di Giampiero Prozzo 20 Luglio 2011
Villa Assunta

La prima cosa che incontro appena risalgo dal parcheggio avvicinandomi al prato, curatissimo e sconfinato, sono gli occhi di Gino Sorbillo, il fantapizzaiolo di via dei Tribunali, a Napoli. Poi allargo lo sguardo e accanto scorgo Mirko Balzano, chef del ristorante Villa Assunta a Mirabella Eclano (AV). La strana coppia è in penombra intorno ad un tavolo alle prese con fogli e pennarelli colorati, disegnano, confabulano, scherzano come due bambini. In due superano di poco i sessantanni, e a me basta quel secondo rubato alla preparazione della scaletta per capire che stasera ci divertiremo.

A fuochi spenti la recupero, il flash la illumina per un attimo e potrebbe anche essere l’unica fotografia della serata perché lì, in quei due A4, c’è tutta la filosofia di questo incontro in terra di Taurasi, nella masseria ottocentesca restaurata dalla famiglia Guarino e oggi sede del ristorante Villa Assunta.

Pizza d’autore dunque con i DICIOTTO chili di pasta “made in Sorbillo” arricchiti dai sapori irpini in esposizione come gioielli sul lungo tavolaccio all’ingresso. La pala entra ed esce tra le fiamme mentre lentamente arrivano gli ospiti, subito conquistati dalla furia del grande (in ogni senso) Mario Carrabs da Gesualdo, il “pusher” di salumi più quotato del web. Chi ha avuto il piacere di conoscerlo sa cosa aspettarsi: per tutta la serata è instancabile, incita col vocione, affabula coi racconti, amoreggia con le sue creature, capicollo, salsiccia stagionale irpina, lombo e guanciale tradizionale gesualdino affinato in Aglianico, “una tecnica di conservazione primitiva e naturale” come ribadisce ad ogni assaggio.

Tra un’infornata e l’altra (spettacolari le pizze burrata e rucola selvatica e mozzarella, peperone crusco e salsiccia) mi aggiro per le sale interne, stasera vuote, e la cantina, giovane ma già forte di 200 etichette, poi curiosando in cucina “rubo” una anteprima delle fritture in uscita e della zuppa di cipolle di Montoro in preparazione. Con la coda dell’occhio intravedo il baffone di Mimmo del caseificio “Il casolare” di Alvignano e prima che le trecce di mozzarella invadano i piatti ho giusto il tempo di un boccale di Saint John’s, la prima birra artigianale del Sannio, dovuta alla passione dei due fratelli Di Lunardo, britannici di nascita ma con il cuore a Faicchio.

Quando si comincia a malincuore a guardare l’orologio, ecco gli ultimi fuochi d’artificio: prima evocando provocatoriamente il fastfood con il mini amburgher di crudo di vitello, pomodoro di Sorrento e maionese all’olio extravergine Ogliarola (entreè estiva dello chef Balzano attualmente in carta al Villa Assunta) e poi botto finale con la bellissima “tortapizza” dei maestri pasticcieri della torteria Geck’o di Avellino.

Foto di gruppo finale in allegria e poi tutti a casa con il solo rammarico che, alla vigilia della presentazione della guida dei “Mesali”, l’associazione di ristoratori nata per promovuere gli incanti di questa terra, nessuno abbia ritenuto di partecipare.

Il modello spagnolo è ancora molto lontano…

[Crediti | Link: Gino Sorbillo, Villa Assunta, Mario Carrabs, Saint John’s, Geck’o. Immagini: Giampiero Prozzo]