di Prisca Sacchetti 9 Settembre 2011

A leggere Dissapore in questi giorni sembra che la strada per l’inferno sia lastricata di ristoranti rumorosi, pieni di ficcanasi fracassoni brandenti cellulari come terminazioni nervose colpite da scariche elettriche, coadiuvati da camerieri zoticoni che interrompono dialoghi per il solo gusto di imporre la sequenza giusta dei formaggi. Eh, io lo so cos’è successo: siamo tutti un po’ più poveri, il numero massimo di buoni “stasera ceno al ristorante” che possiamo spendere si è assottigliato, mentre è aumentato il controvalore richiesto ai ristoranti per i soldi che spendiamo.

Bene, se è di questo che abbiamo bisogno non lasciamo le cose in sospeso, sputiamo il rospo e non se ne parli più.

Cosa rovina definitivamente l’atmosfera quando andiamo al ristorante?

Bambini piangenti.
Genitori di bambini piangenti (forse ciechi e sordi).
Musica troppo alta.
Musica di Giovanni Allevi.
I tavoli vicino all’ingresso.
I tavoli vicini al gabinetto.
I tavoli vicino al forno.
Sale prive dello spazio necessario per muoversi tra i tavoli senza rompere l’anima ai vicini.
Telefoni cellulari
Vicini di tavolo che usano i telefoni cellulari come fossero in riunione nel loro ufficio.
Camerieri inopportuni.
Camerieri che interrompono clienti tipo processo sequenziale comunicando utilizzime info: “Hem, scusate, volevo spiegarvi come lo chef consiglia di mangiare questo piatto”.
E mettiamoci anche i locali che pretendono di essere pagati subito dopo l’ordine.

Io ho finito.

[Crediti | Dissapore, immagine: Jezebel]