di Massimo Bernardi 11 Marzo 2011

Cenare al ristorante con un bel giro di amici è divertente. Sapete cosa non diverte? Capire chi ha mangiato cosa quando arriva il conto — specie se Jade, per dire, ha preso solo la battuta di fassona piemontese a 22 € e l’insalata col caprino a 10, mentre Antonio ha ordinato il Grand Plateau di ostriche da 60 € (ERANO BELON DU BELON, CHIARO?!), epperò Tommaso e Silvia si sono scolati insieme 6 bottiglie di Super Baladin rispetto a Mario che ha bevuto un solo bicchiere di Birra del Borgo alla spina, così, probabilmente Tommaso e Silvia devono più di qualunque altro amico, perché le bottiglie di super Baladin andavano a 14 € l’una (DICE IL SOMMELIER CHE HANNO NOTE CARAMELLATE E SENTORI FRUTTATI, CHIARO?), ma Sara sostiene di dover pagare meno dal momento che ha skippato l’antipasto, anche se si è sparata metà polpette di baccalà che erano per tutti, cosa non proprio educatissima, e tutto il gruppo di amici ha studiato in qualche stupida facoltà tipo scienza della comunicazione, così nessuno sa fare i conti sul serio ma questo al cameriere, che ci sta guardando come se volesse colpirci con il forchettone da insalata, non interessa. Perché mai non sarò rimasto sul divano di casa a sgranocchiare la pizza ordinata al telefono e a guardare il Dr House? E insomma, dividere il conto al ristorante è stressante. Ma ecco come afforntare la situazione.

Se avete meno di 30 anni (e forse frequentate Scienze della comunicazione, e forse vivete ancora a casa dei vostri genitori).

Ci sono molte probabilità che siate poveri, perciò è okay guardare bene il conto e stabilire con precisione quanto dovete per le cose mangiate e bevute, aggiungendo servizio, coperto e mance. Qualcuno cercherà di dividere il conto in parti uguali perché è noioso calcolare che Lidia deve 32 euro mentre Stefano 40 o quel che l’è, e gli 8 euro di differenza sono per l’aperitivo che uno dei due non ha consumato. Per cui, ognuno paga il suo, che è meglio.

Invece, non è per niente okay essere quello che ha preso l’antipasto da 10 euro e un primo da 20 e scuce 30 euro sperando che nessuno se ne accorga. Occhio, gli altri se ne accorgono! Non fate così. Tutti odiano chi fa così. (“Perché è sempre la stessa persona che si comporta così?”). Bisogna pagare coperto e servizio, in certi posti non proprio irrilevanti, vuoi davvero che i tuoi amici ti detestino per il coperto e servizio? Qualcuno ha anche pagato la torta che hai mangiato a fine cena, o lo champagne, e un po’ di mancia per il cameriere la vogliamo considerare? Se non avete il contante, tirate fuori la carta di credito, essù.

(Odio generalizzare o essere sessista, ma più sono giovani e carine più le ragazze ci provano, lo avete notato? “Oh cielo, mi accorgo adesso che sono a corto di soldi”, evvai col sorriso killer. Mi fa piacere che tu abbia un magnifico sorriso, davvero, ma non dormiano neanche insieme, perché dovrei pagare per te? Le altre amiche meno carine manco ci provano; sono più civili, capiscono che non tutto nella vità viene servito su un piatto d’argento. Ecco perché dovrebbe esistere un test di comportamento obbligatorio per le giovani ragazze carine che cenano con dei trentenni provenienti da scienza della comunicazione che forse vivono ancora a casa dei genitori. No, davvero, possiamo affermare in tutta onestà che esiste qualche sub-specie del genere umano più maleducata di una giovane ragazza carina? Penso di no).

Oh, e se non avete il contante con voi — cosa che può succedere perché abbiamo detto che siete poveri — dovreste chiedere al cameriere di prelevare somme differenti da ogni carta di credito. E lasciate una buona mancia, per chi la deve fare non è una cosa divertente. Se avete meno di 30 anni ma non siete poveri, perché di cognome fate Moratti e non vi sentite ridicoli nel chiedere all’architetto una casa à la Batman, e insomma, a fine mese ammucchiate 10 volte i vostri coetanei, ogni tanto pagatelo voi il conto, gli amici apprezzeranno.

Se avete più di 30 anni.

Non bevi come i tuoi commensali? (Nel senso che scoli meno bionde del Birrificio Ducale). Il tuo piatto di pasta costava la metà della quaglia ripiena con polenta bianca? Non hai preso la crème brûlée? Mi dispiace, non te l’ha ordinato il medico di essere astemio, e di non prendere la quaglia o il dolce, tu furbetto. Quando decidi di andare a cena con gli amici, implicitamente sottoscrivi il seguente contratto pubblico: “Io, (il tuo nome), accetto di pagare la mia parte calcolandola come segue: Costo totale diviso per il numero di commesali, a prescindere da chi ha preso cosa e quanto. Accetto altresì di non lamentarmi pubblicamente di questo metodo nonostante sia rimasto un po’ fregato, perché in futuro mi capiterà di pagare considerevolmente meno per le cose mangiate e bevute. E’ la legge della compensazione, tipo le decisioni degli arbitri nelle partite di calcio. In sincerità, (la tua firma)”.

Sicuro, esistono delle eccezioni — del tipo che arrivi in ritardo e prendi solo un bicchiere di vino — e comunque, anche se nessuno si aspetta che paghi la stessa quota degli altri, anche in questo caso è educato mettere in tavola del contante.

Ora, il lettore neutrale potrebbe credere che in questo scenario tu sia incentivato a strafogarti e a bere irresponsabilmente, visto che non tutti gli altri faranno altrettanto. Con il risultato di pagare meno di quanto effettivamente devi. Il che significa comportarsi come un bandito sovvenzionato dagli amici fessacchiotti. Bene! Chi si comporta così, da stronzo temrario, alla fine vince sempre. alemo fino a a quando trova amici disposti a sopportarlo.

A questo punto, allora, avvicinatevi da soli al bancone del bar, e ordinate un bicchiere di pregiato rum cubano da 25 euro. In pratica, è gratis!

[Crediti | Immagine: Twisted colloquium, ispirazione: geolocalizzato da The Awl]