E ora, qualcosa di completamente diverso: Roma vs Milano

Torni da Napoli convinto di non sopportare i confronti tra le città, di essere esposto a violenti attacchi di foruncolosi se qualcuno somma le mele con le pere, poi, il tempo di accendere il Mac, e ti ritrovi a leggere che “da vent’anni” i ristoranti di Milano non vivono “momenti opachi come l’attuale”. Scritto da uno che non è alla ricerca di pubblicità. “Solo chi è a libro-paga di qualche ente può negare la piattezza e la staticità del panorama meneghino, se confrontato, con la vivacità e la varietà di Roma”. Il punto è: come glielo spieghi a un lettore adulto, che chi scrive di ristoranti sui giornali è un ragazzone, un adolescente cresciuto soprattutto nelle sembianze, e che a stretto giro, sarà polemica?

Roma vs Milano

“Nel mondo i congressi si contendono i cuochi di Milano e non quelli di Roma”. Non vorrei dire io l’avevo detto, ma: io l’avevo detto. A rispondere è il giornalista Paolo Marchi. Le pizze e le birre di Roma, “Milano nemmeno le immagina”, ma se parliamo di cucine del mondo “è vero l’esatto contrario”. E nelle capitale: “abbonda la fuffa truffa-turisti che sarebbe meglio sopprimere”. Non finisce qui. I ristoranti di Milano sono meno dopati “dai grandi alberghi che sul Tevere garantiscono sicurezza a tanti chef”. Gran finale. “Milano è più autentica e la Lombardia ancora più ricca, a differenza di un Lazio che vanta ben poche perle”.

Ora, io lo so che Roma vs Milano è la madre di ogni discussione italiana, ma se qualcuno avesse l’ardire di chiedere dove si mangia meglio, voi cosa rispondereste?

[Immagini: Valentina Fontanella, Shen Weng Lo]

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

23 novembre 2009

commenti (36)

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  1. L’Italia é davvero grande. A mio avviso Milano e Roma sono solo uno ‘specchio gastronomico’ di tutta l’Italia. Un’Italia fatta di migliaia di città e paesini dove nascono ingredienti e passioni.
    Mai lavorare per un interesse comune?

  2. Per quanto riguarda i ristorantoni se la giocano, per quanto riguarada i comuni mortali e la cucina quotidiana, Roma ogni giorno dell’anno.

  3. Città e territori con economie diverse, un diverso sviluppo nella ristorazione. A Roma il turismo ha reso possibile lo sviluppo anche di una impresa anonima e indifferente alla qualità; e il territorio laziale è, in questo senso, seppur ricco di prodotti immensi, se paragonato a quello lombardo praticamente privo di elementi significativi in grado di reggere un paragone.
    Quest’ultima considerazione, la mancata valorizzazione delle risorse esistenti, mi sembra un’occasione sprecata, anche in termini puramente economici.

  4. Andando per esclusione, simpatia ed esperienze senza dubbio Roma.
    Tralasciando il fatto che tutte le sere nelle pianure lombarde si diffondono odori veramente pazzeschi che di alimentare hanno ben poco. 😉

  5. In Piemonte:-))))). A parte gli scherzi, io che sono di formazione lombarda, posso dire che negli anni ottanta non c’era paragone tra lombardia e lazio come offerta gastronomica.
    Il tempo pero’ ha dato al lazio una connotazione tutt’altro che provinciale, vedi Tassa ,Colonna, Troiani, Genovese,I Baldassarre ecc ecc…..e non credo che questi sfigurino davanti agli attuali detentori degli scettri gastro lombardi.
    Certo che se paragoniamo Aimo, Marchesi, Bellini, Santin e quant’altro dell’epoca non c’era partita…ma ora credo che ce la possiamo giocare tranquillamente….in grande amicizia ovviamente:-)))
    Ps: Nella squadra romana ci metto anche Pierangelini, va bene??????

    1. …e vai con le formazioni!!!
      Però mi sembra che il lazio si regga tutto su Roma (unica eccezione, ormai, Tassa): mentre in lombardia c’è anche Brescia, Cremona, Mantova, Pavia…
      Sulla città, non si discute: il resto in serie b, gastronomicamente parlando (e solo lì), è un vero peccato…
      Io poi, quest’anno, speravo proprio nel Frosinone….:-)

    2. Trota
      Parolina
      Granchio
      Acqua Pazza
      + il gruppo di Anzio

      non è solo Roma 😀

    3. m’hai levato le parole daa bocca:-))))))

    4. …ma io, paraccio, che ve devo risponde???
      da Vittorio
      dal Pescatore
      il sole di Ranco
      Schuman
      Officina cucina
      Gualtiero
      Miramonti
      Vittorio Fusari
      Le Robinie
      l’Arsenale….
      siamo sugli stessi livelli???
      🙂

    5. Non ti rigirare il concetto come ti pare.
      Hai detto che nel Lazio c’è solo Roma con l’eccezione di Tassa e ti ho fatto notare che non è così.
      In Lombardia ce ne sono di più? Non è contestabile ma la provincia lombarda non è quella laziale in termini di possibilità economiche dei clienti. Quindi pochi clienti = pochi ristoranti, ma secondo me non di serie B.

