di Leonardo Romanelli 8 Febbraio 2012

L’astronave atterrata a Firenze sul tetto dell’Hotel Excelsior l’hanno chiamata “Se.sto on Arno”, versione contemporanea della Roof terrace d’una volta. R-i-v-o-l-u-z-i-o-n-e. Un locale nuovo nel posto più classico della città, dove mangiare equivaleva, come descritto sulle dispense delle scuole alberghiere, a “servire una clientela internazionale” attratta da piatti rassicuranti. Oggi, dopo un sonno durato vent’anni, riapre il ristorante con vista che avrebbe definitivamente accoppato Stendhal.

Forestieri ricchi, colti, nevrotici e/o debosciati vis à vis con la cupola del Brunelleschi e Palazzo vecchio. “L’anima trascende ad osservare l’Arno d’argento”. Per ora l’effetto serra è assicurato: al caldo, riparati dai vetri, mangiare e scrutare il panorama pacifica lo spirito, in estate s’attendono feste più pagane negli spazi all’aperto.

Nel tempio un po’ maschilista della tradizione, altro segno che è tempo di andare oltre “i cuochi hanno il pene, le cuoche la vagina“, a dirigere la cucina è stata chiamata una donna. Entiana Osmenzeza, di origini albanesi, trasferisce l’esperienza che piace al viaggiatore internazionale nei piatti serviti a pranzo e raccolti nel menu Io RICORDO (una portata con acqua, calice di vino e caffè costa 28 euro).

La sera il discorso si fa serio. Se a pranzo i sapori sono etnici, dal burger di tonno con maionese agli agrumi al cipolotto croccante in salsa di soia e zucchine fritte che evoca l’Oriente, a cena si fanno scelte coraggiose come le crepinette di razza con carciofi e patate fondenti. Citazione obbligatoria per il morbido di marroni al caramello salato, un dolce così buono da placare le ansie dei milionari e pure i loro consumi vistosi.

— Carta dei vini iclassica con piccole divagazioni.
— Servizio premuroso e orridente.
— Tre portate escluso vini a pranzo 50 euro, la sera 65.