalazione di Irrera, dove andrei a provare granite e cremolate di scuola messinese (inarrivabile, in stagione, quella di fragoline, con una immancabile, generosa cucchiaiata di panna), e la ‘dritta’ sui cannoli di Bonajuto, rigorosamente riempiti al momento (ma che diversamente da quando avviene – o dovrebbe avvenire – nel resto della Sicilia, il visitatore troverà però ripieni di ricotta vaccina).

    1. Avatar Andrea Sponzilli ha detto:

      Effettivamente, sulla scorta della mia esperienza seppur limitata, anche io penso che definire da turista la granita di mandorla sia una eresia: ho una conoscente di Acireale che mi ha introdotto alla mitica colazione composta da granita di mandorla con un pochino di granita di caffè sopra e brioche “con la palla”… ricordo che guardandomi intorno nei vari bar effettivamente quello era il breakfast-trend locale.

    2. Avatar Antonio Scuteri ha detto:

      In effetti è un’uscita che non si è capita

      Io sono calabrese di nascita e siciliano di adozione, e fin da quando sono bambino, in entrambe le regioni, le granite di mandorla e di caffé le ho mangiate e viste mangiare da parenti e amici, molto più delle altre citate. Mai, ma proprio mai, ho sentito dire che siano “da turisti”

      Approfitto anche per segnalare la Pasticceria Caprice di Palazzolo Acreide: cannoli da competizione

  5. Avatar gianfranco truglio ha detto:

    Vorrei sottolineare da buon siculo-orientale che la granita alla mandorla ben fatta, magari con mandorla pizzuta di Avola appena abbrustolita è sempre la regina delle granite. Più turistiche e “trendy”siuramente mandarino, arancio e gelsomino.
    I gelsi neri, appena raccolti da luglio in poi sono sicuramente un must!

    Tra gli indirizzi proposti, avrei grandi problemi a segnalarne uno nel catanese (e non è campanilismo), vista la media molto alta generale… ma sicuramente segnalerei anche nella sezione “Granite” il Bar Finocchiaro di Avola (profeta in patria) e per la “Frutta Martorana” sicuramente il Bar Savia (… non solo arancini!!)… di Catania.

    Il termine minnulata, è diventato sinonimo di tutti i tipi di granite, proprio perchè la mandorla è la madre di tutti i gusti.
    Concedetevi anche il piacere di gustarla ” panna sopra e sotto”… se avete fatto trenta… fate trentuno!!!

    Baciamolemani..Elisia, Massimo e a tutti gli amici di Dissapore.

  6. Avatar simonetta ha detto:

    Ah, certo, granita di mandorla “macchiata di caffe” o gelsi neri e limone sono un classico della colazione dei siciliani…altro che turisti!

    Mandarino, arancio gelsomino(??) quelle sì sono roba da turisti!

    1. Avatar GAETANO ha detto:

      gelsomino da turisti? secondo me ognuno si fa un idea in base a come viene abituato da piccolo e a dove cresce! io la granita di gelsomino me la ricordo da piccinino ed ora non riesco più a trovarla! secondo me quasi ogni paese in sicilia può vantare una granita tipica locale e non è detto che quella che fanno nel paese accanto sia da turisti!

  7. Avatar Andrea Sponzilli ha detto:

    Che mi dite di quel locale di Salina e rinomato nelle Eolie (Alfredo?) che si dice faccia delle super-granite?
    Io le ho assaggiata, mi sono piaciute, ma quelle del catanese sicuramente le ho preferite… ma ripeto non ho un granchè di esperienza!

  8. Avatar fabrizio de luca ha detto:

    Ho un grandissimo ricordo della pasticceria/rosticceria Alba a Palermo.

  9. Avatar alessandro bocchetti ha detto:

    sarà stato un viaggio in Sicilia di un mese meraviglioso, sarà che ero un poco più giovane sarà quel che volete, ma io ricordo solo due indirizzi che mi folgorarono: il caffè sicilia di Noto e Maria Grammatico ad Erice… Un sogno.
    dopo ho scoperto chi era Assenza, l’ho conosciuto e apprezzato appieno… ma da Maria Grammatico non sono mai tornato, ma ho un ricordo struggente delle sue cassate…
    ciao A