di Massimo Bernardi 29 Luglio 2010

La parola del giorno è “No-Show“. “No Show” definisce l’irrisolto rapporto dell’italiano con il suo ristorante, o meglio, con quello che avrebbe dovuto essere il suo ristorante. Mi spiego. Prenotano per 8: “ci vediamo sabato prossimo alle 21”. Da gestore ammodo quale sei prendi il numero di telefono e il giorno prima dell’ora X chiami per la conferma. Nel frattempo, le emozioni sono sollecitate fino al limite, continuamente: “verranno… non verranno”. Fai calcoli e congetture: “i 6 li metto qui, gli 8 lì”, uff… la tensione è forte.

Sabato alle 21 gli 8 non vengono. E (magari) 16 hanno disdetto all’ultimo minuto. Incazzatura irriferibile ma solita espressione cortese, eh sì, il cliente è il cliente. A fine serata ci pensi sù: cosa m’invento per risolvere il problema del no-show che ogni settimana si porta via il 20% dei coperti?

Non prendo più prenotazioni? Chiedo il numero di carta di credito e applico una penale? Voi cosa fate? O cosa non avete il coraggio di fare che invece andrebbe fatto?

[Immagine: Facebook/Fabio Capacchione]