    6. No, hai ragione, non ti arrabbiare: ho usato quell’espressione solo per semplificare. Non intendevo dire che quelli citati da te non siano comunque degli ottimo ristoranti, e me ne scuso: su quanto giochi il fattore economico, ho già detto sopra. E aggiungo pure, se non si fosse capito, che mi fa un enorme dispiacere che sia così, e che la nostra regione, fuori dalla capitale, ha un potenziale ancora tutto da esprimere.

    7. Figurati se mi arrabbio. 😀
      Volevo solo precisare, la situazione è lo specchio fedele della clientela. E’ una frase banale ma a volte qualcuno sembra dimenticarsene.
      Forse proprio il minor numero di gourmet e con ridotte disponibilità economiche mette la ristorazione romana alla corda per quella ricerca di diversità e innovazione che Vizzari rileva.

  6. Chiedere dove si mangia meglio implica che l’interlocutore abbia una qualche attenzione verso il mondo gastronomico, per non parlare di me, di noi, ormai su una china pericolosa, tendente alla fissazione. Proprio per questo io dico che non andrei a Roma o a Milano, ma andrei in uno o più posti che mi interessano, e che solo casualmente possono essere romani e milanesi. Insomma il fine gastronomico è preponderante fino a limitare di fatto la sola possibilità di muoversi, di andarci con altre persone non addicted. Terribile.
    Ma vorrei considerare con voi, come queste altre persone, quelle “normali” o “sane”, si accostano, dalla provincia, alle due metropoli.
    Si va a Milano per negozi o mostre, solo un giorno. Milano moda, tendenza, bella gente: questo si cerca, questo è lo stereotipo. Dove mangerebbe il non milanese in uscita? Conosce Cracco, ignora Aimo, Trussardi (ristorante e bar), Cavallaro o Alfieri, la Focacceria e la Latteria; conosce o bramerebbe il settimo piano della Rinascente, Nobu da Armani, Giannino, la Scaletta, qualsiasi cosa in Corso Como; finisce a panini nel primo bar a microonde.
    Si va a Roma solo per turismo e come tale la città è vista, né più né meno di Venezia: un panino e via. Bella per carità, più bella di Milano, ma per turisti; si finisce al Mc Donald’s di Piazza di Spagna, ignorando non dico Beck o Glass, ma Pizzarium e Felice, Sforno e Roscioli, Arcangelo e Open Baladin. Pagliaccio e Colonna non pervenuti.
    Insomma temo che il problema riguardi solo noi, gastrovittime: per gli altri, in queste città, mangiare non conta, è sempre considerato in perdita, anche di tempo.

    1. La Focacceria tra l’altro sembra non esserci più. Se intendi la San Francesco, è chiaro.

    2. Caspita, solo un anno?

    3. Le insegne non ci sono più. Me l’ha detto un mio lettore, prima dell’estate. Pare sia rimasto solo Princi. Non ho indagato bene, ma ho deciso di informarmi.

  7. Aggiungiamo, anche il fatto, che a Roma c’è il parlamento, il chè vuol dire un maggior arrivo di personalità che naturalmente vanno a mangiare nei ristoranti più celebrati e fanno nel bene e nel male da tendenza. Comunque per me Milano non è seconda a Roma, sia per quanto riguarda qualità che offerta, come già detto in precedenti post bisogna guardarsi in giro, buoni ristoranti in alternativa ai più celebrati ci sono, certo che se arrivi a Milano e dici “ue mi sun chi” le dura.

  8. Milano, anche in senso gastronomico è l’unica città a livello mondiale che c’è nello stivale.
    Roma è solo un paesone enorme, se non fosse per le rovine romane e le mille chiese che le danno un’pò di lustro, sarebbe una tristezza megagalattica di cemento.

    1. E se mio nonno non fosse morto a stora c’avrebbe 7 p@@@@lle come un flipper…. Scusa , ci potresti motivare questo tuo livore nei confronto di Roma, visto che qui si parla di ben altro? o forse dobbiamo dedurre che hai sbagliato blog?

    2. Ok, Si mangia meglio a Milano. Lo sanno tutti nel Mondo delle buone forchette.
      Per un turista babbione magari Roma è più pastasciutta, più mandolino,….

    3. … e cosa sarebbe Venezia senza i canali e Piazza San Marco
      … e cosa sarebbe Firenze senza l’Arno e il Duomo

      … e cosa sarebbe Palermo senza la Cattedrale e la Zisa?

      bel giochino quello di Alfredo: quanti pezzi deve perdere una città per diventare brutta come Milano?

    4. Alfredo, scusa, ma tralasciando il “senso gastronomico” che è particolarmente un fatto soggettivo, quell’anche che metti in seconda è pauroso…
      Milano città mondiale? E’ da brivido…

  9. Meglio Roma senza dubbio . anzi meglio da roma in giù …checchè ne dica la michelin

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