di Stefano Caffarri 29 Settembre 2009

Nicola CavallaroNicola Cavallaro, chef ancor giovine nell’Italia in cui si è giovani fino a 45 anni, ha deciso di ripercorrere in senso inverso la fuga dalla città. Intendo: un’ ancora di salvezza per i forzati del week end, spesso costretti in anguste tabelle di marcia che lasciano poco spazio alla convivialità della Domenica a Mezzogiorno. Dunque abolisce il temibile brunch, attribuisce forza e vigore alla Domenica tra di noi. Redige un Menù dedicato, ricco di piatti ritrovati, rinnovati nell’architettura e soprattutto nella componentistica: solo prodotti di vertice ricomposti in piatti semplici, piatti di prodotto.

E, visto che abbiamo attraversato l’estate dei conti che diventan contesse, li propone con una formula che gli avventori dei ristoranti italiani – indigeni e forestieri che siano – invocano a gran voce dai tempi dei tempi: tutto chiaro, tutto incluso. Tutto-tutto, acqua, caffè e l’urticante coperto spariscono dal conto, leviamo alti alleluja. E per colmo di avventura, i bimbi fino ad 8 anni, non pagano, come vuole l’ultima ricetta anti-crisi. Così la finiremo di sentire al tavolo accanto la Famosa Domanda: “Wots Koperto? We didnt order any Koperto”

Gli chiedo com’è andata Domenica 27,  il primo giorno: sold out. Contenute le richieste di deroghe & variazioni, gran lavorìo di mandibole dei Piccoli Esseri Umani, che han fatto fuori il Menù intero.
Dunque, signori, si può. Si può recuperare un valore tradizionale senza trasformarlo in una mesta rievocazione plastificata. Si può presentare un conto senza orpelli e balzelli. Si può offrire buona ristorazione a 38 europei. E si può riempire un ristorante in città, la Domenica a pranzo, senza sprofondare in burrosità nazionalpopolari. Viva!

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Il pranzo della domenica
Nicola Cavallaro al San Cristoforo
Via Lodovico il Moro 11, Milano
02.89126060

www.nicolacavallaro.it
Degustazione “Il Pranzo della Domenica” – 4 piatti, acqua, caffè 38€
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