di Prisca Sacchetti 24 Aprile 2012

Le cose succedono sempre due volte: la prima, e poi la seconda come gaffe di Formigoni. “Nessuno di voi ha mai fatto vacanze di gruppo?” chiedeva sbalordito il Governatore settimana scorsa. “Quando si fanno vacanze di gruppo cosa succede, uno si fa carico dei biglietti, l’altro del pagamento dell’albergo, il terzo paga le escursioni, il quarto i ristoranti, poi a fine vacanza si tirano i conti ed eventualmente si conguaglia“. Gli italiani non hanno apprezzato i consigli (eufemismo), masochisti sì però c’è un limite a tutto. Ma se dai sassi nasce un fiore, come si dice, perché non usare l’assist di Formigoni per risolvere l’eterno dilemma: come si divide il conto al ristorante?

Il tema è un classico, direi quasi un Dissapore Classic, ma con un weekend lungo alle porte, torna d’attualità. Allora facciamo quelli creativi che producono e smistano soluzioni. Tempo fa dicevamo:

“Cenare al ristorante con un bel giro di amici è divertente. Sapete cosa non diverte? Capire chi ha mangiato cosa quando arriva il conto — specie se Jade, per dire, ha preso solo la battuta di fassona piemontese a 22 € e l’insalata col caprino a 10, mentre Antonio ha ordinato il Grand Plateau di ostriche da 60 € (ERANO BELON DU BELON, CHIARO?!), epperò Tommaso e Silvia si sono scolati insieme 6 bottiglie di Super Baladin rispetto a Mario che ha bevuto un solo bicchiere di Birra del Borgo alla spina, così, probabilmente Tommaso e Silvia devono più di qualunque altro amico, perché le bottiglie di super Baladin andavano a 14 € l’una (DICE IL SOMMELIER CHE HANNO NOTE CARAMELLATE E SENTORI FRUTTATI, CHIARO?), ma Sara sostiene di dover pagare meno dal momento che ha skippato l’antipasto, anche se si è sparata metà polpette di baccalà che erano per tutti, cosa non proprio educatissima, e tutto il gruppo di amici ha studiato in qualche stupida facoltà tipo scienza della comunicazione, così nessuno sa fare i conti sul serio ma questo al cameriere, che ci sta guardando come se volesse colpirci con il forchettone da insalata, non interessa”.

Rende l’idea? Niente è stressante come dividere il conto al ristorante. Ecco come si affornta la situazione.

Se avete meno di 30 anni è molto probabile che siate poveri, perciò guardate bene il conto e stabilite il quantum, aggiungendo servizio, coperto e mance. Ognuno paga il suo, e morta lì. Se avete preso l’antipasto da 10 euro e un primo da 20 non lasciate 30 euro sperando che nessuno se ne accorga. Gli altri se ne accorgono. E se non avete il contante con voi chiedete al cameriere di prelevare somme diverse da ogni carta di credito. Lasciategli la mancia però, farlo non è divertente.

Se avete più di 30 anni, andando a cena accettate di pagare la vostra parte dividendo il costo totale per il numero di commesali, a prescindere da chi ha preso cosa e quanto. E non lamentatevi se stavolta siete rimasti fregati, la prossima sarete voi a risparmiare. Poche le eccezioni –sei in ritardo e prendi solo il dolce– ma anche in questo caso è educato mettere in tavola del contante.

Facciamo quelli creativi che producano e smistano soluzioni.

[Crediti | Link: Dissapore, immagine: iStockphoto]