Scrivere alle 9:07 un succinto riassunto della lettura appena conclusa sapendo che il genere umano ti farà il muso. Perché stai rielaborando quella volta che Valerio M. Visintin, reporter dai ristoranti del Corriere della Sera, si è trovato male/ha mangiato male al Clandestino della Maison Moschino di Milano, che poi sarebbe come dire dallo chef unmitounaleggenda Moreno Cedroni. Così tutti ti faranno una scenata ricordando la volta che hai raccontato precisamente come è andata a te (posto diverso, stesso chef). E allora spergiurerai che non è lesa maestà, che non sei malato di polemica, che non vuoi sputtanare qualcuno perché stavolta invece di due lettori ne fai tre. Ma il mondo metterà il muso comunque, anche se hai solo cucito insieme pezzetti altrui.

«Ci ritroviamo in una stanzetta infelice con marmo da ufficio al pavimento, luci da sala d’aspetto e tavoli senza tovaglia», «pur disponendo di tutti quei chilometri quadrati, il signor Cedroni è stato relegato ai margini del lusso, in stato, per l’appunto, di clandestinità», «Impagliato in un abito da gangster, Savio Bina, il direttore, ci porge il menu», «scopriremo che non indossa una maschera di porcellana solo quando, sul finire della serata, incresperà le labbra in un fievole sorriso», «l’intera macchina del servizio scricchiola, mostrando ritardi e impacci, con camerieri spaesati che paiono in piena crisi esistenziale», «Anche la cucina riserverà ammanchi, unica ordinazione all’altezza delle aspettative è ‘il gioco del tonno’», «Collosetta la polentina con frutti di mare crudi e cotti», «Azzerato il gusto della ricciola dal mordente impatto con l’ananas», «Da bocciare i paccheri con ricotta e verdure, sui quali pesa l’aggravante di una cottura insufficiente, pretesa forse per ammantare d’autorialità un piatto concettualmente debole», «Quanto ai dolci, sono il vertice rovescio della cena», «gelati che si liquefanno dopo mezzo minuto e un tiramisù che mi ha ricordato le festicciole delle medie».

Chiaro che prima di tirare le cuoia mangerò al Clandestino di Milano. Chiaro che il quoziente: “come è andata a voi che ci siete già stati” mi interessa moltissimo. Qui non è questione di “caduta degli dei”. Si devono sempre giustificare 60/80 euro pagati da Visintin con “disappunto” per la “cocente delusione”. Che il dio di tutti i gastrofanatici mi protegga dal muso degli amici.

[Fonti: Mangiare a Milano, immagini: Maison Moschino]

commenti (50)

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  1. Avatar eggi ha detto:

    due appunti.
    il primo é che Visentin, quando ti serve ‘la testa di un ristorante’ la sistema su un vassoio d’argento cesellato a mano portato da Clarissa Miller
    il secondo é che se dovesse fare una lista dei ristoranti in cui ‘ha mangiato bene’, in un foglio A4 resta anche lo spazio per la pubblicità

    1. Avatar Antonio Scuteri ha detto:

      Infatti la cosa che mi ha meravigliato di più è stata che almeno un piatto gli sia piaciuto 😀

      Comunque di una involuzione cedroniana si parla da tempo, a tutti i livelli…

  2. Avatar costanzo angelini ha detto:

    non so se prima fosse veramente un critico, adesso è sicuramente un opinionista. occhio, perchè andando avanti così si finisce per diventare tronisti.

    1. Avatar costanzo angelini ha detto:

      vero. e siccome lo fa anche in modo divertente, spero che da opinionista -visto che il critico ormai ce lo siamo perso- non diventi tronista, ma definitivamente scrittore.

    2. Avatar Leonardo Ciomei ha detto:

      Anche Goebbels non scriveva male… 😉

    3. Avatar costanzo angelini ha detto:

      comunque, ‘sto visintin, pieno di amici. che culo!

    4. Avatar Arcangelo Dandini ha detto:

      :-))) Bellissima questa!!!

