di Massimo Bernardi 28 Ottobre 2009

Clara Barra al TG5

Mettersi nei panni di Clara Barra. Se da una parte presenta innegabili vantaggi—la curatrice della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso li riempe meglio di ogni suo parilivello—dall’altra, non deve essere facile. Bisogna affrontare la reazione dei delusi dalla nuova edizione della guida. Che sono molti e illustri, primo tra tutti, Carlo Cracco. Uno il cui core-business, era essere lo chef del ristorante più in vista di mezza Italia (il nord), due anni fa non due secoli, e che oggi viene escluso dalle Tre Forchette. Cosa avrà spinto Clara Barra a prendere questa decisione?

Una risposta possibile sono i titanici ricarichi su 1) vini e 2) tartufi, ma allora Ciccio Sultano? Già, perché un altro trombato eccellente è il ristorante Duomo di Ragusa Ibla. Sì, è fuori dai 21 (ventuno!) migliori ristoranti italiani. Cosa può avere spinto Clara Barra a degradare lo chef che piace al New York Times?

Chi ha potuto leggere le risposte premurose che la curatrice ha dato su Facebook alle lamentele di alcuni ristoratori, si divide in due scuole di pensiero. Ha fatto bene, un guidaiolo moderno non se ne sta arroccato nella sua torre d’avorio. Ha fatto male, se crede nelle sue scelte non deve giustificarsi, tanto meno facendo riferimento ai curatori precedenti.

Ma Clara Barra non ha solo bocciato. Gianfranco-Vissani-un-uomo-solo-al-comando è una scelta che riflette la sua personalità. Dovesse invitarvi a cena è lì che vi porterebbe. Ciò detto, qualcuno ha fatto notare che ora, il cuoco migliore d’Italia è quello che in cucina non c’è mai.

Le quote rosa. Anche le 4 donne nelle Tre Forchette (Nadia Santini, Valeria Piccini, Fabrizia Meroi e le signore Fischetti del ristorante Oasis), sono un un risultato (appena decente) riferibile a Clara Barra.

Il Veneto, non così amato da chi è venuto prima, è ora la prima regione italiana con 4 ristoranti tra i primi 21 (Calandre, Laite, Perbellini, Met), mentre per merito del Met, Venezia riscatta la fama di città da evitare a ogni costo (“Più belli sono i posti, peggio si mangia“, aveva detto nel 2007 l’ex curatore Marco Bolasco).

Chissà che anche lo sdoganamento della cucina d’albergo, caduta in disgrazia da qualche decennio, almeno in Italia, non sia farina del suo sacco. Tra i premiati dalla guida la Gazza Ladra dell’Hotel Palazzo Failla a Modica, il Relais Blu di Massa Lubrense, La Pergola de l’Hotel Rome Cavalieri, L’Olivo del Capri Palace, il Maxi del Capo la Gala di Vico Equense.

Ecco, la cosa che volevamo discutere, non con la fretta della diretta, è se oggi vi piacerebbe essere Clara Barra, visti i risultati della guida 2010. Oppure no.