di Prisca Sacchetti 16 Settembre 2011

Par condicio, va bene? Abbiamo copiosamente elencato le “cose che rovinano l’atmosfera quando siamo al ristorante”, biasimando allo stesso tempo odori penetranti, venditori di rose, musica troppo alta e bambini maleducati fino a quando la controparte, impersonata dalla paziente categoria dei ristoratori (cui allo stesso tempo tocca essere buttafuori, centralinisti, allergologi, censori dell’abuso di cellulari e fotocamere, confessori, poliglotti e maestri di buone maniere), ha invocato le pari condizioni. Hanno anche loro frangenti, modi di fare e anzitutto persone che metterle in una pentola e cuocere a fiamma vivace sarebbe il minimo.

Allora, se è di questo che hanno bisogno non lasciamo le cose in sospeso, sputino il rospo e non se ne parli più.

Frequentatori di ristoranti che non ti togli di torno nemmeno con i venditori di rose:

Il prenotatore (sabato prenota per 15 ma si presentano in 7, poi a cena iniziata se ne aggiungono 4 però due hanno già mangiato).
Il deejay (mixa gli ingredienti di 4 diverse portate del menù creando estemporaneamente un piatto che chiede nell’ora di punta).
L’irascibile (litiga da quando si siede a quando se ne va, perché a un certo punto se ne va sbattendo pure la porta).
Il rompiscatole (“non fate la pizza? E la carbonara? Neanche un’arrabbiata? Come mai non c’è nessuno stasera?)
Il maneggione (palpa la tipa sopra e sotto il tavolo poi la chiude un’ora nel bagno per sfogare i bassi istinti).
Il musicofilo (“può alzare un po’ la musica?”, “può abbassare un po’ la musica?”).
L’avaro (in tre anni non ha mai lasciato una mancia e va sempre in bagno prima del conto così pagano gli altri).
L’italiana all’estero (“posso avere il ketchup per gli spaghetti dei bambini, sa, sono abituati a mangiare la pasta così”).
L’incontentabile (“un espresso ristretto in tazza grande così sprigiona meglio l’aroma”).
L’allarmista (“aiuto, c’è un vetro nel mio piatto!” ma è solo un croccante trasparente ai capperi e limone).
Il liberal (lascia fare ai bambini qualsiasi cosa: urlare, correre in sala, tirare le tovaglie, pasticciare il muro con le mani sporche, ed è convinto di far bene).

Io ho finito.