  3. Avatar l'uomo della strada ha detto:

    al netto della cena, la mia giacca buona ha fatto un figurone


    levandomi un dubbio generato dal percepire senza sapere,
    certo che l’intimista Visintin ne lascia passare manco uno, di passaggi a vuoto ai risto che visita! E confesso pure che, a me lettore qualsiasi, il suo sembra tanto giornalismo: a maggior ragione quando i ristoratori milanesi e i suoi colleghi critici lo tacciano (riassumendo) di populismo, il mio unico dubbio qual è…

    Enrico Bertolino se la cava alla bell’e meglio, fa quello che può ma Glob ha un difetto di cultura. Nella storia della Rai, fino agli anni Settanta, c’è sempre stato uno scambio tra cultura alta e cultura di massa, e molto spesso la seconda si è nutrita della ricchezza della prima. Nell’ultimo trentennio questo scambio è stato interrotto in nome dell’audience, di grossolani malintesi sul concetto di cultura popolare e dall’egemonia dei partiti. La tv non si fida più degli esperti, si fida dei Bertolino.

    Aldo Grasso, corsera.it

    venendo al punto
    anche Allan Bay, credo di ricordare, era sostanzialmente inviso ai ristoratori milanesi: Bay che però mi ha sempre dato l’impressione di interessarsi davvero tanto all’enogastro in genere, Visintin altrettanto o recensisce più a pelle e a ragione lo percepisco intimista?

  4. le luci del clandestino sono imbarazzanti e l’ambiente raggelante, ma entro giugno cambierà tutto nel segno di guzzini. da rivedere e giudicare di nuovo insomma
    sul cibo io posso solo inchinarmi a moreno, poi c’è chi è contento di gigi il puzzone 10 euro, grappino compreso, e pacca finale sulla spalla e allora il problema non è mio
    oloap

  5. Visentin mi ricorda il CRETINO, ovvero IO 4 anni fa che mi permettevo di criticare ed offendere persone che lavoravano dando il massimo, mortificandole con definizioni ad effetto stile “tiramisù da festicciola delle medie” quando è palese che Visentin è rimasto a giocare all’asilo NIDO e non alle medie e lo vedo spesso schizzare acqua con la paperella con il mio bimbo Gabriele di due anni.
    IO ho cambiato stile e mestiere forse perchè ho troppo rispetto per chi lavora, dopo aver conosciuto tante brave persone che se commettevano errori non era certo per volontà e spesso neppure per colpa direttamente a LORO attribuibile. Inviterei Visentin ad uscire da Milano forse troppo stressante per i topi da tastiera come lui ed a rilassarsi da qualche parte.

    Questo modo di fare “critica” a mio modo di vedere è morto e sepolto (condivisibile solo dalle stesse persone che in caso di incidente stradale come avvoltoi si fermano 20 minuti fianco ambulanza a scrutare le disgrazie degli altri) , quanto lo stile autocelebrativo da mestrino con la penna rossa “cottura insufficiente sui paccheri” per chi per te ? Forse. Ma chi sei , ma dove vai ? ma dove ti lanci ?

    Rispetto per chi LAVORA sul SERIO Grazie!

    Tmrt.

    p.s. Scusate e adesso torno al mio pranzo.

    1. Avatar Cris ha detto:

      Esulando dal caso specifico, prendiamo un critico cinematografico: costui/costei non potrebbe criticare un film in quanto regista, attori, sceneggiatori, ecc.. vi hanno lavorato per mesi, magari sgobbando 15 ore al giorno??? Questa cosa non la capisco. Capisco contestare i modi, i toni, lo stile, ecc.. (e ripeto stacchiamoci un attimo da Visintin, al quale sembra non andare bene nulla) ma adesso cosa si deve fare, nemmeno esprimere un disappunto se si cena non bene in un certo locale????

    2. Avatar gianni ha detto:

      Complimenti VG, dopo questa marchetta pro ristoratori puoi
      star certo di riempirti il cofano della vettura.

    3. Avatar Deckart ha detto:

      > Questo modo di fare “critica” a mio modo di vedere è morto e sepolto

      Suppongo tu ritenga che nel 21° secolo la “critica” si faccia scrivendo lodi di ristoratori che non sono troppo attenti a chiedere il conto o che siano generosi coi resti. Suppongo, eh.

      > quanto lo stile autocelebrativo da mestrino con la penna rossa

      Immagino tu ritenga che, sempre nel 21° secolo, lo stile migliore sia quello becero e lecchino di certi brutti siti di critica/pubblicità enogastronomica che millantano ceti. Sempre immagino, eh.

      > Rispetto per chi LAVORA sul SERIO Grazie!

      Dove? dove?!

    4. Avatar Cris ha detto:

      Si va da un estremo all’altro purtroppo, non c’è niente da fare. D’altra parte quando VG ha criticato qualcuno (es. Gennarino) si è preso una barca di critiche a sua volta, o sbaglio?

    5. Avatar Axel70 ha detto:

      VG hai perso un’occasione per stare zitto.

      Parli tu che ti “sintonizzi” su un ristornate solo se mangi a scrocco.

      Fai pena.

    6. Avatar Axel70 ha detto:

      Bene, allora visto che tu e Visintin fate due mestirei diversi, anzi opposti, dovresti astenerti a qualsiasi commento su di lui.

    7. Avatar didodonado ha detto:

      Da quando decidi tu chi può esprimere opinioni e chi no? Mi sembra che ci sia ancora libertà di parola in questo Paese… Su questo blog non lo so, visti i toni

  6. Pero’ mi diverte leggere quanto sia sfigato…non gliene va mai bene una, per me ormai lo riconoscono e vanno in panico 🙂
    spesso e’ scrittore ironico e “sopra le righe” e, come detto da altri, non e’ poco, ma la “critica” a me intriga.
    Devo dire la verità, non avevo alcun interesse ad andarci, ma un pizzico di curiosità m’e’ venuto.
    Forse, sotto sotto, non e’ un male…

  7. Avatar Chefclaude ha detto:

    Indubbiamente scrive bene: ma gioca troppo a compiacere il lettore (un certo tipo di lettore), a strappare la risata, a far sentire anche il comune idiota meno idiota.
    Finché non va sul personale, non è offensivo; si deve lasciare ad ognuno la libertà di scrivere dei piatti quello che vuole, senza tirare sempre in ballo ‘sto fumoso “rispetto per chi lavora”, dissociato dal rispetto per chi spende, mangia e consuma, e lavora pure lui per darti soldi e attenzione.
    Personalmente però preferisco delle recensioni la parte che mi fa sentire più cretino, come lettore: perché magari leggendole mi accorgo di aver fatto un passo in avanti involontario per capire chi è tizio, o caio, il suo modo di lavorare, la sua evoluzione, la sua involuzione, ecc., e inserisco il tutto in un mio quadro un po’ personale dove le macchiette lasciano il tempo che trovano, e dove sono quasi sempre io in difetto di conoscenza.

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Mi sembra una considerazione interessante. E’ vero che bisogna avere rispetto per chi lavora, ma bisogna anche aver rispetto per i soldi (spesso non pochi) necessari per pagare certi conti (salati). Anche chi paga il conto è un lavoratore (oddio, almeno in teoria) che ha sudato per guadagnare quanto impiega per pagare il conto.

  8. Avatar il teorico ha detto:

    cedroni – clandestino milano – moschino – abito – guzzanti – festival di cannes – draquila – successo – stroncatura globale – ci penZo io – corriere

    1. Avatar Deckart ha detto:

      l’aquila è nel nido
      Ripeto, l’aquila è nel nido.

      (codice per codice…)

  9. Avatar luca ha detto:

    sono anni ormai che vg scrive bene di tutti…ahimè non leggo più nemmeno il suo sito, che ormai ha aggiornamenti troppo poco frequenti.

    1. Pensa che voleva scrivere un pezzo anche su di me.
      Gli ho detto che non sono adatto come supporto da scrittura.

      Ha mormorato qualcosa, ma non ho capito bene…

    2. Avatar Ivan ha detto:

      Al VG il concetto di conflitto di interessi gli fa un baffo.